Francia: il diritto all'aborto entra nella Costituzione
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La Francia ha fatto la storia: il 28 febbraio 2024 il Senato francese ha garantito il via libera alla proposta di legge per inserire il diritto d’aborto all’interno della Costituzione, affinché non possa essere ritrattato o eliminato. Proposta che è stata ufficialmente accolta.
Il diritto all’aborto in Costituzione
Che cosa ha fatto la Francia?
Parigi, febbraio 2024; arriva l’approvazione dal Senato francese per la proposta di legge che già era stata appoggiata dall’Assemblea nazionale. La settimana a venire l’inserimento del diritto all’aborto nella Costituzione nazionale verrà discusso in una sessione congiunta al Parlamento, per l’approvazione occorrerà raggiungere i 3/5 della maggioranza). Il dibattito e la votazione sono avvenuti lunedì 4 marzo al Palazzo di Versailles, dove 780 deputati hanno votato a favore dell'inserimento, a discapito di soli 72 contrari.
In Francia l’aborto sarà un diritto costituzionale
Che cosa significa?
L’iscrizione del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza nella Costituzione è la garanzia del governo Macron a rendere irreversibile la ragione delle donne ad abortire: la modifica interessa l'articolo 34, che specifica che la legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà della donna, che le è garantita, di fare ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza. L’approvazione avvenuta in Senato è passata con 247 voti a favore della legge e solamente 50 contrari. Il ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti ha dichiarato: “Il Senato ha scritto una nuova pagina dei diritti delle donne".
L'approvazione ufficiale
Un esempio per l'Europa e il mondo
Ci si aspettava che la sessione congiunta di lunedì fosse solo una formalità, in quanto fino ad ora nessuno dei principali partiti politici francesi che hanno rappresentanza in Parlamento si sono opposti al diritto d’aborto e poiché le due camere avevano già adottato il disegno di legge. Una vittoria che è ora d'esempio nel contesto internazionale attuale, dove la crescente opposizione al tema sta portando invece ad un'inversione di tendenza rispetto alle conquiste degli anni '70 e '80.
Storia dell’aborto in Francia e penalizzazione negli Stati Uniti
Dalla Roe v. Wade a oggi
La depenalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza in Francia è stata stabilita a livello legislativo nel 1975, ma eliminarlo dalla lista dei reati non significa garantirlo come diritto inalienabile. L’idea di questa legge nasce certamente dalle vicende internazionali sul tema, come l’annullamento (avvenuto nel 2022 negli Stati Uniti) da parte della Corte Suprema della sentenza Roe v. Wade del 1973 che sanciva la praticabilità dell’aborto come un diritto. In molti Paesi nel mondo, così come in Europa, le minacce alla libertà delle donne di decidere sul proprio corpo si fanno sempre più pressanti a causa della diffusione di alcune correnti di opinione. Queste motivazioni sono state citate anche nell’introduzione alla legge come spiegazione della sua necessità.
Il diritto all'aborto in Italia
Una situazione drammatica
Le legge 194, varata nel 1978, garantisce in Italia il diritto all’aborto, purché con delle restrizioni: l’interruzione di gravidanza deve infatti avvenire entro i novanta giorni di gestazione. Oltre il periodo dei primi tre mesi è concesso solamente se portarla a termine si rivela un rischio altissimo per la salute psicofisica della donna, fino al pericolo della sua vita. Tuttavia, la situazione nel nostro Paese spesso rivela delle complessità, come il fatto che il numero di medici obiettori di coscienza rende spesso completamente impossibile la realizzazione dell’aborto quando desiderato, fatto che mette in pericolo la vite di molte donne ogni giorno. Inoltre, secondo un rapporto sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi della commissione del Consiglio d’Europa, l’Italia impone dei pericolosi periodi di riflessione e criminalizza ogni altra pratica di interruzione al di fuori dalle regole di legge; senza parlare dei numerosi tentativi di limitare l’accesso all’aborto in tutta Italia nel corso degli anni, anche molto di recente.
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