I social ci danno l'illusione di sapere cosa succede ai nostri amici ma senza incontrarli finiremo per perderli
Condividi su
La catch-up culture è la cultura del "dobbiamo aggiornarci" sulle rispettive vite. Funziona così: non vediamo davvero una persona per settimane o mesi, però continuiamo a seguirla su Instagram, mettiamo un cuore alle sue storie, sappiamo più o meno dove è stata, con chi ha cenato, che viaggio ha fatto, che cosa ha mangiato a colazione la scorsa domenica mattina.
Ma la verità è che non sappiamo niente di lui, di lei. Non per nulla, quando si organizza un incontro dal vivo, ci si dice a vicenda che occorre un aggiornamento. Ecco il catch-up, cioè il recupero.
il social e la grande illusione di sapere cosa succede a chi vogliamo bene
Ci si siede a un tavolo e si prova a condensare la vita in un riassunto: lavoro, relazioni, soldi, famiglia, salute mentale, case, crisi, decisioni, stanchezza, cose finite e cose mai iniziate. Tutto quello che non entra nei social, cioè quasi tutto quello che conta, viene scaricato in due ore come un backup emotivo.
È questa la - orrenda e tristissima - cultura del catch-up a cui ormai abbiamo fatto l'abitudine: l’amicizia ridotta a recap. Non ci si vive più nemmeno nella stessa città per cui ogni tanto ci si aggiorna, ma succede anche quando si vive nella stessa città, perfino nello stesso quartiere, ma non si parla più. Allora si fanno resoconti periodici.
È una relazione in differita, una specie di riunione di bilancio di fine anno tra persone che magari si vogliono ancora bene, ma che nel frattempo hanno vissuto altrove a causa di cambiamenti nella sfera personale (traslochi, figli) ma più spesso perché la tecnologia ci illude, creando la sensazione di vicinanza dove non c'è.
Il punto centrale è appunto questo: i social hanno reso tutto più ambiguo facendoci credere di sapere cose che non sappiamo. Abbiamo visto la foto, quindi pensiamo di conoscere il contesto, abbiamo visto una story, quindi pensiamo di avere un’informazione e abbiamo reagito con un’emoji, quindi ci sembra di aver dimostrato di esserci e partecipare emotivamente.
Il capitalismo (non) ha distrutto le amicizie con un’esplosione
Ma sapere che una persona è andata a cena fuori non significa sapere se è felice, che paure ha, se pensa di cambiare lavoro o partner. Cose che magari ci direbbe pure se la incontrassimo per un aperitivo. I social infatti offrono frammenti perché sono un surrogato comodo permettendoci di non sentirci completamente assenti, ma lo siamo.
E qui entra pure il lavoro, cioè il grande rimosso di ogni discorso sulle relazioni contemporanee. Siamo talmente prosciugati e prosciugate dal burnout che vedere un’amica diventa un impegno da mettere in calendario, possibilmente con largo anticipo e senza interferire con palestra, terapia, turni, call, figli/e, sonno, lavatrici, progetti.
Sarebbe facile dare la colpa al tecnocapitalismo ma in realtà il sistema in cui viviamo ha devastato le amicizie rendendole logisticamente impossibili. Ha trasformato il tempo libero in qualcosa per cui sentirsi in colpa oltre che in un lusso, così per ovvi motivi ci sono rimaste le amicizie con i colleghi e le colleghe e quelle vere vengono coltivate ogni tanto, giusto per controllare che il legame non sia morto.
combattere contro la catch up culture e recuperare gli amici
Quelle in cui si dice "con te è come se il tempo non fosse mai passato" (frase che spesso significa l’esatto contrario) ma invece è passato così tanto tempo che abbiamo bisogno di raccontarci cosa è successo l'anno precedente.
Forse occorre iniziare a pensare a come combattere la cultura del catch-up, che forse significa banalmente smettere di scambiare l’informazione per intimità. Significa riconoscere che Instagram non è una forma di presenza, ma spesso il suo anestetico. Significa anche accettare che siamo vittime di un sistema che ci costringe a sacrificare il tempo con gli amici in funzione di una macchina produttiva che ci restituisce poco o niente.
E chiaro che in questo quadro il catch up semestrale è l’unico modo rimasto per non perdersi del tutto ma non va romanticizzato. Non è una nuova forma evoluta di amicizia ma la prova di una immensa sconfitta sociale.
Condividi su