Quanto vale il tuo lavoro?
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Ho sempre trattato economicamente il peso del mio lavoro. Soldi, non solo gratificazioni. È vero che le pacche sulle spalle sono utili, ma mi è capitato – come spesso avviene – di far carriera per finta, a volte, solo cambiando job title. Era davvero parte della trattativa: ti diamo la stessa cifra, ma qui sarai chiamata «senior». Utile in un mondo in cui il job title «manager» è presente nel 70 per cento dei profili su LinkedIn. È per questo che le aziende lo usano come parte della trattativa.
La fatica ha un prezzo
Ho imparato, crescendo professionalmente, che la mia fatica ha un prezzo, non solo un nome: più aumentano le mie responsabilità più ho la testa meno libera. Ovvio: lavoriamo tutti. Ma se devo aggiungere lavoro devo far sì che quel lavoro abbia un valore. E allora parliamone. In un articolo uscito sul New York Times dal titolo Why You Should Tell Your Co-Workers How Much Money You Make si dice che sì, chiedere «Quanto guadagni?» è una domanda molto personale (quanto fare domande su peso ed età), ma il punto è un altro. Quando ci viene chiesto, quello che molti di noi sentono veramente è questo: qual è il tuo valore come persona? In effetti parlare di soldi è sempre complicato, spesso è legato a sentimenti di vergogna o imbarazzo (sia che si parli di successo che di fallimento). Quindi, né job title né stipendio dovrebbero essere un metro per l’autostima.
I pesi sulla bilancia
Nel contesto lavorativo in cui ci troviamo retribuzione e job title sono gli aspetti fondamentali che catturano la nostra attenzione prima delle implicazioni future, la possibilità di crescere, il contesto che può essere internazionale o locale, la numerosità del team, ma anche il coinvolgimento nell'azienda e il senso di realizzazione personale, come pure l'equilibrio tra vita lavorativa e personale. Il motore economico della retribuzione è il fattore cruciale quando si valuta una posizione lavorativa, mentre il job title ha un ruolo nella percezione sociale di una carriera: director, manager, expert, leader, possono variare molto da un’organizzazione all’altra e non sempre riflettono accuratamente le responsabilità e l'influenza effettiva sul business di una persona. Quindi no, la valutazione del valore del lavoro non può prescindere né dalla retribuzione né dal proprio ruolo. Comunque si chiami.
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