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Scuola Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Piano estate: il ministro Valditara firma il decreto da 400 milioni di euro per tenere le scuole aperte

Scuole aperte d'estate: il piano da 400 milioni
Scuole aperte d'estate: il piano da 400 milioni  (getty images)
Scuole aperte anche d'estate, da giugno a settembre, per i genitori che devono lavorare e per cui un campo estivo è troppo costoso. In cosa consiste il piano estate.
di Ileana Dugato

Il tema delle vacanze scolastiche diventa sempre più centrale ad ogni estate che passa: i ritmi di lavoro dei genitori e i costi sempre più alti dei campi estivi male si sposano con i tre mesi di vacanza, da giugno a settembre, attualmente predisposti dal calendario scolastico. E così, accanto alle petizioni per ridurre il periodo di vacanza, il ministro Valditara ha firmato il decreto definito "piano estate": 400 milioni di euro per tenere le scuole aperte. Come funziona.

La vita precaria di una supplente

Scuole aperte anche d'estate

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto che sblocca le risorse per finanziare un pacchetto di attività di inclusione, socialità e potenziamento delle competenze durante il periodo di sospensione estiva delle lezioni: confermata quindi l’apertura estiva delle scuole, che si amplia: il provvedimento, infatti, destinato alle scuole primarie e secondarie per gli anni scolastici 2023/24 e 2024/25, prevede un totale di 400 milioni di euro, 80 milioni in più rispetto al biennio precedente. L’obiettivo è coinvolgere tra 800 mila e 1.3 milioni di studenti tramite 1.714 milioni di ore aggiuntive di attività.

Il piano per le scuole aperte d'estate
Il piano per le scuole aperte d'estate  (getty images)

Le parole del ministro Valditara

Il ministro Valditara si è definito soddisfatto del traguardo raggiunto commentando la firma del decreto. Il "piano estate", infatti, vuole fare fronte alle necessità di quei genitori per cui è diventato quasi impossibile far conciliare i ritmi della vita lavorativa e le vacanze dei figli: "[L'obiettivo è] una scuola che sia punto di riferimento per gli studenti e per le famiglie anche d’estate, con sport, attività ricreative, laboratori o attività di potenziamento, ricorrendo a tutte le sinergie positive possibili, dagli enti locali alle associazioni del terzo settore. Una scuola che sia sempre più un luogo aperto, parte integrante della comunità per tutto l’anno, realizzando attività di aggregazione e formazione soprattutto per i bambini e i ragazzi che, in estate, non possono contare su altre esperienze di arricchimento personale e di crescita a causa delle esigenze lavorative dei genitori o di particolari situazioni familiari".

Cosa comporta il "piano estate"?

I fondi stanziati fanno parte del Programma nazionale “Scuola e competenze 2021-2027", che mira appunto a tenere le scuole aperte anche d'estate per far fronte alle esigenze di genitori e studenti. Le scuole terranno quindi i cancelli aperti anche durante l'estate 2024, e non solo per lo studio. Le scuole supporteranno una vasta gamma di progetti, che spaziano dalle attività ricreative, sportive, musicali, teatrali e a tema ambientale, fino al potenziamento disciplinare e a iniziative che promuovono l’inclusione e la socialità. I docenti avranno la possibilità di partecipare a questi progetti su base volontaria e verranno retribuiti per le loro attività, anche se nei limiti delle risorse disponibili per i moduli didattici attivati.

400 milioni di euro per tenere le scuole aperte d'estate
400 milioni di euro per tenere le scuole aperte d'estate  (getty images)

Il problema delle vacanze scolastiche troppo lunghe

Se d’estate i giovani non vanno a scuola, la maggior parte dei genitori si trova a dover bilanciare orari lavorativi e routine di gestione della casa senza abbandonare i ragazzi a sé stessi, parcheggiati sui divani o davanti a device tecnologici. Ma quando le scuole chiudono per troppo tempo, il peso di un servizio non obbligatorio come i campi estivi ricade sulle famiglie, che non magari non possono affidarsi ad altri parenti come i nonni (forse per via della distanza, forse per via delle condizioni di salute) né districarsi dagli impegni di lavoro. Ma per questi servizi le cifre hanno ormai raggiunto livelli che incidono pesantemente sul bilancio delle famiglie, soprattutto per quelle che hanno più di un figlio da gestire o un bambino disabile (che non può stare nei campus oltre un limite di sei settimane), rendendo di fatto impossibile considerarli una soluzione.