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Che cosa significa la scritta “All eyes on Rafah” che circola su Instagram?

Cosa significa la scritta su Intagram "All eyes on Rafah" e cosa c'entra con il cessare il fuoco 

La foto "All eyes on Rafah" è diventata virale su Instagram dopo l'ultimo attacco israeliano a un campo profughi che ha causato nuove vittime tra i civili palestinesi. Condivisa oltre 22 milioni di volte, questa immagine richiama l'attenzione globale ad un'unanime richiesta del web: fermare la violenza. Anche celebrità italiane e internazionali hanno sostenuto l'appello, contribuendo alla diffusione del messaggio, ma cosa significa esattamente e perché è nato?

“All eyes on Rafah”: l’immagine è spuntata su Instagram a seguito dell’ultimo blitz di Israele, che domenica 27 maggio ha bombardato un campo profughi provocando la morte di decine di civili palestinesi, tra cui donne e bambini. Ricondivisa da più di 22 milioni di persone, questo appello è la prova di una massiccia mobilitazione pubblica e globale di un web che chiede a gran voce l’arresto della strage. Anche alcune delle celebrità italiane e internazionali hanno partecipato alla ri-condivisione del messaggio. Spieghiamo che cosa significa. 

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"All eyes on Rafah": cosa significa l'immagine virale su Instagram

Aprendo Instagram in queste ore, non si può fare a meno di vedere un’immagine che si sta propagando in modo contagioso attraverso il web. Si tratta di una fotografia digitale che mostra le rovine della città di Rafah dopo i continui bombardamenti di Israele, ma le tende dei campi profughi sono state disposte artficialmente a formare una scritta, “All eyes on Rafah”, tutti gli occhi aperti su Rafah. Uno slogan sintetico ma limpido, una richiesta di porre fine agli attacchi dell’esercito israeliano nella striscia di Gaza, tanto efficacie che è stato ricondiviso in pochissime ore da più di 22 milioni di persone (e il numero è in aumento ogni secondo che passa).

Perché è nato "All eyes on Rafah"?

L’evento che ha scatenato questa ondata di protesta per gli avvenimenti in corso nella striscia di Gaza è avvenuto domenica 27 maggio: Israele, infatti, ha sferrato un attacco su quella che doveva essere considerata un’“area umanitaria”, ovvero un accampamento in cui si erano radunati migliaia di civili palestinesi evacuati ed in fuga. I morti sono stati 45, i feriti oltre 180 e tra questi, donne e bambini, numeri che si vanno a sommare alle 36 mila vittime già mietute nei mesi successivi al 7 ottobre. 

Come si ricondivide la Storia "All eyes on Rafah" su Instagram?

La ri-condivisione di questa immagine è semplice ed immediata: basta avvalersi della funzione “Tocca a te”, un adesivo visibile sulle Storie che permette ad Instagram di crearne una identica in automatico e presentarla sul proprio profilo. Solitamente utilizzato per la creazione di catene social a tema nelle quali ogni utente può inserire in un trend una foto personale o ripubblicare immagini condivise da altri, questo strumento ha permesso ad un contenuto sulla guerra israelo-palestinese di divenire virale, contro all’algoritmo di Meta che da tempo penalizza ed oscura i post e le storie a tema Palestina o contenenti le parole "Gaza" ed "Hamas". 

La risposta delle celebrità e la paura della Digitine

Anche alcune celebrità si sono unite alla catena di sensibilizzazione, forse perché si trovano in linea con il messaggio condiviso o forse spaventate dalle possibili conseguenze che la Digitine – digital guillottine – minaccia da settimane nei loro confronti. Perché sì, da qualche tempo il movimento Blockout ha provocato a star e influencer non poche grane: la Gen Z ha infatti deciso di boicottare, attraverso il blocco social, tutte le figure di spicco che evitavano di esporsi sulla guerra in Palestina attraverso i loro canali. Così Kim Kardashian, Taylor Swift, Harry Styles, Oprah Winfrey e molti altri hanno perso milioni di followers

Come hanno risposto le celebrità a "All eyes on Rafah"? Il vestito a bandiera palestinese di Cate Blanchett a Cannes 

Alcuni segnali di solidarietà

Certo, alcuni noti volti del mondo dello spettacolo già avevano fatto sentire la loro voce, da Cate Blanchet con il suo abito a bandiera palestinese al red carpet del Festival di Cannes alla spilla “cessate il fuoco” che Nicola Coughlan indossa incessantemente a tutte le interviste per la nuova stagione di Bridgerton. Non si può negare, però, che questi gesti stanno vedendo un netto aumento rispetto ai mesi scorsi: da quelli più piccoli come l’uso di hasthag e immagini alle vere e proprie campagne per raccolte fondi e altre attività umanitarie. 

Le celebrità italiane si schierano per il cessate il fuoco a Rafah

Anche l’Italia ha conosciuto questa sollecitazione. Elodie ed Emma Marrone hanno ripostato la famosa immagine “All eyes on Rafah”. La cantante Gaia, invece, si è esposta maggiormente, condividendo un post sull’argomento, che recita: “Non riesco proprio a far finta di affrontare bene la mia vita quando so di essere un impostore, so che sto mangiando al tavolo degli oppressori e vengono uccisi bambini, donne, anziani, uomini e animali innocenti mentre noi scorriamo i telefoni per non stare fermi con le nostre emozioni”, nel quale è anche presente un link per una raccolta fondi. Questa esternazione è stata ricondivisa anche da due sue colleghe, Big Mama e Levante, che notoriamente si presentano come le voci degli oppressi, con il commento: “Dove siete? Alzate la voce!! Oppure se non siete in promo non vi interessa?”