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"È sparito dopo che sembrava interessato: perché continuo a pensarci?" La posta del cuore di alfemminile sul ghosting

È sparito dopo che sembrava interessato: perché continuo a pensarci? La posta del cuore di alfemminile sul ghosting

È sparito da un giorno all'altro dopo settimane di messaggi, appuntamenti e promesse. Perché il ghosting ci ossessiona così tanto? La posta del cuore di alfemminile prova a rispondere.È sparito da un giorno all'altro dopo settimane di messaggi, appuntamenti e promesse. Perché il ghosting ci ossessiona così tanto? La posta del cuore di alfemminile prova a rispondere.

di Alice Michielon

Ho conosciuto un ragazzo qualche mese fa. Abbiamo iniziato a sentirci praticamente tutti i giorni, ci siamo visti diverse volte e ogni appuntamento sembrava confermare quello precedente: stavamo bene insieme. Era presente, proponeva lui di vederci, parlava di cose da fare in futuro. Non mi sembrava una situazione ambigua.

Poi, senza che fosse successo niente di particolare, ha iniziato a rispondere sempre meno. Prima qualche ora dopo, poi il giorno successivo, poi più niente. Non c'è stato un litigio, non c'è stata una discussione, non mi ha detto che aveva cambiato idea. È semplicemente sparito.

La cosa che mi manda fuori di testa è che continuo a pensarci. Rileggo le chat, mi chiedo se ho detto qualcosa di sbagliato, se ho corso troppo, se mi sono persa un segnale enorme. Razionalmente so che dovrei lasciar perdere. Ma perché è così difficile?

Perché il ghosting fa così male anche quando la storia era appena iniziata?

Secondo me il ghosting ha una pessima strategia di marketing.

Lo chiamiamo "ghosting", che sembra quasi una parola simpatica, da meme, da TikTok, da video con la scritta POV. In realtà stiamo parlando di una persona che fino a martedì ti mandava i meme dei procioni e da mercoledì decide che rispondere a un messaggio è diventato improvvisamente un'attività troppo impegnativa.

Il punto, però, non è nemmeno questo.

Il punto è che il ghosting interrompe una conversazione senza chiudere la storia.

E noi con le storie lasciate aperte abbiamo un problema gigantesco.

Pensaci. Se una serie che segui da mesi finisse senza l'ultima puntata, passeresti settimane su Reddit a cercare teorie. Se un romanzo si interrompesse a trenta pagine dalla fine, penseresti che ci sia un errore di stampa.

Quando invece succede nella vita sentimentale, ci convinciamo che l'errore di stampa siamo noi.

Perché continuo a rileggere le chat dopo il ghosting?

Ogni volta che un'amica mi dice: "Le conversazioni non le ho più guardate", le credo esattamente quanto credo a chi sostiene di entrare da Sephora "solo per dare un'occhiata".

Le chat dopo un ghosting si rileggono. Tutte. Più volte.

Con un'attenzione ai dettagli che, se la mettessimo nello studio della storia contemporanea, probabilmente riscriveremmo i manuali.

"Qui ha messo un punto invece del punto esclamativo."

"Qui mi ha chiamata per nome."

"Qui ha usato un cuore bianco e non quello rosso."

A posteriori tutto sembra diventare un indizio, solo che non stiamo davvero cercando un indizio. Stiamo cercando di trasformare un finale inspiegabile in qualcosa che abbia una logica.

Perché, se riuscissimo a trovare il momento esatto in cui tutto è cambiato, potremmo raccontarci che la prossima volta sapremo evitarlo.

Il ghosting dice davvero qualcosa su di me?

Qui temo di doverti dare una risposta che non ti piacerà molto.

O, almeno, non quanto pensi.

C'è una frase che gira tantissimo quando si parla di ghosting: "Dice più di lui che di te." È anche vera.

Solo che quando sei tu quella rimasta a fissare una chat senza risposta questa frase ha la stessa utilità di chi, durante un temporale, ti dice che la pioggia fa bene alle piante.

Il punto non è stabilire se lui sia emotivamente immaturo, evitante, incapace di affrontare il conflitto o semplicemente maleducato. Le etichette, dopo un po', servono più a dare un ordine al caos che a spiegare davvero le persone.

La domanda che continua a tormentarti è un'altra: "Perché con me?"

Ed è qui che rischiamo di passare settimane a cercare una risposta che forse quella persona non ha mai formulato nemmeno per sé.

Perché esiste anche questa possibilità, per quanto irritante: che qualcuno perda interesse senza un grande evento, senza un tradimento, senza una frase sbagliata, senza un colpevole.

Non è una bella notizia, ma è molto più frequente di quanto vorremmo.

Come si supera un ghosting senza una spiegazione?

Forse smettendo di pensare che la spiegazione sia la cura.

Per anni ci siamo raccontati che, se solo avessimo avuto un confronto adulto, una telefonata, un messaggio sincero, sarebbe stato tutto più semplice.

Io non ne sono così sicura.

Perché conosco persone che hanno ricevuto spiegazioni dettagliatissime e continuano comunque a pensarci ogni tanto.

Il punto non è sempre avere una risposta.

Il punto è riuscire a tollerare il fatto che alcune risposte non arriveranno.

Che è una cosa tremendamente adulta e tremendamente antipatica.

Perché significa accettare che non tutto quello che ci succede può essere ordinato, spiegato e archiviato in una cartellina mentale con scritto "caso chiuso".

Il ghosting lascia un vuoto, ma non devi riempirlo sempre con la colpa

Forse è questo il rischio più grande.

Non che qualcuno sparisca.

Ma che, nel tentativo di spiegare quella sparizione, tu finisca per trasformarti automaticamente nella causa.

Magari hai scritto troppo, magari troppo poco. Magari sei stata troppo disponibile, magari troppo indipendente.

Magari avresti dovuto aspettare un'ora in più prima di rispondere.

A un certo punto, però, bisogna anche concedersi il lusso di una possibilità diversa.

Che quella persona sia semplicemente sparita.

E che questo, per quanto frustrante sia, racconti molto di più del suo modo di stare nelle relazioni che del tuo modo di meritare amore.

O almeno, è una teoria che personalmente trovo molto più utile del rileggere per la diciassettesima volta una chat cercando di capire se il problema fosse quell'emoji con il cuore giallo.

Spoiler: probabilmente non era il cuore giallo.