Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Aggiornato alle 4 minuti di lettura

Cosa succede se il reato universale di maternità surrogata viene approvato anche in Aula dopo il via del Senato: la spiegazione

Perché la GPA non dovrebbe essere un reato universale in Italia
Perché la GPA non dovrebbe essere un reato universale in Italia  (getty images)

La GPA, gestazione per altri, potrà essere trattata come una violazione dei diritti umani al pari di tortura e genocidio: ma è vero che alla radice di questo disegno di legge c'è la volontà di non trasformare il corpo delle donne in una merce? E cosa c'entra la proposta di Gasparri di introdurre un reddito di maternità di 1000 euro al mese per chi non abortisce? Questa è la spiegazione passo per passo.

di Maya Artusi Moro

La proposta di legge avanzata da Fratelli d’Italia e voluta da Giorgia Meloni che criminalizzerebbe la maternità surrogata come un reato universale, anche per coloro che se ne avvalessero all’estero, è stata approvata dalla commissione Giustizia del Senato; presto approderà in Aula. Facciamo insieme il punto della situazione. 

Gilda Sportiello: "Non sono le associazioni alla tutela della maternità che volete nei consultori, ma gli antiabortisti"

Che cos’è la maternità surrogata o GPA (gestazione per altri) 

La maternità surrogata, nota anche come gestazione per altri (GPA), è una pratica in cui una donna, chiamata la surrogata o gestante, porta avanti una gravidanza per conto di un'altra persona o di coppia, i genitori “committenti”, che alla nascita diventeranno i genitori legali del bambino. Questo processo coinvolge spesso un accordo legale tra le parti che stabilisce responsabilità e coinvolgimento di tutte le parti in gioco nei confronti del nascituro. Spesso ricorrono a questo metodo di concepimento coppie o persone che lottano con problemi di fertilità, condizioni mediche che rendono rischiosa o impossibile una gravidanza in prima persona o coppie omogenitoriali che desiderano avere figli biologici.  

Cosa significa se la maternità surrogata diventa in Italia reato universale? 

Quando una condotta diventa "reato universale" per legge in Italia, significa che tale condotta viene considerata un crimine perseguibile dalle autorità italiane indipendentemente dal luogo in cui è stata commessa. Nel caso della maternità surrogata, le implicazioni nel caso una simile normativa fosse approvata sarebbero la persecuzione legale e l’arresto di tutti coloro che si sono avvalsi della GPA anche fuori dai confini nazionali. Solitamente i reati universali sono legati a violazioni gravi dei diritti umani, come genocidio, tortura, crimini di guerra e la tratta di esseri umani: è dunque a questi crimini che sarebbe equiparata la maternità surrogata. 

Il senato dà il via libera alla criminalizzazione della maternità surrogata come reato universale
Il senato dà il via libera alla criminalizzazione della maternità surrogata come reato universale  (getty images)

Cosa prevede il disegno di legge: il testo 

Al giorno d’oggi la legge italiana sul tema, la n. 40/2004, prevede che: “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro”. La proposta di legge prevede a questo testo un’aggiunta: “Se i fatti di cui al periodo precedente sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana”. 

È importante notare che il testo approvato è lo stesso del luglio dello scorso anno: sono stati respinti sia l’emendamento della Lega che alzava le sanzioni alla reclusione fino a 10 anni e la multa fino a 2 milioni che quelli delle opposizioni (PD, AVS e M5S) che aprivano uno spiraglio di possibilità in caso di gestazione per altri avvenuta a titolo gratuito e volontario.  

Intanto, Gasparri rilancia il reddito di maternità 1000 euro per non abortire 

Nel frattempo Gasparri ha concretizzato la sua proposta di qualche mese fa depositando un nuovo disegno di legge che vorrebbe offrire un reddito di 1000 euro al mese per un anno alle donne che, trovandosi in difficoltà economica con un ISEE inferiore a 15.000 euro, decidano di non abortire. Questa misura mira a contrastare il calo demografico e la crisi delle nascite nel paese, offrendo un sostegno economico a chi sceglie di portare avanti la gravidanza (spesso dissuaso per l’ingerenza economica che una tale scelta comporta). 

Ma bastano davvero 1000 euro al mese per mantenere un figlio? 

