Altre proposte del ministro Valditaria sulle scuole: inasprimento delle pene per le aggressioni al personale e classi separate per gli studenti stranieri
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Non sono ancora finite le proposte del ministro Valditara sulle scuole italiane: dopo il reinserimento dei giudizi sintetici alle elementari e l’eliminazione dei dispositivi digitali dalle classi, il Senato approvala proposta per l’inasprimento delle pene per la sicurezza del personale scolastico. Nel frattempo, vengono suggerite delle classi separate per gli studenti stranieri con difficoltà in lingua italiana e in matematica.
La “cultura del rispetto”: le proposte del ministro Valditara
Il ministro Giuseppe Valditara non ha dubbi quando si interfaccia con i dati sull’aumento delle aggressioni ai danni del personale docente e scolastico: “Chi aggredisce docenti, dirigenti e in generale tutti i lavoratori della scuola aggredisce lo Stato.” Dunque, la proposta: polizia attorno alle scuole, una “forte presenza delle forze dell’ordine” nelle aree a rischio. Per lui questo è uno dei tasselli di un mosaico più grande di azioni, politicamente orientate, per “ripristinare la cultura del rispetto nelle nostre scuole”.
La legge sulla sicurezza del personale scolastico
La legge sulla sicurezza del personale scolastico passa al Senato con 88 voti favorevoli, 65 astenuti e nessuno contrario. I sette articoli operano in modo molteplice: attraverso l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico, che si occuperà anche di sensibilizzazione, specifiche iniziative di comunicazione istituzionale, la nuova Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico.
L’inasprimento del codice penale per gli studenti che porta a più aspre punizioni per i giovani
L’intervento è deciso anche sul sistema di pene e sanzioni: il codice penale è infatti inasprito, con multe molto salate, dai 500 a 10.000 euro per gli studenti che compiono le aggressioni. L’articolo 4 della legge introduce un’aggravante per i reati commessi ai danni dei docenti e del resto del personale; la pena è aumentata anche del 50% se a fare violenza contro il personale Ata e gli insegnanti sono i genitori o i tutori dell’alunno. Si tratta di un provvedimento specifico per il cosiddetto “danno reputazionale” che le scuole ricevono.
Le opposizioni: combattere i giovani con la forza è controproducente
Questa legge ha trovato una notevole opposizione, specialmente da coloro che sostengono quanto criminalizzare i giovani e le nuove generazioni sia controproducente per istituire con loro un dialogo positivo.
La proposta del ministro Valditara sulle classi separate per gli studenti stranieri
Le proposte non sono finite: Valditara ha in mente di strutturare delle classi per studenti stranieri. Si tratterebbe di “classi di accompagnamento”, da tenersi la mattina, parallelamente alle normali attività scolastiche, e “di potenziamento” nel pomeriggio, a sostegno degli alunni stranieri che presentino un deficit linguistico o matematico.
Studenti stranieri: il quadro dati
Di nuovo la situazione parte da dati scoraggianti: nelle scuole secondarie di secondo grado (dove circa il 50% degli studenti è di origine straniera) è in ritardo di uno o più anni (ben il 49%). Questo si accompagna alle cifre sul ritardo scolastico negli altri livelli di istruzione e i vertiginosi numeri dell’abbandono degli studi.
Il progetto di Valditara per gli studenti stranieri
Secondo i progetti del ministro Valditara, ogni scuola dovrebbe valutare all’iscrizione il livello di competenza linguistica degli studenti non italiani, per indirizzare i giovani ad uno di tre percorsi:
- Se la padronanza della lingua è buona, l’iscrizione alle classi ordinarie;
- Se ci sono dei deficit, la frequentazione di lezioni di italiano e matematica in classi parallele, durante i giorni di scuola, con docenti specializzati;
- Sempre in presenza di deficit, la partecipazione obbligatoria ad attività di potenziamento linguistico pomeridiane.
Per finanziare queste iniziative, verrebbero mobilitati circa 155 milioni di euro.
Si creeranno dei “ghetti”: l’opposizione
Per l’opposizione, però, questa manovra rischia di alimentare il problema, non di combatterlo, cioè l’assenza e difficile inclusione degli studenti stranieri e la dispersione scolastica. Chi sostiene che la proposta strizza l’occhio all’elettorato con una specifica proposta ideologica, chi afferma che non si farà altro che costruire dei “ghetti” in ogni scuola, d’ostacolo all’integrazione, che deve invece essere asse portante delle riforme. L’Associazione nazionale presidi, invece, si trova d’accordo: “Occorre agire con un intervento specifico all’interno delle scuole per alfabetizzare gli alunni stranieri, i quali spesso vengono indirizzati verso centri di volontariato esterni.”
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