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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Sembra normale, ma non lo è: quando il lavoro ti sfrutta (senza che te ne accorga)

Quando le richieste straordinarie diventano abuso? Quali segnali non ignorare e cosa possiamo fare, concretamente, per difenderci se il confine tra normalità e sfruttamento si fa sottile? Ne abbiamo parlato con un’avvocata del lavoro.
di Giulia Mattioli
Donna in ufficio
Donna in ufficio  (getty images)

Non sempre lo sfruttamento sul lavoro non ha la faccia del 'capo cattivo', delle buste paga mancanti, o del lavoro in nero. Spesso è più sottile: richieste straordinarie che diventano ordinarie, promesse che non si concretizzano, pressioni continue in nome della flessibilità. Ma come si fa a capire quando una situazione lavorativa, per quanto ambigua o 'tollerabile', supera davvero il limite della legalità, specialmente se si ha poca esperienza professionale? Ne abbiamo parlato con l’avvocata del lavoro Silvia Pettineo, che in questa intervista ci aiuta a leggere i segnali da non sottovalutare, a distinguere un rapporto di lavoro sano da uno che sfrutta le zone grigie del sistema, e a capire quali strumenti abbiamo per far valere i nostri diritti. Senza aspettare che la situazione esploda.

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Sfruttamento: come riconoscerlo

Quali sono i segnali più evidenti che un rapporto di lavoro sta sconfinando nello sfruttamento?
"Se le ore lavorate contabilizzate in busta paga non corrispondono mai a quelle che fai davvero, oppure risulti formalmente in ferie o in permesso ma non ti fermi da settimane, se il datore ti contatta ad ogni ora, anche nei weekend, e senti come se il tuo lavoro e la tua vita privata non avessero un confine, è molto probabile che ti stiano sfruttando".
E invece, quali sono le forme più sottili o ‘normalizzate’ di sfruttamento che spesso non vengono riconosciute subito?
"Può accadere che una collega, purtroppo, si senta male per lunghi periodi e tu ti ritrovi a fare il lavoro di due persone perché il capo non vuole assumere altro personale o ridistribuire il carico, o che tu abbia un part time, ma lavori sempre come fosse un full time, senza alcun riconoscimento in busta paga (o solo una parte a nero). Ci si abitua a lavorare più ore e a non essere pagate o a essere pagate meno, ma non è normale".
Ci sono frasi o richieste tipiche che dovrebbero far suonare un campanello d’allarme?
"È un’opportunità, Impara e poi si vedrà, ma anche Senza di te non so come fare: sono frasi finte che sembrano valorizzarti ma spesso servono solo a manipolarti e a farti lavorare gratis, o a sottopagarti. Occhio anche alle promesse come Quando passa questo periodo ti pago o Ti promuovo presto. Spoiler: di solito non succede". 
Quali sono i diritti fondamentali di chi lavora?
"Ogni persona che lavora ha diritto ad essere pagata per il lavoro prestato e di ricevere una retribuzione minima garantita, lo prevede la Costituzione e lo stabiliscono i contratti collettivi. Sotto quei minimi, è sfruttamento".

Come capire se è sfruttamento
Come capire se è sfruttamento  (getty images)

Situazioni borderline

Cosa bisogna controllare prima di firmare un contratto? Ci sono clausole che dovrebbero far riflettere?
"Se non ti fanno leggere il contratto prima di firmarlo: allarme! Se riesci a leggerlo, controlla quanto dura il periodo di prova e se stai firmando per un part time, verifica se è inserita la clausola che permette al datore di cambiarti gli orari a suo piacimento. È da qui che di solito partono gli abusi".
Gli stage e i tirocini sono spesso usati in modo improprio. Cosa dice la legge e quando un tirocinio diventa sfruttamento?
"Se invece di formarti ti fanno lavorare come una dipendente inserendoti nei turni, se non c’è affiancamento e manca la formazione, se ti ritrovi a rispettare solo ordini e compiti da svolgere in autonomia, non è tirocinio ma è sfruttamento". In questo articolo abbiamo approfondito il tema dei tirocini e della loro legalità.
Le collaborazioni occasionali e le finte partite IVA sono in crescita. Come può una persona capire se sta davvero lavorando in autonomia o se è in una posizione subordinata mascherata? 
"Se non puoi decidere orari e modalità di lavoro, se devi giustificare ogni assenza, se ti pagano sempre la stessa cifra ogni mese… allora è molto probabile che tu sia una lavoratrice subordinata travestita da autonoma e non va bene perché hai molti meno diritti e le tasse e i contributi te li paghi tu".

Come comportarsi

Dovremmo sempre rifiutare le richieste che esulano dal contratto? Ha dei suggerimenti da dare su come farlo senza rischiare ripercussioni? 
"Rifiutarsi può essere visto come insubordinazione. Il consiglio? Parlane prima con una professionista. Nel dubbio, agisci senza lasciare tracce: se hai un part time e ti fanno lavorare più ore senza pagartele, esci all’orario scritto nel contratto. Silenziosa, ma determinata".
Se una persona ha il sospetto di essere sfruttata, cosa dovrebbe fare? A chi può rivolgersi concretamente? 
"Parlarne è fondamentale. Lo sfruttamento oggi non è un’eccezione ma è una regola perché è strutturale, per questo va riconosciuto e contrastato. Ci si può rivolgere ai sindacati, all’Ispettorato del Lavoro, oppure a una legale esperta in diritto del lavoro".
Cosa consiglia alle persone giovani che entrano nel mondo del lavoro per non cadere in dinamiche abusive?
"Le persone giovani trovano oggi un sistema malato che normalizza lo sfruttamento. Il mio consiglio? Informatevi sui vostri diritti, fate domande e se il lavoro non è come speravate e avete il privilegio di poter scegliere, cambiate! Non siete voi a dovervi adattare al peggio: di lavoro ci si ammala, imparate a lasciar andare e fidatevi delle vostre capacità".