Ma quanto costa effettivamente mantenere un figlio? 1.000 euro al mese basterebbero? Secondo due studi effettuati nel 2023, il costo medio mensile per crescere un bambino oscilla tra i 640 euro mensili, ovvero 8.000 euro l’anno (secondo i dati di Bankitalia) e gli 812,50, ovvero 9.750 euro l’anno (le cifre riportate dall’indagine condotta dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, O.N.F. Bisogna tener conto che questi costi sono inoltre in continua crescita, influenzati dall'incremento dei prezzi dei prodotti per l'infanzia. Se nei primi tre anni di vita, le spese principali di un genitore riguardano pannolini e asilo nido, negli anni successivi il budget si sposta su altre necessità, come i costosi campi estivi che si rendono necessari durante le lunghe vacanze scolastiche. È pertanto evidente che 1.000 euro al mese per un anno non sono affatto sufficienti per garantire una qualità di vita dignitosa a un bambino che sarà a carico dei genitori per almeno i successivi 18 anni. 

La mercificazione del corpo di una donna è una scusa?
La "mercificazione" del corpo di una donna è una scusa?  (getty images)

Abolire la maternità surrogata perché “la maternità non è un business, è una mercificazione del corpo delle donne”  

Il presidente dell’UDC Antonio De Poli ha spiegato così le motivazioni del disegno di legge che introduce il reato universale di maternità surrogata: “È una pratica che viola i diritti dei bambini così come quelli delle donne: noi diciamo no al business della genitorialità e alla mercificazione del corpo della donna. È pura follia concepire i bambini come se fossero prodotti da acquistare.” Bisogna però tenere conto che gli emendamenti dell’opposizione che volevano invece mantenere un’apertura rispetto alle GPA volontarie e gratuite sono stati respinti. Carolina Varchi, deputato di Fratelli d'Italia, a sua volta ha dichiarato: "Il nostro Stato ribadirà il proprio “no” a una pratica disumana che rischia di trasformare la vita in qualcosa di commerciabile, come se fosse una merce come un'altra. Tutto questo, per il capriccio di qualche benestante disposto a sfruttare il corpo di donne bisognose di denaro."  

Ma si tratta davvero di un problema di mercificazione della donna, se a costei viene proposto invece un compenso economico, un “prezzo” per non abortire?  

Le contestazioni e le polemiche sull’approvazione del disegno di legge  

De Poli ha poi continuato: “Secondo noi, il diritto di un bambino è di avere una famiglia, che sia composta da un padre e da una madre. Questo è il valore che appartiene alla nostra storia e alla nostra identità politica.”   

Una delle contestazioni avanzate a questo disegno di legge è che, nonostante i continui richiami all'emergenza demografica del paese e dell'Occidente in generale e l’appello più volte riproposto "Bisogna fare più figli", sembra che l'iniziativa imponga delle condizioni specifiche per la venuta al mondo di questi bambini, a discapito di alcune forme familiari come ad esempio le coppie omogenitoriali.  

Provvedimento a discapito delle coppie omogenitoriali e di chi ha problemi di fertilità (spiegazione)
Provvedimento a discapito delle coppie omogenitoriali e di chi ha problemi di fertilità (spiegazione)  (getty images)

Le dichiarazioni dell’opposizione 

Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha commentato: “L’accanimento persecutorio che questo Governo continua a mettere in atto nei confronti dei bambini e delle bambine è inaccettabile e anche incomprensibile. L’obbrobrio giuridico pensato per arrestare i genitori che ricorrono a GPA all’estero, anche se in Paesi in cui è legale e regolamentata. È l’ennesimo provvedimento incostituzionale di questo Governo, contrario anche alla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.” 

Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra definisce la legge “l'ennesimo tentativo della destra di parlare ancora una volta alla pancia del suo elettorato. La maggioranza ha voluto approvare a tutti i costi il reato universale di maternità surrogata, l'ennesima bandierina propagandistica sulla pelle dei bambini, più utile alla propaganda e all'odio social che alla realtà. Una proposta di legge che chiede la deroga al principio di territorialità, basandosi sul riconoscimento, a livello universale, del disvalore della GPA, è inammissibile, trattandosi di un percorso legale in diversi Paesi europei e nel mondo. Hanno approvato una legge irragionevole, a rischio di incostituzionalità.” 

Qualcuno critica inoltre la rapidità imposta su un disegno di legge definito “ideologico” rispetto allo spazio che viene negato a provvedimenti come il fine vita che vengono calendarizzati con lunghi tempi d’attesa.