Sapere è (davvero) potere: 10 libri +1 per capire il patriarcato e combattere la violenza di genere
Contro la violenza di genere, sempre.
Arianna Vignetti e la campagna contro le molestie sui mezzi pubblici: "Noi, in quanto donne, speriamo che ci rubino solo il portafoglio"
"Non è un destino. La violenza maschile contro le donne, oltre gli stereotipi", di Lella Paladino
“La violenza contro le donne è l’estrema, grossolana, scalpitante, scomposta e irriducibile manifestazione del potere maschile che se ora, qui in Occidente, resta fortemente limitato dalle norme, resiste in mille forme di legittimazione, si genera nella cultura e si nutre di nuove e vecchie visioni del mondo e della vita”.
Lella Palladino, sociologa femminista e attivista dei centri antiviolenza, ex presidente dell’associazione D.i.Re e fondatrice della cooperativa sociale E.V.A., ha scritto “Non è un destino. La violenza maschile contro le donne oltre gli stereotipi” (Donzelli Editore) nel 2020, e non smetterà presto di essere attuale. Nel libro, Palladino usa la propria esperienza nei centri antiviolenza per mostrare come essi operano e, soprattutto, come la narrazione purtroppo classica della violenza di genere taciuta può essere ribaltata attraverso la lotta della collettività e l’aiuto alle vittime.
"Non chiamatelo revenge porn", di Francesca Florio
La violenza di genere non è solo violenza fisica: è anche economica, psicologica, mediale. È fatta di soprusi grandi e piccoli, di ritorsioni e minacce, di molestie e aggressioni, di sminuire e umiliare. Il revenge porn fa tutto questo; l’espressione fa riferimento alla diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti da parte di una persona il cui scopo è denigrare il soggetto degli stessi, allo scopo di denigrarlo “pubblicamente”. Questa sorta di vendetta affonda le proprie radici nella soppressione dell’emancipazione sessuale femminile e nell’idea di possessione del corpo altrui.
Nel libro “Non chiamatelo revenge porn” (edito Mondadori) Francesca Florio evidenzia un significativo paradosso linguistico, che poi si manifesta anche nella realtà dei fatti: revenge, infatti, viene dall’inglese “vendetta”. Ma di che reato, di che sopruso, di che colpa o di che torto si stanno “vendicando” questi uomini? E per quale condanna queste donne, al comparire di loro video o foto, vengono additate disgustosamente?
"Stai zitta", di Michela Murgia
In “Stai zitta” (edito Einaudi), la compianta scrittrice Michela Murgia parte da un episodio personale, risalente a maggio 2020. Tre anni fa, infatti, in un tavolo di confronto con il collega Edoardo Buffoni di Radio Capital e lo psichiatra Raffaele Morelli su alcune considerazioni di quest’ultimo da molti giudicate sessiste, si è verificato uno scambio diventato poi virale, ma anche simbolo, di una certa oppressione maschile. Davanti al contraddittorio di Murgia, l’uomo avrebbe infatti “perso le staffe”: “Zitta! Zitta! Zitta e ascolta!”. Ma non si tratta di mancanza di sangue freddo, no: è un atteggiamento, questo, che fa parte di un pattern sessista e patriarcale, che sminuisce le donne a partire dal modo in cui le chiama e continua con la volontà di
togliere loro la voce (come primo passo)."Maledetta sfortuna. Vedere, riconoscere e rifiutare la violenza di genere", di Carlotta Vagnoli
"Donna delle pulizie", di Stephanie Land
"Crescere un figlio femminista", di Aurélia Blanc
In questi giorni, sia in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, sia in seguito alla morte di Giulia Cecchettin, di educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Un tassello imprescindibile nella costruzione di una cultura finalmente libera dal patriarcato, che passa dalle scuole ma anche dalle famiglie. “Crescere un figlio femminista” è un testo di Aurélia Blanc che si pone come utile vademecum per quelle famiglie che vogliono crescere un figlio antisessista, slegato dalle norme di mascolinità tossica e dagli stereotipi, ma che non sanno bene da dove iniziare.
