Rinunciare (malvolentieri) al maschio etero perché proprio non ce la fa: le donne si rifugiano nell'eterofatalismo
Ci sono poi gli studi sulla "solitudine maschile" e sui maschi che non cambiano di una virgola per rendersi accettabili. Ed ecco in breve perché le donne etero si riconoscono nella filosofia dell'heterofatalism.
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Gira tra i social il termine “heterofatalism” e descrive lo stato d'animo registrato tra donne etero: deluse da relazioni (stabili, situashionship, crush, etc) con uomini etero inconcludenti o tossici, scelgono nei fatti la singletudine. Anzi, non è che proprio vogliono essere single, ma ormai la vedono come condizione inevitabile.
qualsiasi relazione etero è imbrigliata in modelli patriarcali, quindi insoddisfacente
Il concetto di "etero fatalismo" è di Asa Seresin, ricercatore in Psicoanalisi e Studi di Genere per l'Università della Pennsylvania. Seresin descrive con questo concetto un atteggiamento di disperazione romantica in cui alcune donne (ed anche uomini) percepiscono la relazione eterosessuale come intrinsecamente insoddisfacente, imbrigliata in modelli patriarcali destinati al fallimento.
Ora, le parole - lo diciamo tante volte - sono utili perché dare un nome alle cose serve a farle esistere e a registrarne l'impatto sociale. Infatti in un recente articolo sul The Times si parla di "cambio epocale", in riferimento al senso di rovina che circonda le relazioni etero. Pare che tutto nasca dalle differenze tra uomini etero e donne etero: differenze sociali, politiche, culturali, di cura, di visione.
Le donne etero in sostanza si sono "evolute" dai modelli antiquati di relazione di coppia, rifuggendo le aspettative sociali - e maschili - mentre gli uomini no. Eterni bambinoni, incapaci di cura reale, passano dall'essere figli all'essere partner senza spesso diventare mai "adulti", senza imparare a dare alla relazione e alla partner, sanno solo ricevere. Le donne etero, ovviamente, sono sempre meno disposte a costruire una relazione basata solo sul dare. Non che restare single le renda tutte felici: più che altro per molte è una "condizione inevitabile", visto che l'alternativa è fare da mamma, cuoca, psicologa, sarta e governante di qualcuno in cambio di conversazioni misere e calzini lasciati sul pavimento.
uomini "scarsi", emotivamente indisponibili e privi di cura
I comportamenti degli uomini più criticati e che spingono le donne etero a gettare la spugna sono quasi sempre gli stessi: descrivono gli uomini come emotivamente indisponibili, che fanno promesse tardive (o mai), spariscono dopo pochi appuntamenti, evitano impegni o scelgono partner più giovani e “facili da gestire” . Molte donne raccontano dinamiche veramente adolescenziali, tip alcuni uomini scoperti a intrecciare storie multiple che dicono di farlo "per difendersi" . Perché definirsi non monogami è ancora visto come un fallimento.
Insomma le donne ritengono che gli uomini siano emotivamente indisponibili, incapaci di comunicare (per bugiarderia o per assenza di strumenti emotivi). La rassegnazione femminile è quindi il risultato al quale stiamo assistendo. E non dovremmo stupirci, in questo scenario, che molte vivono la certezza di rimanere single come una sorte, come un destino inevitabile ma senza dolore. Del resto i millennial sono la prima generazione che ha normalizzato l'essere single.
"boysober": astinenza volontaria dal frequentare uomini
Crescente sarebbe, quindi, anche il culto della “self-partnered life”, del “#boysober”, praticamente l'astinenza da storie con uomini etero nell'idea di un rifugio performativo che - almeno sui social - maschera la frustrazione e l'esaurimento emotivo di chi non trova un partner adatto a sé.
Ma la verità sarebbe un'altra: come detto, le donne non sono tutte gioiosamente single, alcune soffrono di questa condizione ma d'altro canto non sono disposte a scendere a compromessi che sarebbero troppo sconvenienti per loro.
Di fatto, sono sessualmente attratte da uomini etero. Ma sanno che non cambieranno, che avere una relazione con loro è praticamente una condanna all'infelicità. Su Reddit, una scrive che "È come svegliarsi da una fiaba romantica e scoprire che il principe è tossico o inesistente". Ma l’eterofatalismo non nasce solo da esperienze negative individuali, semmai è alimentato da strutture culturali: il patriarcato, la divisione dei ruoli, le disuguaglianze nelle responsabilità domestiche ed economiche (che spesso le donne affrontano da sole), così come la crescente misoginia online e i media che incubano stereotipi tossici.
le donne sono "vittime passive" di un sistema che non controllano?
Ancora il ricercatore che ha teorizizato il concetto, Seresin, evidenzia come l’heterofatalism tenda a ghettizzare la critica agli uomini senza proporre alternative. Il che riduce inevitabilmente le donne a vittime passive, incapaci di progettare strutture relazionali nuove o emancipate come loro.
Ma d'altro canto cosa dovrebbero fare? Le babystitter a uomini adulti e vaccinati? Uomini che nonostante si lamentino della solitudine non fanno niente per cambiare: non migliorano la propria intelligenza emotiva, non investono in comunicazione adulta, non cercano relazioni autentiche per frenare la "disaffezione" delle donne. Naturalmente, non tutte le donne aderiscono all’eterofatalism e non tutti gli uomini sono immutabili: esistono uomini che si impegnano, che vogliono crescere, che cercano connessioni vere. E molte donne restano etero-ottimiste, convinte che sia possibile costruire relazioni positive, se si affronta il problema in modo costruttivo. Vedremo. Mal che vada ci sono le generazioni future.
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