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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Dichiararsi single facendo parlare l'ananas (o l'anello): cosa è andato storto nell'evoluzione?

Dichiararsi single facendo parlare l'ananas (o l'anello): cosa è andato storto nell'evoluzione?
(getty)
Negli anni Novanta c'erano gli anelli a forma di semaforo che servivano a dichiarare il proprio status relazionale.
Sono passati trent'anni e gli anelli ci sono di nuovo e anzi, c'è pure l'ananas a parlare per noi. Cosa è andato storto nell'evoluzione della specie?
di Eugenia Nicolosi

Charles Darwin cadrebbe dalla sedia a forza di risate. Le app di dating non bastavano come mezzo per incontrare persone nuove? L'intelligenza artificiale non basta a scegliere al posto nostro "la persona giusta"? No: per dichiararsi single oggi si mette un ananas nel carrello della spesa e, se tutto va bene, nel reparto vini si giocherà all'autoscontro con il carrello di qualcun altro che ha fatto la stessa cosa. 

Demi Moore, single a 61 anni, non ha bisogno di un uomo per sentirsi realizzata: "Che importa l'opinione degli altri?"

linguaggio in codice per i single: ananas

La moda spagnola che nell'estate 2024 incoraggiava i single a cercare partner nei supermercati utilizzando un linguaggio in codice basato sulla frutta e la verdura nasce da una pratica antica, risalente agli anni Novanta. Non è infatti la prima volta che gli ananas capovolti vengono utilizzati come codici: fino all'estate scorsa significava essere interessate allo swinging, ovvero lo scambio di partner sessuali.

Nei mesi scorsi invece il trend ha provocato episodi di caos tanto da rendere necessario varie volte l'intervento della polizia: accadeva tra le 19 e le 20, in una precisa catena di supermercati (Mercadona). Qui i single mettevano (mettono ancora?) degli ananas capovolti nei carrelli della spesa per dichiararsi aperti agli incontri e poi si dirigevano verso il corridoio dei vini. L'idea era di incrociare qualcuno che pure aveva un ananas capovolto e fare scontrare i due carrelli. C'era anche una seconda opzione: chi era interessato solo ad avventure di una notte poteva dichiararlo mettendo in bellavista sul carrello anche una lattuga intera. E una terza: chi intendeva dichiararsi pronto o pronta per storie a lungo termine doveva girare per il reparto vini con un pacco di lenticchie.

Soltanto che a Madrid sono stati segnalati gruppi di adolescenti che spingevano a tutta velocità i carrelli senza acquistare niente, un tizio si è vestito da ananas gigante e ha girato con gli amici dentro un supermercato in occasione del suo addio al celibato, a Bilbao la polizia è stata chiamata per sedare delle risse dentro a uno store e, infine, ci sono state segnalazioni di scontento da parte dei dipendenti, costretti a riordinare la merce non acquistata ma usata per giocare e lanciare segnali agli estranei.

anelli o esperimenti sociali?

Non è chiaramente finita qui. Da qualche parte qualcuno ha pensato che all'umanità servisse un esperiemento sociale. Un esperimento sociale, per la precisione, che riportasse le persone ad abbandonare app di dating e ananas nei carrelli per ricominciare a conoscersi dal vivo. Come? Con un anello: un Pear ring.

Sono anelli in silicone turchese (per gli eterosessuali) o lilla (per le persone LGBTQ+) che indicano che si è single e quindi incoraggiano gli altri ad attaccare bottone. L'obiettivo di questi anelli è eliminare la necessità (e le frustrazioni) degli incontri online e spingere i single a stabilire connessioni nella vita reale. No: non c'è nessuna tecnologia dentro l'anello. È solo un oggetto in silicone: è questo l'esperimento sociale. E nemmeno nuovo.

Negli anni Novanta è stato inventato e commercializzato un anello a forma di semaforo che si poteva posizionare sul lato verde oppure su quello rosso proprio per evitare discussioni. Se l'anello veniva indossato con il lato rosso in vista voleva dire che si era impegnati, al contrario, sul lato verde, che si era single. E il motivo per cui la moda di questo anello è durata meno di due mesi (oggi con la velocità con cui si consumano i trend durerebbe quanto la brat summer, cioè mezz'ora) è il bisogno, tutto umano, di interagire, associato al fatto che una dichiarazione di singleturine non è automaticamente una dichiarazione di disponibilità.

Andrà meglio con il pear ring? Supponiamo di no

Nel 2022 erano circa 400 milioni le persone che usavano app di incontri e incappavano in cat-fishing, ghosting e cose così oltre che nel burnout da dating. Non c'è da stupirsi che alcune aziende - o persone - vogliano tentare di riportare l'universo del dating al passato. Ma se tutti i single indossassero un anello per indicare il loro status relazionale, si eliminerebbe davvero la necessità delle app così come di qualsiasi conversazione imbarazzante nei bar? Ovviamente no.

L'idea che le persone non possono più (o non vogliano o almeno non si sentano a loro agio nel farlo) chiedere di persona a qualcuno se è single è però la stessa che ha creato la necessità di inventare le app di incontri: evitare approcci fastidiosi o peggio, sentirsi rifiutati. Ma un anello - o un ananas - sono la dichiarazione a viso aperto del proprio essere single, non una dichiarazione di interesse verso chiunque. Il che non elimina affatto il problema dell'approccio fastidioso o del rifiuto. Allora? Un anello e un ananas, come la presenza su un'app di incontri, sono un segnale di apertura verso una conversazione, che non è automaticamente un segnale di interesse reciproco. Anello o non anello, ananas o non ananas, le persone dovranno comunque passare attraverso il processo dell'approccio e sì: chiedere se c'è interesse.

Quindi? Quindi inventeranno qualsiasi cosa per monetizzare - esatto: il pear ring non è gratis - o per creare trend che fanno crescere account social (la cosa dell'ananas è nata sui social) e quindi ancora monetizzare. Resta il fatto che le persone devono parlarsi, con o senza app e con o senza frutta e verdura.