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I'm just a gigolò, everywhere I go... 4 minuti di lettura

Prime Video presenta “Gigolò per caso”, tra maschi liberati e piacere sessuale femminile

Gigolò per caso
Gigolò per caso   (prime video)
Il piacere femminile diventa libero di essere (anche) comico, mentre un “maschio liberato” si avventura nel mondo del sex working: ecco di cosa parla "Gigolò per caso" (attenzione: allerta spoiler).
 
di Alice Michielon

Cosa succede quando lo stereotipo di “maschio liberato” che ha studiato il patriarcato e i suoi alleati si scontra con ciò che la moglie del suddetto realmente (forse) desidera? Innanzitutto, un cortocircuito ideologico; appena dopo, l’avviamento di un percorso di consapevolezza duplice che, nel caso di Alfonso, protagonista della serie Prime Video Gigolò per caso in arrivo con i suoi 6 episodi il 21 dicembre sulla piattaforma, viene coadiuvato da un nuovo e lussurioso percorso lavorativo. Quello di gigolò, per l’appunto.

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Gigolò per caso arriva su Prime Video

Gigolò per caso è una serie diretta da Eros Puglielli e coprodotta da Amazon Studios in collaborazione con Lucky Red; il regista, per l’occasione, dirige un cast veramente d’eccezione: l’ex Stanis La Rochelle di Un medico in fa- emh, di Boris, Pietro Sermonti, è Alfonso; Ambra Angiolini interpreta la moglie, che ha un intreccio amoroso e più che altro sessuale con la loro terapista di coppia, interpretata da Asia Argento (per la gioia di Morgan, che non poteva immaginare destino simile neppure nelle sue peggiori elucubrazioni). Il papà di Alfonso, colui che lo avvia alla carriera sui generis, è Christian De Sica, che recupera un pizzico di cinepanettone, qualche sguardo del conte Max e porzioni d’eredità sordiana

Gigolò per caso
Gigolò per caso  ( prime video)
Ma non solo: ad apparire, puntata dopo puntata, anche Isabella Ferrari, Frank Matano, Gloria Guida, Claudio Gregori (Greg), Sandra Milo, Virginia Raffaele e Stefania Sandrelli tra gli altri; quest’ultima recita nei panni della madre femminista e scrittrice che ha reso Alfonso il maschio libero che è oggi, ma anche l’uomo corrotto dal trauma dell’abbandono materno. Tutti personaggi, questi, che vivono in “una realtà un po’ spostata” e che sono “confusi, come i loro sentimenti. Sono tutti personaggi in cerca di punti di riferimento: gli schemi vengono meno e le persone devono fare i conti con sé stesse”, ha spiegato all’anteprima romana il regista.

Alfonso: un maschio liberato, ma pure confuso

Questo sentimento pervade inevitabilmente anche Alfonso, invadendo anche la sua sfera sessuale, a causa “dell’irrisolto” con suo padre e di quello con sua madre. Motivo per cui forse, direbbe Freud, la sua sessualità è leggermente appannata, o comunque molto diversa in termini di approccio da quella del padre, con il quale condivide un rapporto basato sul fondamento delle relazioni genitori figli: odi et amo. Tra i due, tra l’altro, sembrano scorrere chilometri e chilometri di distanza oltre che nell’attitudine verso il genere femminile (almeno apparentemente), anche nel modo di vestire e parlare, nell’arredamento scelto per la casa; anche se crediamo, a ben vedere, che casa di Alfonso sia stata progettata e riempita più dalla moglie che da lui.

