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Aggiornato il: 4 minuti di lettura

I Millennial non invecchiano (e sembrano più giovani della Gen Z)

I Millennial non invecchiano (e sembrano più giovani della Gen Z)
(getty)
Perché i Millennial non invecchiano e anzi, sembrano perfino più giovani della Generazione Z? 
di Eugenia Nicolosi

Perché i Millennial non invecchiano? La domanda sui social ha generato un hashtag da milioni di contenuti a cui collaborano anche persone della Gen Z: perfino i più giovani pensano di invecchiare "prima" dei Millennial.

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I motivi sono (anche) politici: i Millennial hanno attraversato crisi, guerre, pandemie e cambiamenti sociali come nessuna altra generazione, il che ha ritardato - quando non proprio ostacolato - i desideri "da adulti", come la genitorialità, l'acquisto di una casa, la stabilità finanziaria in generale. Quindi, da una certa prospettiva, è come se avessero risposto all'universo che sembra essersi messo di traverso nei loro percorsi di "adultità". Come? Restando giovani.

millennial che non invecchiano, pandemie e crisi economiche

I Millennials sembrano più giovani di quanto non fossero le generazioni precedenti alla loro età e sembrano perfino più giovani delle persone della Gen Z. Nel senso, ovviamente l'età avanza anche per i Millennials, soltanto che si lasciano sfiorare affrontando la "vecchiaia" in modo totalmente non convenzionale. Basta guardare la quantità enorme di meme rispetto a come Jennifer Lopez, 55 anni nel 2024, sembri la figlia diciottenne di qualsiasi cinquantenne degli anni Novanta o Ottanta. Allora occorre chiedersi in che modo i Millennials sfidano gli anni che passano, fermano il tempo e onestamente si prendono meno sul serio. Si parla di questa generazione in riferimento ai nati tra il 1981 e il 1996: persone che nella migliore delle ipotesi hanno quindi 28 anni, ma che ne possono serenamente dimostrare 18. Prendiamo a esempio l'attrice nota per il suo ruolo in Bridgerton, Nicola Coughlan, che di anni ne ha 37 ma che ne dimostra senza problemi 19, l'età infatti del suo personaggio (Penelope Featherington).

I Millennials hanno imparato a loro spese a usare la protezione solare, a non mangiare ogni sera nei fast food e hanno vissuto nel pieno le loro età: quando avevano 10 anni si comportavano da bambini, a differenza delle generazioni successive che - anche a causa della diffusione dei social - a dieci anni si comportano come adulti, tra make up routine e desideri di fama.

Sì, c'è un gigantesco "ma". Andiamo con ordine. Sia i Millennials che la Generazione Z sono ferventi sostenitori dell'equilibrio tra lavoro e vita privata, dando priorità alla salute mentale e alla realizzazione personale rispetto al successo professionale.

Il che può spiegare perché i Millennials sembrano più giovani di quanto non siano: perché per primi, a differenza delle generazioni precedenti, non “vivono per lavorare”. Ma a dirla tutta non è stata una scelta libera, consapevole e fortunata. Si è già detto molto sull'incapacità dei millennials di "crescere". Sono stati criticati perché non posseggono case di proprietà, cambiano spesso lavoro o non trovano qualcosa di abbastanza redditizio e con prospettive di carriera, o perché non hanno figli. Ma un sondaggio del 2023 condotto da Redfield & Wilton Strategies per Newsweek rivela che il 55 per cento dei Millennials ha rimandato la nascita di figli a causa dell'elevato costo della vita e che solo poco meno della metà dei Millennials è sposata o unita civilmente. Vengono criticati perché hanno coinquilini o vivono con amici e amiche, piuttosto che con un marito o una moglie, come fossero ancora studenti, che rifiutano il concetto di "duro lavoro" (e di "sacrificio") e che non sia prioritario per loro "sistemarsi". Ma con i costi delle case che sono arrivati alle stelle e gli stipendi che sono rimasti gli stessi degli anni Novanta, come ci si sistema? E il "sacrificio" non può essere lavorare dieci ore al giorno, senza contratti né tutele, per delle cifre che sono più dei rimborsi spese. A differenza della Gen Z, i Millennials si rendono conto di quanto sia malefico il sistema ma accusano ancora il peso della responsabilità di dover aderire o replicare la qualità della vita dei loro genitori: quando i lavori erano ben retribuiti, le industrie stabili, le case accessibili e la disconnessione garantita. Ma non possono farlo. Allora semplicemente i Millennials sono "costretti" dalle circostanze a non comportarsi da adulti, chiaramente non avere una casa di proprietà né una famiglia significa anche non averne il carico mentale. Ed ecco perché sembrano più giovani. (Nb: i Millennials hanno altre ansie e altri pensieri). Ma poi, cosa significa "essere adulti"?

