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Il Municipio di Roma ha pubblicizzato una raccolta firme contro l'aborto

Il Municipio di Roma ha pubblicizzato una raccolta firme contro l'aborto
"Un cuore che batte" è la proposta diffusa attraverso i canali social istituzionali del IV Municipio di Roma.
di Alice Michielon

L'associazione provita "Un cuore che batte", sostenuta dall'associazione "Ora et labora in difesa della vita" e altre, tra le quali Pro Vita & Famiglia onlus, ha lanciato una raccolta firme per convalidare la loro proposta di legge relativa all'aborto

Proposta di legge di "Un cuore che batte" contro l'aborto

Questa proposta desidera introdurre all'interno dell'articolo 14 della legge 194 che garantisce il diritto all'interruzione di gravidanza, il seguente comma: "Il medico che effettua la visita che precede l’interruzione volontaria di gravidanza ai sensi della presente legge, è obbligato a far vedere, tramite esami strumentali, alla donna intenzionata ad abortire, il nascituro che porta nel grembo e a farle ascoltare il battito cardiaco dello stesso". Una pratica che è stata resa d'obbligo in Ungheria e che, per chi la promuove, aiuterebe a far desistere la donna nel procedere con l'aborto.

Il diritto alla 194 a rischio

Una legge che oltre a mancare di tatto e buonsenso, lederebbe anche i diritti e le volontà delle donne che decidono la propria gravidanza. Per questo motivo, quando la raccolta firme è apparsa sui canali istituzionali del IV Municipio di Roma (guidato da Nicola Franco, unico presidente di Roma del centrodestra), è scoppiata la polemica.

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Sotto il post in cui si spiegava agli interessati data, luogo e orario in cui presentarsi per firmare la petizione, molti si sono ritenuti offesi dal contenuto dello stesso e da certe frasi, come una frase della locandina: "Con la tua firma potrai salvare tanti bambini".

La polemica sulla diffusione da parte del IV Municipio di Roma

In una nota ufficiale, la consigliera regionale e coordinatrice segreteria del Pd Roma, Emanuela Droghei, ha scritto: "Sono rimasta sconcertata dalla scelta di pubblicare questo avviso in un profilo che rappresenta un canale istituzionale.Pensavo fosse uno scherzo, magari un profilo parodia, invece è tutto vero e inaccettabile. È inaccettabile che un profilo istituzionale sponsorizzi una raccolta firme di iniziativa popolare e che lo faccia con tanto di locandina che rilancia la proposta. Ma d’altronde questa è la destra, da sempre contro le donne".

Lo stesso tema problematico è stato evidenziato anche Enzo Foschi, segretario del Pd Roma: È una vergogna che il profilo Facebook istituzionale del Municipio VI faccia propaganda alla proposta dei movimenti parafascisti, perché solo così possono essere definiti, contro le donne. Mai avevamo assistito ad una vergogna simile da un profilo istituzionale. Sarebbe bene, invece, che la destra del Municipio VI organizzasse una proiezione pubblica dell’ultimo film di Paola Cortellesi, in modo da imparare qualcosa sui diritti delle donne".