Perché la proposta del generale Vannacci sulle classi separate per gli studenti disabili è arretrata e dannosa
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Nella recente intervista concessa a La Stampa, il generale Roberto Vannacci ha avanzato una proposta che è stata, giustamente, ritenuta vergognosa a livello universale: organizzare delle classi scolastiche apposite per studenti disabili, separandoli dagli altri ragazzi. Reazioni di sconcerto e denuncia si sono sollevate da ogni parte: dall’opposizione, dalla stessa Lega, che ha preso le distanze da tali dichiarazioni, e anche dalle voci più conosciute della comunità disabile: “Ci riporta a periodi bui. L’inclusione è un segno di civiltà”. Questo episodio si qualifica come un esempio dello stigma e la discriminazione su chi ha un corpo "non-abile" raccontato nel video qui sotto.
Il generale Roberto Vannacci, candidato alle Europee: “Classi separate per gli studenti disabili”
Il generale Roberto Vannacci, che tra l'altro è candidato alle prossime elezioni europee, ha annunciato il suo piano di creare classi separate per gli studenti disabili. Questa proposta ha scatenato una reazione unanime, perché la questione va ben oltre le differenze politiche e riguarda semplicemente il rispetto per le persone, che tocca il cuore dell’umanità. Le classi separate in Italia sono state abbandonate nel lontano 1977, e molti credono, a ragione, che sia giusto lasciarle nel passato. Oggi, l'istruzione sta cercando invece di essere più inclusiva, cercando di garantire il benessere degli studenti disabili e di evitare che vengano esclusi dalle stesse opportunità dei loro coetanei, uno sforzo che si rivelerebbe vano con l’introduzione di una simile pratica retrograda.
Perché il sistema delle classi separate per bambini disabili è una regressione?
Questo approccio non solo negherebbe agli studenti e ai bambini disabili la possibilità di interagire e imparare insieme ai loro coetanei, riproducendo dei veri e propri "ghetti", ma trasmette anche un messaggio devastante: che siano da considerarsi diversi e inferiori o comunque da guardare con sospetto. In un'epoca in cui si dovrebbe lavorare per abbattere barriere e promuovere l'accettazione e la diversità, l'idea di classi separate per gli studenti disabili rappresenta una regressione sociale.
Bebe Vio Grandis: la campionessa si schiera contro la segregazione degli studenti disabili
La campionessa Bebe Vio Grandis, voce della comunità disabile e giovane che in prima persona ha vissuto l’esperienza della scuola prima e dopo l’amputazione degli arti, si è espressa sulla questione: “Siamo stati il primo Paese al mondo a eliminare le classi separate fra chi ha una condizione di disabilità e chi non la ha, perché tornare indietro? Mi sembra una cosa senza senso. (...) Il sistema attuale non è privo di difetti, ma questo è un incentivo a migliorare piuttosto che a peggiorare. Siamo stati anche i primi a inserire gli insegnanti di sostegno. Sono utili anche a chi non ha disabilità.”
Opposizione, Cei e destra uniti contro la dichiarazione di Roberto Vannacci
Le forze politiche opposte, così come la Cei (Conferenza episcopale italiana) e la stessa Lega hanno concordato nel condannare l’intervento di Vannacci: “L'integrazione è il pilastro su cui dovrebbe fondarsi ogni politica volta al benessere della società. Inserimento lavorativo, inclusione attraverso lo sport, integrazione sociale: queste sono le strade che dobbiamo continuare a percorrere, abbracciando le diversità come ricchezza e costruendo ponti per una società più equa e inclusiva,” e ancora: “C’è in gioco una visione culturale della vita. Queste affermazioni ci riportano ai periodi più bui della nostra storia.”
La Lega si distanzia da Vannacci: "Non è di destra"
La senatrice della Lega Erika Stefani, ministro per le Disabilità nel governo Draghi, ha sottolineato che la posizione di Vannacci è esterna anche alla destra: "La persona con disabilità ha diritto di frequentare la scuola, ha diritto di crescere insieme con gli altri in un meccanismo dove la inclusione è un principio ed un obiettivo. Questo è quanto ci ha insegnato il mondo della disabilità, questo è quanto è previsto nella Convenzione Onu. La Lega ha per la prima volta previsto, quando è stata al governo, un Ministero dedicato alla Disabilità ed io ho avuto l'onore di ricoprire l'ufficio ed abbiamo sempre lottato per la inclusione scolastica e per una nuova visione del mondo della disabilità.”
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