l'enigma dell'invecchiamento precoce della Gen Z

A porsi il problema del mancato invecchiamento dei Millennials ci sono i creator della Gen Z. A differenza dei primi, i membri della Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) si sentono e sono percepiti come più adulti della loro età effettiva. E sono diversi i fattori della Gen Z che potrebbero contribuire a questo fenomeno: tra tutti il "sovraccarico digitale". I Millennials sono stati l'ultima quota di popolazione a non normalizzare una costante esposizione ai dispositivi digitali e alle piattaforme social, mentre la prevalenza del tempo trascorso davanti a uno schermo tra gli individui della Gen Z impatta sulla salute mentale, sulle dinamiche del sonno e sul benessere generale. L'uso prolungato dei dispositivi può contribuire a sviluppare segni di invecchiamento precoce, come affaticamento degli occhi, stanchezza e cicli del sonno alterati, influenzando potenzialmente il modo in cui gli individui della Gen Z vengono percepiti in termini di età.

Lo stile di vita frenetico della Gen Z, caratterizzato dall'aver bruciato delle tappe (hanno saltato i tempi di gioco, forse l'innocenza) dalla gratificazione immediata e dal rapido consumo di informazioni, potrebbe influenzare la percezione che loro stessi hanno della loro età. La pressione di dover stare al passo con le tendenze, di dover eccellere o diventare "famosi" sin da giovanissimi e l'interesse verso complesse questioni sociali e politiche può creare un "senso di maturità" che per molte persone significa non comportarsi da ventenne spensierato. Questo ritmo di vita iper accelerato può contribuire (e di certo lo fa) a far apparire le persone più vecchie rispetto a chi è cresciuto in tempi “più lenti” e con meno occasioni di paragoni tossici. 

i millennials non saranno mai dei "veri adulti"

Come anticipato, TikTok è invasa da video sul perché i Millennials non invecchiano "normalmente" (questo tipo di contenuti ha attualmente circa 20 milioni di visualizzazioni). Alcuni hanno ipotizzato che ciò sia dovuto al fatto che "ritocchi" come  filler e botox sono più economici e più ampiamente disponibili e sdoganati. Altri sostengono che accade perché i Millennials "soffrono di depressione, quindi stanno in casa tutto il giorno e non lasciano che la luce del sole invecchi la loro pelle" (è ironia). O forse i Millennials stanno invecchiando normalmente, semplicemente non credono di farlo, quindi non si comportano come ci si aspetterebbe da persone della loro età. Ma non è certo una sindrome di Peter Pan. Semmai è capacità di adattamento.

Ci sono probabilmente innumerevoli ragioni per questa distorsione del tempo che passa. Ma forse il tema è proprio questo: tenere conto del tempo che passa non può più coincidere con un concetto di "vero adulto" che è di per sé obsoleto. Parlare di "veri adulti" senza tenere conto dei cambiamenti di stile e culturali non ha alcun senso, perché i genitori e i nonni dei Millennials non pubblicavano foto, non indossavano abbigliamento sportivo sul posto di lavoro né mandavano meme quando avevano 30 anni. È il quadro di riferimento a essere sbagliato e che fa apparire i Millennials degli eterni giovani sol perché esteticamente non somigliano ai quarantenni di trenta anni fa. Ed è il quadro di riferimento quindi a dover essere messo da parte: è rimasto immobile nel tempo mentre tutto il resto si è stravolto. E no: non si stava meglio quando si stava peggio. Al netto di pandemie e crisi economiche, i cambiamenti culturali e sociali verso cui si sta tendendo sono più positivi che mai e anzi, mettersi in discussione e mettere in discussione lo status quo, quando è problematico, potrebbe essere la chiave dell'eterna giovinezza.