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"Non saprei, chieda a mio marito": storia (e scandali) di Marie Curie

La prima persona a vincere due Premi Nobel, la prima donna a vincerne uno: novanta anni fa ci lasciava Marie Curie, genio della Scienza e immenso esempio di empowerment
Eppure, non le fu perdonato un flirt
di Eugenia Nicolosi
Non saprei, chieda a mio marito: storia (e scandali) di Marie Curie

Tra i molti aneddoti sulla vita di Marie Curie ne resta uno che simboleggia la condizione culturale nella quale ha vissuto: un giornalista le chiese come ci si sente a vivere di fianco a un genio riferendosi a Pierre Curie, collega della scienziata oltre che marito. "Non saprei, chieda a mio marito", rispose Curie, a sottolineare che non corresse distanza tra la genialità dei due. Marie Curie ci lasciava il 4 luglio del 1934, esattamente novanta anni fa. Ed è più contemporanea che mai.

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marie curie: una biografia che conosciamo

Marie Curie ha vinto il Premio Nobel due volte, nel 1903 per la Fisica e nel 1911 per la Chimica. Suo marito Pierre Curie  ne ha vinto uno (assieme a lei nel 1903 per la Fisica) e pure la loro figlia Irène Joliot-Curie ne ha vinto uno (insieme al marito Frédéric Joliot-Curie nel 1935 per la Chimica). Maria Skłodowska (il cognome da single), sposata Curie, è stata la prima persona a vincere due riconoscimenti Nobel, la prima donna in assoluto a vincerne uno, l'unica persona a vincerne due in due distinti campi scientifici. E la sua storia inizia con un lavoro da governante nella sua città natale, Varsavia. Leggeva e studiava infatti nel (poco) tempo libero a fine giornata.

È la più giovane di cinque figli, la loro famiglia è in una condizione di fragilità economica e per questo non le fu possibile studiare per diventare insegnante. Almeno fino a che sua sorella non la invitò a raggiungerla a Parigi dove entrò all'Università Sorbona. Siamo nel 1891 e Marie decise di studiare fisica e matematica: se oggi c'è un enorme gap di genere rispetto alle materie STEM, immaginiamo quante ragazze allora le studiassero. Quattro anni dopo incontra lo scienziato Pierre Curie, si sposano un anno dopo. Nel suo libro Pierre Curie, mio marito, Marie parlerà della differenza di educazione tra i due. "…se dunque l’istruzione primaria di Pierre fu necessariamente irregolare ed incompleta, ebbe il vantaggio di non pesare sulla sua intelligenza per deformarla secondo i dogmi, i pregiudizi e le idee precostituite. Di questa educazione così liberale Pierre fu molto grato e riconoscente ai genitori. Crebbe in assoluta libertà sviluppando la sua passione per le scienze naturali durante le escursioni in campagna".

scienziata ma anche "sfasciafamiglie" 

Marie Curie è stata una pioniera. In un'epoca in cui l'idea stessa delle donne nella scienza suscitava disprezzo e condanna sociale, Marie Skłodowska Curie non perse il desiderio di comprendere il mondo naturale e arrivò a scoprire la "radioattività" , coniandone il termine stesso e stabilendone le teorie di base che ancora oggi governano la materia. Il lavoro che ha condotto – sia da sola che insieme a suo marito – le ha permesso di essere osannata da quella stessa comunità scientifica che la evitava da giovane donna, in quanto giovane donna? No.

Marie Cure divenne il primo membro di un gruppo di scienziati vincitori di due premi Nobel, avanza nel lavoro appunto pionieristico sui raggi invisibili emessi dall'uranio, un nuovo fenomeno che era stato recentemente scoperto dal professor Henri Becquerel. Aveva dimostrato che i raggi erano in grado di attraversare la materia solida, la nebbia e la pellicola fotografica e facevano sì che l'aria conducesse elettricità. Marie notò anche che campioni di un minerale chiamato pechblenda, che contiene minerale di uranio, erano molto più radioattivi dell'elemento puro uranio. E sospettava che ci fosse un elemento ancora sconosciuto ma dal momento cbe nessuno l'aveva mai pensato prima né tantomento trovato, la comunità scientifica ha continuato a dubitare delle sue teorie. Che però erano corrette: trovò una polvere nera 330 volte più radioattiva dell'uranio, che chiamò Polonio. Era il Polonio il nuovo elemento chimico, numero atomico 84, chiamato così in omaggio al suo Paese di provenienza.

Quando i Curie indagarono ulteriormente, scoprirono che il liquido rimasto dopo aver estratto il Polonio era ancora estremamente radioattivo. Si resero conto che la pechblenda conteneva un altro nuovo elemento, molto più radioattivo del Polonio, ma presente in quantità ancora minori. Nel 1898 i Curie diffusero prove concrete a sostegno dell’esistenza del nuovo elemento, che chiamarono Radio.