"Caccia alle streghe, guerra alle donne", di Silvia Federici
Silvia Federici scrive per NERO edizioni il saggio “Caccia alle streghe, guerra alle donne”, di cui parla così The Sociological Review: “Caccia alle streghe, guerra alle donne non è soltanto un saggio accademico ma anche una forma di protesta contro l’ignoranza e la banalizzazione della violenza contro le donne”. Nel testo, la violenza misogina della demonizzazione del femminile avvenuta nel passato si lega a quella del presente; attraverso questo parallelismo, Silvia Federici analizza la violenza domestica, sessuale economica e strutturale richiamando tutte le donne alla lotta femminista.
"Invisibili", di Carolina Criado Perez
“Invisibili” è “un libro che tutti i maschi dovrebbero leggere”, scrive il Financial Times, ed è esattamente così. La scrittrice Caroline Criado Perez, in questo saggio, sviscera con sapienza chirurgica moltissimi aspetti della vita quotidiana, frammenti di mondo, in cui le donne sono costantemente e deliberatamente ignorate. Partendo proprio dall’assenza di dati sul ruolo delle donne nella storia (il cosiddetto gender data gap, che si riscontra in ambiti storici e medici, per esempio), Perez racconta del “silenzio onnipresente che pervade tutta la nostra cultura” e che costringe all’ignoranza. Come si legge all’inizio della prefazione, infatti, “sulle donne, spesso, non vi è altro che silenzio”.
"Gli uomini mi spiegano le cose. Riflessioni sulla sopraffazione maschile", di Rebecca Solnit
La società patriarcale è, anche, società del potere: potere maschile, che sopraffà l’altro, che opprime. La scrittrice Rebecca Solnit, nel breve saggio “Gli uomini mi spiegano le cose. Riflessioni sulla sopraffazione maschile”, esamina proprio il fenomeno del mainsplaining spingendosi oltre, verso le derive più radicali, tragiche e preoccupanti della tendenza a zittire e umiliare. La sinossi che Feltrinelli fa del libro è più chiara di molte altre parole: “Gli uomini pensano di sapere cose che le donne non sanno, e la Solnit spiega perché questo succede e sottolinea l'aspetto ridicolo dell'arroganza degli uomini. Ma il problema diventa serio quando una donna viene messa a tacere da un uomo e quello che aveva da dire è: sta cercando di uccidermi”.
"Il mostruoso femminile", di Jude Ellison Sady Doyle
Concludiamo (o quasi) questa non esaustiva lista con un saggio femminista deliberatamente pop, che naviga nei meandri della cultura cinematografica come in quelli del femminismo, mostrando come nulla di tutto ciò (patriarcato, sessismo, stereotipi, violenze, pregiudizi) vive in un proprio compartimento stagno.
Ogni cosa è connessa, spiega Jude Ellison Sady Doyle in “Il mostruoso femminile, il patriarcato e la paura delle donne”, che in inglese titola: “Dead Blondes and Bad Mothers, Monstrosity, Patriarchy and the Fear of Female Power" (“Bionde morte e cattive madri, mostruosità, patriarcato e la paura del potere femminile”). Il titolo in inglese, per esempio, fa direttamente riferimento a degli stereotipi cinematografici e seriali che siamo abituati a vedere e che, sotto la patina lucida, nascondono una piramide di stereotipi a danno delle donne costruita nel corso dei secoli, e che abbiamo il diritto e il dovere di smantellare. Nella prima pagina, la dedica alla figlia: “che possa essere feroce. Questo è un libro feroce. Ma a volte è nell’oscurità che si vede più chiaramente”.
"Patriarcato for dummies", di Eugenia Nicolosi
Tra i titoli di libri e saggi brevi contemporanei che cercano di approfondire il tema del femminismo intersezionale in ogni cambo di scontro entro cui il patriarcato si impone, e il femminismo lotta, citiamo "Patriarcato for dummies" di Eugenia Nicolosi, edito Giulio Perrone Editore. Nel libro, l'autrice, giornalista e attivista affonta le tante, tantissime sfumature in cui il patriarcato si manifesta: dalla lotta sui corpi alla body neutrality e sex working, dalla comunità queer all'abilismo, dal razzismo al victim blaming, dalla maternità all'aborto.