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Le dichiarazioni Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Paola Cortellesi inaugura l'anno accademico alla Luiss con un discorso sulle favole sessiste

Paola Cortellesi discorso Luiss sulle favole sessiste
Paola Cortellesi discorso Luiss sulle favole sessiste  (getty images)
La regista dei record con "C'è ancora domani" ha evidenziato il sessimo e la disparità di genere nelle favole che da sempre si raccontano ai bambini e alle bambine.
di Ileana Dugato

In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Luiss, Paola Cortellesi è stata invitata come ospite e ha accolto gli studenti con un discorso sulle favole. La regista di C'è ancora domani, che ha ottenuto incassi da record arrivando anche all'estero, ha evidenziato gli stereotipi sessisti presenti nelle favole che da tempo raccontiamo a bambini e bambine. Anche se per fortuna le cose stanno cambiando.

Paola Cortellesi e il discorso sulle favole sessiste

Paola Cortellesi ha iniziato il suo monologo con una riflessione provocatoria sulla possibilità che le fiabe abbiano costruito stereotipi maschilisti. Biancaneve, ad esempio, viene dipinta come una colf al servizio di sette nani. Ma non è l'unico stereotipo ad essere presente nelle favole:

"Siamo sicuri che se Biancaneve fosse stata una cozza il cacciatore l’avrebbe salvata lo stesso? Perché il principe ha bisogno di una scarpetta per riconoscere Cenerentola, non poteva guardarla in faccia?"

Paola Cortellesi sottolinea come queste storie abbiano plasmato una cultura patriarcale in Italia, dove le protagoniste vengono riconosciute principalmente per la loro bellezza e ingenuità, dipendendo spesso dall'aiuto di un principe. Le protagoniste, infatti, non vengono mai esaltate per le loro doti e non sembrano essere in grado di salvarsi da sole.

La regista di C'è ancora domani ha concluso il suo discorso lanciando un appello alla platea di studenti invitandoli a trovare la forza di reinventarsi: "Rimanete originali, siate pazzi, ma non per forza straordinari".

Paola Cortellesi alla Luiss

Alle parole di Paola Cortellesi hanno fatto eco quelle di Paola Severino, Presidente della Luiss School of Law, che ha posto invece l'accento sulle donne che hanno permesso delle svolte significative. Ad esempio Lina Merlin, a cui si deve la precisazione "senza distinzione di sesso" nel primo comma dell’articolo 3 della Costituzione e Franca Viola, la prima ad opporsi al matrimonio riparatore dopo una violenza sessuale.

E ancora Rosa Oliva, grazie alla quale sono stati aperti i concorsi pubblici alle donne, e Tina Anselmi - che ottenne il riconoscimento della parità salariale: "Il testimone deve passare di generazione in generazione tra voi giovani che sarete le donne e gli uomini di domani e dovrete portare a meta la fiaccola del raggiungimento della parità di genere e della sconfitta dei meccanismi che alimentano la violenza sulle donne".

Giuseppe Cruciani contro il discorso di Paola Cortellesi

Il discorso di Paola Cortellesi sulle favole sessiste ha fatto immediatamente il giro del web, sollevando plauso e sostegno da più parti. Ma non tutti si sono trovati d'accordo. Il giornalista Giuseppe Cruciani, ad esempio, ha parlato dell'intervento della regista durante la puntata del suo programma radiofonico La Zanzara dell'11 gennaio:

"La LUISS, un’università prestigiosissima che fa parte di questo gruppo editoriale, Confindustria-Sole24ore, che cosa fa? Invita per l’inaugurazione dell’anno accademico Paola Cortellesi. E fin qui, benissimo. Ma Paola Cortellesi fa un discorso sull’inclusività. Ma voi vi rendete conto? La favola di Biancaneve ridotta a una favola sessista secondo questa signora che di nome fa Paola e di cognome fa Cortellesi"

Il collega David Parenzo si è trovato in disaccordo, definendo quello di Paola Cortellesi "un discorso magistrale. Un intervento magistrale, ironico, in punta di penna, strepitoso". Cruciani, però, è rimasto della sua opinione: "Io durante quel discorso mi sarei alzato se fossi stato lì presente e avrei detto: “Vaffanc*lo!”. Questo bisognava dire. Un “vaffanc*lo” alla Beppe Grillo d’un tempo. Roba da pazzi".