La skincare delle bambine: un gioco problematico (non solo per i prodotti)
Aggiungiamo che il mercato del beauty è avvantaggiato dal fenomeno social e oggi miliardi di beauty influencer che hanno meno di 15 anni si mostrano mentre fanno la loro skincare quotidiana.
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Haven Garza ha quasi 5 milioni di follower su TikTok (4,8 milioni): persone che la guardano mentre si tampona sul viso un liquido “illuminante” dopo aver applicato tonico, siero e crema idratante. No: non è un qualsiasi tutorial di bellezza perché questa influencer della skincare ha 7 anni. Non solo i numeri dei follower di Haven ci dicono della preoccupante deriva "beauty" presa dalle bambine: i dermatologi della Gran Bretagna hanno raccontato a The Guardian che le bambine sotto i dieci anni richiedono - e utilizzano - prodotti anti età e lo scorso 21 marzo la principale catena di farmacie della Svezia ha vietato l'acquisto di prodotti per la skincare antiage a chi ha meno di 15 anni.
Ci sono poi i dati di NielsenQI (il più grande database al mondo di numeri sul comportamento dei consumatori): il 49 per cento dei consumatori e consumatrici della skincare sono giovanissime che comprano detergenti, sieri e maschere anti età. "Nemmeno l’inflazione e la recessione globale impediscono alla Gen Alpha (i nati tra il 2010 e il 2024) di acquistare i prodotti per la skincare", commenta la stessa azienda di statistica.
la skincare delle bambine
Abbiamo già raccontato che le bambine molto piccole vogliono truccarsi. Aggiungiamo quindi che in generale il mercato del beauty è avvantaggiato dal fenomeno social: miliardi di beauty influencer che si mostrano in video dirette mentre fanno la loro skincare quotidiana. Ma, e lo conferma NielsenQI, c'è una gigantesca avanzata generale di bambine che entrano più rapidamente nella categoria di consumatrici di prodotti per la cura della pelle. Il problema - uno dei problemi - è che utilizzare prodotti per la cura della pelle che, ad esempio, mirano a ridurre le rughe e ottenere un tono della pelle più uniforme non è qualcosa di cui le bambine hanno bisogno e che anzi può essere anche nocivo. Secondo la capa delle farmacie svedesi, Annika Svedberg - ha 390 farmacie -occorre che siano proprio le farmacie e le profumerie ad assumersi una maggiore responsabilità rispetto all'opportunità di vendere più prodotti andando a discapito della salute "per non essere coinvolte nella promozione di comportamenti malsani".
La deriva della skincare delle bambine non è una questione solo svedese ma appartiene anchel resto d’Europa e agli Stati Uniti. Secondo The Guardian ci sono bambine di 10 anni che acquistano prodotti con principi attivi aggressivi come il retinolo a 9, 10 e 11 anni. E la preoccupazione per il boom della cura della pelle Gen Alpha nasce proprio per i danni che ingredienti aggressivi come il retinolo e gli acidi esfolianti potrebbero arrecare alla pelle di una bambina, la cui barriera cutanea è più sensibile ai principi attivi che possono causare sensibilità o allergie a lungo termine.
Ma non solo: le preoccupazioni sono anche di natura politica e sociale. I messaggi che veicolano l'importanza di usare prodotti anti-età e i soliti standard di bellezza stanno attecchendo su bambine che stanno sviluppano non solo la paura di invecchiare ma soprattutto l'insoddisfazione rispetto alla loro immagine. Le bambine vogliono fare la skincare routine perché questo è ciò che vedono sui social (esiste l'hashtag #SkinTok) e negli altri eventiali media che consumano. Anche se la vedono come pratica tipica di donne più grandi, madri, amiche e sorelle maggiori.
la skincare è diventata uno spettacolo social
Emmanuelle Dirix, teorica culturale e professoressa di moda e bellezza al London Centre della Syracuse University, attribuisce questa tendenza alla visibilità normalizzata e quotidiana che le generazioni più giovani vivono come realtà. Sui social viene veicolato continuamente lo standard di bellezza, sia da modelle e influencer che dalla generazione di madri ossessionata dai prodotti antiage.
Che poi è ciò che fanno le industrie della bellezza e della dieta: vendono speranze, vendono un "se vuoi, puoi" e se non funziona, cambia prodotto. Quindi il flusso di prodotti immesso sul mercato è costante. E per quanto nessuna dermatologa consiglierebbe mai ai genitori di acquistare prodotti anti-età per la pelle di bambine o pre adolescenti (o a adolescenti, in realtà) in qualche modo queste riescono a ottenerli. Forse i genitori non ascoltano più i pareri scientifici o forse le bambine li comprano di nascosto. Ma se è vero che molte delle creme più pubblicizzate come "antietà" sono spesso trovate di marketing del tutto innocue, alcuni ingredienti in particolare sono progettati specificamente per la pelle più matura e possono essere dannosi.
i prodotti dannosi per la pelle delle bambine
In particolare a far danni sono gli ingredienti "forti" come il retinolo, la vitamina C, l'idrossiacido e qualsiasi cosa etichettata come "schiarente" o "antietà" perché possono causare danni permanenti, soprattutto se usati in modo errato.
Gli esperti dicono infatti che bambine e adolescenti dovrebbero evitare il retinolo (o qualsiasi cosa con vitamina A), la viitamina C, gli alfa-idrossiacidi (AHA) che hanno un effetto esfoliante e riducono le rughe di espressione, i prodotti anti età e quelli schiarenti. Semmai sempre gli esperti raccomandano una semplice cura della pelle in giovane età che include un detergente delicato e una crema solare se i raggi UV sono elevati.
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