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Che significa (davvero) gestazione per altri

Tutto quello che devi sapere sulla Gestazione per altri (e che non hai mai osato chiedere)
di Eugenia Nicolosi
L'annunciazione, Sandro Botticelli
L'annunciazione, Sandro Botticelli 

Italia, luglio 2023: potrebbe diventare reato universale la pratica conosciuta come gestazione per altri, maternità surrogata o utero in affitto. La proposta ha ottenuto la maggioranza di voti favorevoli alla Camera dei Deputati e ora si appresta ad atterrare in Senato.

reato universale

In Italia la pratica è già illegale, infatti la proposta di renderla reato universale serve a rendere perseguibili e quindi a punire con multe e detenzione le coppie italiane che si rivolgono a donne di altri Paesi e che tornano nel nostro con il bambino o la bambina. La pena va dai 3 mesi ai 2 anni di reclusione e la multa può arrivare fino a un milione di euro: misure che sono già previste per chi si avvale della gestazione per altri in Italia.

Il testo non è nuovo: prima che diventasse Premier, Giorgia Meloni aveva già sollevato la questione con una proposta di legge identica che però non è mai nemmeno stata discussa. Oggi, con la maggioranza dalla sua parte, la vicesindaca di Palermo Carolina Varchi ha invece potuto dare concretezza all'idea. I due leader dell'opposizione, Elly Schlein e Giuseppe Conte, non erano presenti al momento del voto.

che succede alle famiglie se diventa reato universale

La proposta di legge non vleta la pratica negli altri Paesi ma punisce chi rientra in Italia. E alcune famiglie italiane si sono già formate grazie alla gestazione per altri. Carolina Varchi ha detto però che se dovesse diventare legge, il reato di gestazione per altri non sarà perseguibile retroattivamente: non vale insomma per tutte quelle famiglie già esistenti e che vivono in Italia. La proposta ha infatti l'obiettivo di "tutelare la libertà e la dignità delle donne", ha sottolineato Varchi.

Gestazione per altri

Attualmente le norme italiane consentono il riconoscimento automatico dei genitori biologici e ammettono la trascrizione dell'atto di nascita del neonato. Quando invece non c'è un rapporto biologico, ecco che si ricorre al riconoscimento del genitore sociale: accade quando l'ovulo o lo spermatozoo vengono donati da un soggetto terzo. E accade sia nelle coppie eterosessuali che in quelle omosessuali e, secondo l'Istituto Beck, 7 volte su 10 a ricorrere al "soggetto terzo" sono le coppie eterosessuali.

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La pratica della gestazione per altri o Gpa è abbastanza diffusa e le sue origini si perdono nel tempo, in alcuni Paesi è anche stata creata una forma di Gestazione per altri etica. In Europa accade a Cipro, in Grecia e macedonia del nord, Portogallo, Regno Unito e Ucraina. I relativi governi hanno adottato delle leggi che legittimano la pratica svolta all'estero - riconoscono quindi come genitori i "committenti" oppure riconoscono la pratica come una forma di procreazione medicalmente assistita.

In Inghilterra, per esempio, la surrogazione di maternità non è legale quando è commerciale ma lo è nella sua "forma altruistica", introdotta dal Surrogacy Arrangmements Act nel 1985. In sostanza, dopo la nascita del bambino o della bambina i coniugi che vogliono diventare genitori possono far richiesta di adozione. Non possono quindi spingere, dietro pagamento, una donna a restare incinta su commissione. Il bambino a quel punto deve vivere con i genitori che ne fanno richiesta fin dalla nascita, dimostrando che non c'è stato nessuno scambio di denaro al di fuori delle "ragionevoli spese del processo" di adozione. 

