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Miao. Aggiornato il: 4 minuti di lettura

Dare a una donna single della "gattara" come insulto (che non c'è al maschile)

Dare a una donna single della gattara come insulto (che non c'è al maschile)
di Eugenia Nicolosi

Abbiamo già parlato varie volte del termine "zitella", perché purtroppo la speranza di lasciarsi alle spalle linguaggi così offensivi è vana. Infatti oggi parliamo del termine “gattara”. Ma anche della mancanza di un equivalente maschile. Oddio, in realtà in alcuni forum – stranieri – la domanda è stata posta: qual è, se c'è, un equivalente maschile della “gattara”?

Demi Moore, single a 61 anni, non ha bisogno di un uomo per sentirsi realizzata: "Che importa l'opinione degli altri?"

Alcune persone sostengono che sia il maschio etero single e possessore di cane o il maschio gay single e possessore di gatto o gatti. Ma sappiamo che sono forzature: l'idea della donna single over 30 con gatto o gatti (indipendentemente dall'orientamento sessuale) è il cliché della sfigata (spesso anche “pazza”: troppo indipendente perché un uomo la scelga) che insiste ormai da secoli nella cultura popolare. E nei media, a cominciare dalla gattara dei Simpson (che si chiama Eleanor Abernathy) che è sempre sciatta e parla solo con i suoi svariati gatti, oltretutto senza che si capisca il senso di ciò che dice.

Quando è diventato un problema avere un gatto (se sei una donna single)?

Infatti nell'immaginario la gattara è la zitella, non è la temporaneamente single che a un certo punto “trova un / una partner”. Una donna quindi che ha pateticamente fallito nell'unico vero obiettivo che la società le ha dato: trovare una dimensione di coppia e fare lo sforzo tenersela. E infatti – se mai ha una vita sociale – rincasa felice perché sa che trova l'affetto dei suoi gatti. Lo stesso non si può dire dell'uomo single incallito che, intanto, non verrà mai stigmatizzato quanto una donna single. Gli uomini single incalliti sono scapoli d'oro, inguaribili bambinoni o rubacuori. Mai vengono giudicati patetici, mai sentimentalmente inadeguati, mai “troppo selettivi”. E infatti l'uomo single possessore di cane è un uomo single che ha questo compagno di vita simpatico come lui, leale con la persona giusta, affidabile. I gatti no. I gatti sono indipendenti, vanno e vengono a loro piacimento e non richiedono chissà quali coccole o attenzioni (è una generalizzazione, sappiamo che i gatti sono individui e come tali hanno ciascuno il proprio carattere). Allora il gatto è diventato quell'essere che associato a una donna single diventa iconico. Iconicamente zitellesco. Ma quando è iniziata questa visione distorta dell'alleanza tra donna e gatto?

gattara uguale strega

Nel Medioevo. Quando la Chiesa cattolica ha iniziato a ripulire la cultura da ogni simbolo di paganesimo e da qualsiasi spiritualità diversa dalla fede nella Santissima Trinità. I gatti furono infatti presto considerati animali malvagi perché piccoli aiutanti di Satana. E Papa Gregorio IX li disprezzava così tanto che nel 1233 dichiarò ufficialmente che Satana stesso era per metà gatto e poteva assumere la forma di gatti. Naturalmente questa propaganda terroristica portò al massacro di molte creature innocenti lungo tutto il Quattordicesimo secolo. Anche le donne vennero demonizzate dall'avanza del Cristianesimo: quelle che tentavano di allontanarsi dalla Chiesa e dall'insegnamento della modestia o seguivano un Credo religioso diverso o nessun Credo venivano etichettate come streghe e, quindi, uccise. Di solito le donne etichettate come streghe erano anche single: e senza la protezione di un uomo in casa non erano protette nemmeno dalla società bigotta che aveva bisogno di capri espiatori.

Emma Watson è Hermione Granger nella saga di Harry Potter
Emma Watson è Hermione Granger nella saga di Harry Potter  (warner bros)

Come può una donna essere felice senza un marito o addirittura avere piante rigogliose? Bastava questo a pensare che fossero figlie del demonio. Poi ovvio, molte nutrivano o coccolavano qualche gatto randagio. Non contento di quanto accadde fino a quel monento, circa un secolo dopo (nel 1484), Papa Innocenzo VIII condannò pubblicamente a morte tutte le persone che godevano della compagnia di felini con la sua famosa frase: "Il gatto è l'animale preferito del diavolo e l'idolo di tutte le streghe".

Avanti veloce: siamo nel 1566 e tutti odiano le donne e i gatti perché sono rispettivamente streghe e demoni bevitori sangue. Questa paura delle donne e dei gatti si protrasse per anni e portò ai processi alle streghe di Salem negli Stati Uniti più di cento anni dopo, nel 1692. In questo periodo, molte donne e i loro amati gatti furono uccisi per mano di uomini che non tolleravano la pericolosissima presenza di streghe e gatti. I processi alle streghe sono finiti – ufficialmente, almeno – ma le donne single sono ancora fastidiose. Ma la gente si chiede ancora come può una donna essere felice senza marito e senza figli. E ovviamente ancora oggi la donna single nell'immaginario comune ha almeno un gatto. Anzi, meno di cento anni fa le donne hanno occupato le piazze e le strade per ottenere il diritto di voto e i conservatori, che non volevano che le donne prendessero potere politico, diffusero dei manifesti “ironici” in cui le donne venivano ritratte come fossero dei gatti. Questa propaganda anti suffragio aveva un doppio significato: i gatti erano vestiti in abiti femminili per ritrarre le donne come feline e insignificanti ma anche per dimostrare che le attiviste per i diritti delle donne erano vecchie zitelle sole, mal vestite e represse che odiavano gli uomini e volevano privarli del loro potere. Insomma niente di nuovo rispetto a quello che oggi molti pensano delle attiviste femministe.

Una scena di Le terrificanti avventure di Sabrina
Una scena di "Le terrificanti avventure di Sabrina"  (netflix)

niente "gattari" maschi perché l'uomo single ha i suoi validi motivi

Punto primo: statisticamente parlando, sono di più gli uomini a convivere con dei gatti che le donne. Allora chiediamoci perché possedere un gatto è considerato una "cosa negativa" per le donne single. Partiamo dal cane, generalmente considerato il migliore amico dell'uomo con la U maiuscola, mentre il gatto sarebbe un animale con delle caratteristiche demoniache, quindi quelle negative femminili. La donna single viene incoraggiata a fare qualcosa per uscire dalla sua singletudine, un uomo single no. Se una donna single prende un gatto è perché ha definitivamente rinunciato all'idea di potersi prendere cura di un uomo (e di qualcosa dovrà pur prendersi cura). L'uomo single non è mai visto come un rinunciatario, se prende un gatto le sue quotazioni si alzano perché diventa l'uomo single che sa prendersi cura di un altro essere vivente. Se prende un cane, poi, non ne parliamo: un adulto single e sensualmente solitario la cui unica connessione emotiva significativa è con il suo animale considerato il simbolo stesso della lealtà. E non per colpa sua: gli uomini single sono sempre giustificati. Allora esiste un equivalente maschile della gattara? No: perché il cliché si radica nello stigma della singletudine delle donne, quindi nelle discriminazioni di genere. E chissà quando smetteranno di esistere.