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Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Si scrive "Overparenting", si legge genitori che tolgono il fiato ai figli

Si scrive Overparenting, si legge genitori che tolgono il fiato ai figli
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Da una decina d'anni gli psichiatri analizzano il fenomeno dell'overparenting e le sue conseguenze: i genitori che sono "troppo" attenti ai propri figli rischiano di comprometterne la personalità.
di Eugenia Nicolosi

Il Cambridge Dictionary descrive l'overparenting come: "l'eccessivo coinvolgimento dei genitori nella vita dei figli, al punto che cercano di aiutarli e controllano tutto ciò che accade al bambino". Un approccio quindi definito da un livello eccessivamente alto di controllo, coinvolgimento e iperprotezione. A quanto sembra la convinzione di fare una cosa giusta parte dalla convinzione di essere genitori migliori di quanto non si sia davvero e soprattutto migliori dei propri genitori. Ma andiamo con ordine.

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Abbiamo parlato del fatto che i papà millennial sono di certo migliori dei papà delle generazioni precedenti, ma ogni medaglia ha due lati: senza generalizzare, sappiamo che dal 2010 circa la ricerca relativa alla salute mentale e alle neuroscienze si occupa di un fenomeno che, per un banale calcolo anagrafico, afferisce pure alla generazione dei genitori millennial: l'overparenting. Non esiste la perfezione genitoriale e nessuna persona nasce onnisciente, di conseguenza tutte le persone che sono madri o padri o che crescono qualcuno sono in qualche misura "colpevoli" di alcuni dei comportamenti oggettivamente sbagliati verso i piccoli e, di conseguenza, responsabili in qualche misura delle nevrosi, dei traumi e delle cattive abitudini dei bambini e delle bambine.

Andando dritte sull'overparenting, è naturale preoccuparsi per il proprio figlio e occuparsi del fatto che non soffra, non si ferisca, non si cacci nei guai ma d'altro canto alcuni errori si possono - si devono - commettere da bambini proprio perché è attraverso le proprie azioni che si impara ad assumersi le proprie responsabilità, a essere indipendenti e attenti, a fidarsi di sé stessi. Ma dagli studi che andremo a riportare, si evince che il problema è proprio questo: spesso la causa dell'overparenting è collegata alla competitività del genitore stesso.

le pessime conseguenze dell'overparenting

E che conseguenze ha l'overparenting nel bambino o nella bambina? Nell'ultimo decennio il fenomeno dell'overparenting ha catturato l'attenzione di ricercatori, educatori e teorici delle famiglie per comprendere la relazione tra ipergenitorialità e sviluppo e benessere tra gli adulti di domani. Uno studio del 2012 ha scoperto che l'eccessiva "genitorialità" può portare a: una mancanza di resilienza, arroganza, sviluppo inadeguato delle abilità di vita, ansia, minore autostima, difficoltà di adattamento, comportamenti narcisistici. Ecco allora che l'overparenting è uno stile genitoriale inappropriato dal punto di vista dello sviluppo: i genitori proteggono eccessivamente i propri figli coinvolgendoli troppo, occupandosene troppo, educandoli troppo e fornendo loro cure e attenzioni sovramisura. Molti genitori che praticano l'ipergenitorialità partono chiaramente dalla buona fede, dalla volontà di far crescere il bambino "bene" affinché sia di successo, competente, più avanti rispetto ai coetanei. 

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Le prove degli studi però mostrano che l'overparenting è associato a risultati negativi negli adolescenti, tra cui l'aumento dell'ansia adolescenziale, il disagio emotivo, il comportamento procrastinatorio e i tratti narcisistici. Ma non solo: sono state riscontrate anche una minore motivazione accademica negli adolescenti, minore soddisfazione di vita, minore autostima.

Secondo la psicologa clinica Judith Locke sono cinque le competenze essenziali che i bambini dovrebbero sviluppare: resilienza, autoregolamentazione, intraprendenza, rispetto e responsabilità. L'overparenting può avere ripercussioni su tutti questi aspetti perché i genitori involontariamente rimuovono l'opportunità che questi tratti vengano incontrati e sviluppati attraverso l'esperienza. 

i genitori che fanno "troppo" vogliono essere visti come bravi genitori

I genitori che sono "troppo genitori" hanno spesso le migliori intenzioni ma altrettanto spesso il problema centrale è che vogliono essere visti come bravi genitori. La componente narcisistica quindi è qui che si insedia, nella volonta dell'adulto di essere riconosciuto come un genitore migliore di quanto non siano gli altri. Ma il problema è che questo stile genitoriale spinge i genitori a intervenire in situazioni che i figli sono in grado di gestire da soli, ed è cosi che trasmettono loro il messaggio che non sono in grado di farlo in autonomia e che quindi devono intervenire per loro conto. 

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Rompere il ciclo dell'overparenting: il diritto dei bambini alla noia e agli errori

Lasciare che i bambini si annoino: la noia è un diritto ma non solo. Attraverso la noia i bambini sperimentano la creatività, si auto stimolano verso nuove idee e scoperte e imparano riempire i loro spazi conoscendosi, capendo cosa a loro piace fare. Riempire ogni spazio vuoto con un'attività li rende passivi. Lasciar fallire i bambini è importante: se cadono iparano a rialzarsi, se cadono di nuovo imparano a rialzarsi di nuovo. Fallendo si possono imparare lezioni importanti, anche per esempio che il fallimento e l'errore sono parti fisiologiche della vita.