La questione dei soldi

Il problema etico che spinge alcune persone a voler abolire globalmente la pratica della gestazione per altri è proprio lo scambio di denaro. Molte donne, le cui storie sono state raccontate anche da reportage e documentari, possono restare vittime di questo mercato perché in condizioni di povertà: non hanno scelta né strumenti per poter provvedere a sé stesse. e "affittano" il proprio corpo portando avanti gravidanze per conto di altre persone. 

la libertà di ogni donna

Su La Stampa Elena Stancanelli scrive che "abbiamo perso la capacità di distinguere tra ciò che faremmo noi e ciò che non abbiamo il diritto di mpedire di fare agli altri". Ma anche la Fondazione Veronesi si esprime nel merito. "La gestazione per altri rappresenta un’opzione medica sicura ed efficace che consente alle coppie (infertili) di avere figli biologicamente propri in un contesto giuridico perfettamente normato e legale con leggi che tutelano tutti gli attori in campo: la gestante, spesso una familiare o un’amica della coppia, la quale dispone di una serie di tutele economiche e giuridiche che le assicurano piena libertà di scelta e ripensamento in merito alla volontà di condurre la gravidanza, compresa la possibilità di abortire qualora si delineino dei rischi per la propria salute e, a seconda delle nazioni, persino di decidere di tenere per sé il figlio".

E continua, "Tantissimi parlano di questa procedura medica (prevista e rimborsata in alcuni Sistemi Sanitari Nazionali), come di una procedura “contro natura” adducendo proprie credenze o retaggi ideologici-culturali non suffragati da alcuna evidenza scientifica. Come se i progressi delle tecniche riproduttive e i cambiamenti sociali da decenni in corso nelle società più evolute non siano mai avvenuti, chi è convinto che i figli si possano ottenere solo per via naturale continua a sostenere che madre è solo colei che partorisce o si sostiene con granitiche certezze che in realtà non hanno alcun fondamento scientifico di traumi permanenti che subiscono i bambini strappati dal ventre materno nel quale è stato cresciuto al ritmo del battito cardiaco della gestante".

il benessere dei bimbi dipende dall'amore che ricevono in vita

L’evidenza degli studi scientifici internazionali riguardanti il benessere psico-fisico dei bimbi partoriti da donna estranea alla coppia e cresciuti dai propri genitori biologici son oramai robuste e giungono a conclusioni ben differenti e staticamente dimostrate, scrive ancora la Fondazione Veronesi, "il benessere di tali figli è determinato dalla quantità di cure e di amore ricevuto in vita sin dai primi istanti e non certo dalle modalità con le quali sono venuti al mondo. Men che meno dal sesso e dagli orientamenti sessuali dei genitori. Negli studi approntati con rigore scientifico i parametri che definiscono tale stato di benessere e confrontando bambini nati in modo tradizionale con quelli nati con gestazione per altri, cresciuti sia da coppie eterosessuali che da coppie omosessuali, si è constatato che i nati per GPA non riportano deficienza alcuna nei confronti dei primi.

a restare incinte sono anche donne ricche

"Riguardo all’argomento del supposto sfruttamento delle gestanti", continua la Fondazione, "è noto come queste vengano tratteggiate come ragazze povere, fragili, prive di cultura, irretite dalla possibilità di un guadagno conseguente a questa modalità dell’uso del proprio corpo, alla mercé di coppie descritte come ricche e in età avanzata con egoistiche ambizioni di genitorialità tardiva ed incapaci di generare figli propri per raggiunti limiti biologici d’età. Nel mondo reale in diverse Nazioni giuridicamente non certo arretrate rispetto all'Italia dove la GPA è praticata da decenni, la gestante solidale è spessissimo una donna che ha relazioni parentali o amicali, a volte anche molto strette, con uno dei due genitori intenzionali. In ogni caso, le diverse leggi nazionali che regolano tale metodica prevedono che la gestante deve essere già madre di figli propri e in condizioni economiche tali da non configurare uno stato di necessità che la induca a condurre una gestazione per altri".

Negli Stati Uniti "non è infrequente, infatti, che le madri solidali si trovino in condizioni economiche persino più agiate delle coppie committenti costrette a questo esilio riproduttivo da Nazioni nelle quali la pratica non è consentita. Coppie che ritengono giusto un riconoscimento economico in favore della gestante per i mancati introiti che l’impegno di una gravidanza comporta per queste donne in un contesto limpido e normato".