Esiste un gender gap del sonno (le donne lo scambiano col riposo)
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Ormoni, biologia ma anche società: le donne dormono meno degli uomini e questo gap dipende anche dal fatto che confondono il "sonno" con il "riposo". E infatti, ecco un passo indietro per comprendere la nozione base del sonno: dormire non significa solo chiudere gli occhi ma attraversare un ciclo complesso di sonno leggero, sonno profondo e fase REM (Rapid eye movement, movimento rapido degli occhi), ognuno dei quali gioca un ruolo chiave nel modo in cui ci si sente il giorno successivo e nei giorni seguenti. Questo ciclo, quando viene compiuto, aiuta in tutto, dalla forma fisica alla memoria, fino alla gestione delle emozioni.
donne e sonno: un gap di genere registrato dalla ricerca
In sostanza, il gap del riposo racconta che le persone che si socializzano come donne dormono meno degli uomini a causa delle pressioni e delle aspettative sociali che distolgono la loro attenzione dal (necessario) sonno. Oltre ovviamente ad alcuni fattori ormonali e biologici che si manifestano in alcune precise fasi della vita. Ciò emerge dalla ricerca fatta dalla American Sleep Foundation, una Fondazione nazionale che negli Stati Uniti indaga sul tema del riposo e del sonno. Emerge anche che le donne tendono a segnalare più problemi di sonno in generale e il risultato è che le donne non riescono a dormire dalle sette alle nove ore di cui hanno bisogno e che ormai sappiamo essere raccomandate dalla Scienza per gli esseri umani adulti. Gli adulti che dormono meno di 7 ore a notte possono avere più problemi di salute rispetto a quelli che dormono 7 o più ore a notte. Dormire oltre le 9 ore a notte d'altro canto non è necessariamente dannoso e può anzi essere utile soprattutto per le persone in convalescenza o che stanno fuoriuscendo da fasi di stress o traumatiche.
Comunque, il gap nel riposo è un fenomeno. I due fattori principali che lo causano sono: le donne sono condizionate a prendersi cura degli altri prima che di se stesse e che viviamo in un mondo ossessionato dalla produttività che, a causa delle discriminazioni di genere, spinge e pressa le donne a presenziare e performare più di quanto non faccia con gli uomini. È diventato normale per tutte le persone considerare il riposo come una ricompensa che arriva una volta completata un'attività ma è la prospettiva sbagliata perché "l'attività" ormai è costante.
quando è "abbastanza"? per molte donne mai
Nella dimensione culturale in cui viviamo, quella cioè della performance, l'asticella dell'obiettivo continua a spostarsi in avanti. E in avanti. Quando è "abbastanza"? Quando è il momento di riposarsi e concedersi il lusso di disconnettersi, mollare e fare tutto ciò che è necessario e propedeutico a 8 ore di sonno pieno? Questo tipo di cultura naturalmente opprime tutte le persone, ma siamo ancora nella fase in cui le donne subiscono ancora stigmi derivanti da stereotipi (per esempio sul lavoro). Quindi per le donne la regola di base è di lavorare il triplo per vedersi riconosciute e premiate. Il che significa meno vacanze, meno distrazioni, meno riposo e ovviamente meno sonno. Per le persone che non sono mamme, potrebbe significare negarsi un fine settimana tranquillo perché altrimenti il senso di colpa le divora. Per le donne che sono anche madri, il gap del riposo si estende all'infinito.
Infatti se il gap del riposo colpisce tutte le donne, colpisce soprattutto le madri. Il condizionamento sociale ha permesso alle persone di ritenere che le donne dovrebbero essere le principali badanti dei propri figli e delle proprie figlie e, mentre molti uomini sono finalmente super coinvolti nella loro famiglia, molti altri no. E a questo si aggiunge la pressione sociale per essere la “madre perfetta” come quelle viste sui social media (e super fake). E le madri che lavorano anche fuori casa? Le donne con una carriera subiscono le stesse aspettative delle casalinghe nella gestione della casa e nella cura della famiglia. È un condizionamento collettivo profondamente sbagliato, va contrastato, ma intanto c'è e carica di ansia le donne, ansia che spesso non hanno il tempo di elaborare se non di notte. Quando dovrebbero invece dormire.
colmare il divario di genere del sonno
Comprendere che rallentare e impegnarsi di meno non è una brutta cosa. Ma vale per tutte le persone anche se in particolare vale per le donne. Anche perché, come anticipato, le donne spesso affrontano altre sfide uniche legate al sonno e che nascono da fattori ormonali legati a fasi della vita come la gravidanza. Il flusso di estrogeni e progesterone durante le mestruazioni può disturbare il sonno, causando problemi come insonnia o sindrome delle gambe senza riposo, soprattutto durante la fase premestruale, quando molte donne riferiscono una qualità del sonno peggiore. Il capitolo gravidanza e genitorialità mette a dura prova il sonno anche per via dei cambiamenti ormonali, per non parlare del disagio fisico e delle corse notturne al bagno. Il post-parto non è molto più semplice; le neo mamme spesso affrontano la privazione del sonno mentre si adattano al ciclo del neonato e non sorprende che gli studi evidenzino disturbi del sonno profondissimi durante questo periodo.
Il carico mentale ed emotivo resta però la causa principale alla mancanza di riposo: parlarne non significa solo riconoscerlo ma capire come gestirlo. Soddisfare le esigenze specifiche di ciascuna non è un lusso ma è invece una questione essenziale per la salute e il benessere mentale. E dipende, appunto, da ciascuna.
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