Gigolò per caso
Gigolò per caso  (prime video)
La differenza siderale tra i personaggi interpretati da Sermonti e De Sica si percepisce soprattutto nel momento in cui entra in gioco l’attività lavorativa da gigolò, che palesa le incompatibilità con il padre, uomo vecchio stampo che negli anni ha redatto una vera e propria guida sul piacere femminile e su come attrarre le donne. Un vademecum, chiamato metodo Bremer (come il cognome dei due) che il figlio non sembra apprezzare e che, anzi, trova piuttosto retrogrado e anacronistico. Alfonso, infatti, in quanto uomo del contemporaneo, rifiuta ogni forma di dominazione maschile sull’altro e, in generale, il modello di uomo machista che per secoli il patriarcato ha perpetrato. Lo dimostra affrontando la terapia di coppia insieme alla moglie (che non finisce benissimo per lui), mostrando comprensione davanti al tradimento e al desiderio di sperimentare del personaggio di Angiolini con quello di Asia e ascoltando podcast femministi su come funzionano il clitoride e l’orgasmo femminile (senza però capirli del tutto). Insomma, l’ideale rarefatto e poco pratico di uomo perfetto che contrasta i maschi del #notallmen ma, anche più semplicemente, quelli che “clitoride” non sanno neppure come si scrive, e non hanno interesse nell’impararlo.
Gigolò per caso
Gigolò per caso  (prime video)

Il paradosso di "maschi vs femmine"

Eppure, tutto questo suo impegno sembra non bastare: e se è vero che “anche gli uomini soffrono”, come si sente nel voice over all’inizio della prima puntata, quest’uomo in particolare soffre proprio a causa della moglie che, invece di essere grata all’universo di non essersi beccata un MBEB qualunque, sembra detestare l’attitudine accomodante del marito.
In questo senso, la prima puntata di Gigolò per caso può metterci sull'attenti per la particolare deviazione che sembra rischiare di prendere, in un periodo come questo in cui il tema del rapporto tra maschile e femminile è caldissimo. Ambra Angiolini, infatti, sembra ripudiare il “maschio liberato” ed essere una di quelle donne che, annebbiate dalla cultura patriarcale, è convinta di volere “un uomo che non deve chiedere mai”. Ma sarà davvero così?

Gigolò per caso
Gigolò per caso  (prime video)
Non è la prima volta che nella commedia viene usato l’escamotage del paradosso per cui, in un rapporto uomo e donna, il primo si mostra “sensibile e femminista” (per sintetizzare superficialmente all’osso) e la seconda, invece, è quasi disinteressata e fredda, come se i famosi ruoli di genere convenzionali venissero presi sul serio e poi ribaltati. Il punto, però, è che questa serie viene prodotta e distribuita in un momento storico particolarmente delicato, in cui il dibattito rischia di affossare ogni intento comico: la linea è sottilissima, ma la capacità narrativa che include e non giudica è la chiave vincente della serie.
Gigolò per caso
Gigolò per caso   (prime video)

Benvenuto piacere femminile

In Gigolò per caso, infatti, non c’è una sola idea di amore, né una sola modalità di relazione o di famiglia “tradizionale”; tra Alfonso e la moglie, tra i genitori di lui ma anche tra Frank Matano - prete e Dio, per dire. Con l’altro genere e con noi stessi, con i famigliari e con gli amanti, paganti o meno.
Inoltre, nella serie c’è un protagonista essenziale alla trama che non compare spessissimo sia sul piccolo che sul grande spesso: l'orgogliosamente rivendicato piacere sessuale femminile. Si perché, se è pure vero che è Sermonti – sex worker il principale protagonista della storia, buona parte delle sue vicissitudini comiche sono al servizio del desiderio femminile, raccontato con alcuni filtri e veli da una telecamera e da una sceneggiatura timidi, ma sicuramente senza alcuna forma di pregiudizio o stereotipo, siano essi negativi o positivi. La riprova di come il sesso, al di là del genere comedy, venga preso sul serio, è la presenza sul set della serie di un intimacy coordinator, una nuova figura di cui il cast ci ha parlato e che si occupa di far sì che tutti gli attori e le attrici coinvolti durante le scene di sesso (ma anche di violenza o intime) siano davvero a loro agio, consenzienti e consapevoli.

Gigolò per caso
Gigolò per caso  (prime video)
All'interno della serie c‘è a chi piace rievocare piccanti ricordi, chi ha bisogno di sperimentare con i giochi di ruolo e chi vuole semplicemente sentirsi imperfetta e “animale”; in ognuno di questi casi, ci sono due verbi protagonisti: godersela e scoprirsi, in tutti i sensi. Alfonso, infatti, passa dall'essere un impacciato studioso a uomo di pratica che, però, non rinnega la sensibilità ma semplicemente la diffonde dalla sola mente all’intero corpo, per una sessualità che diventa, effettivamente, libera