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Per essere creduta, sapeva che avrebbe dovuto estrarre del Radio e presentarlo nella sua forma materiale alla comunità scientifica: decise di collaborare con una fabbrica che in Austria rimuoveva l'uranio dalla pechblenda per uso industriale e acquistò diverse tonnellate di questo prodotto di scarto, decisamente senza valore, che però era ancora più radioattivo della pechblenda originale. Lavorando sulla pechblenda estrasse piccole quantità di Radio: ciò implicava lavorare su una scala molto più grande di prima, con lotti da 20 Kg: macinazione, dissoluzione, filtrazione, precipitazione, raccolta, ridissoluzione, cristallizzazione e ricristallizzazione.

Il lavoro era pesante e fisicamente impegnativo ma soprattutto comportava pericoli:  i Curie iniziarono a sentirsi male fisicamente a causa delle radiazioni ma perseverarono perché all'epoca non si conoscevano i rischi reali dell'esposizione e maneggiavano materiale altamente radioattivo ogni giorno. Nel 1902, da sola, Marie Curie isolò infine il Radio (come cloruro di radio), determinandone il peso atomico come 225,93. L'anno dopo vince il Nobel insieme al marito e a Henri Becquerel per il lavoro comune sulla radioattività. 

il secondo "signor curie" e lo scandalo antisemita

Si dice che la morte improvvisa e tragica di Pierre Curie nel 1906 per un incidente rinvigorì la determinazione di Marie, allora 38enne, a continuare a lavorare. Infatti nel 1911 Marie Curie ricevette un secondo premio Nobel, stavolta per la Chimica. Ma nel frattempo si innamorò di uno dei suoi ex studenti, Paul Langevin. Langevin però era sposato e la moglie riuscì a rubare delle lettere che i due amanti si scambiarono e le usò per screditare la scienziata: ha fatto pervenire le lettere alla stampa ed è riuscita a fare leva sulla bigottaggine dell'epoca, che si scagliò contro Marie Curie, ma ne approfittà. La stampa conservatrice usò l'amore che Langevin provava per lei per cancellarne i risultati scientifici e per escluderla dalle reti sociali e accademiche appellandola "sfasciafamiglie" ma anche "straniera" ed  "ebrea" in senso ovviamente denigratorio. La fama di Marie Curie ne risentì inevitabilmente al punto che le negarono l'ammissione all'Accademia delle Scienze di Francia (era già premiata due volte col Nobel) e dalle cronache dell'epoca sappiamo che molti sostenitori della donna, compresa la stampa liberale, hanno paragonato lo scandalo alla xenofobia del famoso "affare Dreyfus". 

Ma non è tutto: Marie Curie ha dovuto confrontarsi contro la folla inferocita "in sostegno del defunto Pierre Curie" che si era radunata davanti casa sua terrorizzando Irène, 14 anni, ed Eve, 7 anni. Dovettero rifugiarsi tutte e tre in casa di amici a Parigi. 

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Nel 1995, oltre quarant'anni dopo la sua morte, il presidente francese François Mitterrand ordinò che le ceneri di Marie Curie fossero trasferite da un piccolo e anonimo cimitero al maestoso Panthéon di Parigi. È stata la prima donna anche in questo caso: il monumento riservava le sue sepolture solo ai "grandi uomini" eppure dopo di lei la seguiranno i resti delle combattenti della Resistenza, della sopravvissuta all'Olocausto e politica femminista Simone Veil e dell'attivista per i diritti civili e cantante Josephine Baker.

la fama di "madame" Curie e l'eredità

Marie Curie aveva deciso di mettere a valore la ricerca scientifica nel tentativo di alleviare le sofferenze delle persone, in particolare durante la prima guerra mondiale. Utilizzò la sua competenza con la macchina a raggi X per aiutare i feriti e imparò anche a guidare e riparare l'auto per prestare la sua professionalità a centinaia di ospedali sia in Francia che in Belgio. Divenne famosa a livello internazionale nel 1921 e l'allora presidente degli Stati Uniti Warren Harding le regalò un grammo di radio per il suo laboratorio a Parigi. Nel 1929 il successivo presidente Hoover le diede 50mila dollari per acquistare altro radio per un laboratorio in Polonia. 

Il 4 luglio 1934, al Sanatorio Sancellemoz di Passy, ​​in Francia, all'età di 66 anni, Marie Curie morì. La causa della sua morte fu attribuita all'anemia perniciosa aplastica, una condizione che sviluppò dopo anni di esposizione alle radiazioni per via del suo lavoro. Lasciò due figlie, Irene (nata nel 1898) ed Eve (nata nel 1904). Irene, come sua madre, entrò nel campo della ricerca scientifica e, con il marito Frederic Joliot, lavorò sul nucleo dell'atomo, insieme ricevettero il Premio Nobel e furono accreditati della scoperta delle radiazioni artificiali. Anche Irene morì di leucemia nel 1956 a causa di una malattia legata alle radiazioni. La figlia di Irene e nipote di Marie Curie, Hélène Langevin-Joliot, divenne una famosa fisica nucleare.