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le cose al contrario Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Andiamo su Linkedin per corteggiare e su Tinder per trovare lavoro

Andiamo su Linkedin per corteggiare e su Tinder per trovare lavoro
(getty)
Molte persone hanno iniziato a usare app di incontri come Tinder o Bumble per contattare recruiter e trovare lavoro.
Ci sta, visto che la piattaforma dedicata al lavoro, Linkedin, viene spesso usata per agganciare (o molestare) candidate e professioniste. 
Ecco le storie
di Eugenia Nicolosi

Lo scorso gennaio un utente dell'allora Twitter – oggi “X” - ha pubblicato lo screenshot di una conversazione avuta su Bumble, una delle app di incontri di cui ogni tanto parliamo, per raccontare che mentre la gente comune usa Linkedin per trovare lavoro, lui lo ha trovato casualmente su un'app destinata a relazioni personali, non professionali. Il che ci starebbe anche, visto che molte persone (quasi tutti uomini) pensano che lo spazio di connessione professionale Linkedin sia utilizzabile come piattaforma per agganciare, corteggiare e perfino molestare candidate in cerca di lavoro (o professioniste affermate). Ma andiamo avanti.

"Le donne hanno bisogno di essere messe in condizione di realizzare i proprio sogni, i proprio desideri, comprese le proprie competenze", così Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale Istat, sottolinea l'importanza dell'empowerment femminile

Usare tinder come agenzia di recruting

Come si legge sul blog della piattaforma americana di recruiting Cornerstone, la scorsa primavera l'agenzia pubblicitaria Havas Worldwide di Chicago ha sviluppato un profilo Tinder per reclutare candidati e candidare in vista del suo programma di stage estivi. Se gli utenti intercettavano il profilo dell'agenzia, partiva nell'immediato una conversazione su capacità e interessi che poteva portare alla selezione.

E ora andiamo a est. In Cina, dove la disoccupazione giovanile è particolarmente elevata e dove LinkedIn non è disponibile dallo scorso agosto, molti giovani hanno iniziato a utilizzare l'altra nota app di incontri, Tinder, per trovare lavoro. (nb: in Cina si accede tramite una rete privata e protetta perché il Governo vieta questa specifica app). Per comprendere la portata del fenomeno, basti pensare che un post che dava consigli su come utilizzare Tinder per cercare lavoro è diventato virale sulla piattaforma social cinese Xiaohongshu (in Cina è proibito anche Facebook).

Il post suggerisce ad esempio, di fare "match" con persone che lavorano nel settore a cui si è interessati/e. E fin qui ci potevamo arrivare anche noi. Ma evidentemente serviva dirlo. Tuttavia, la tendenza di cercare – e trovare – lavoro sulle app di incontri non si limita alla Cina.

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i profili falsi delle aziende che offrono lavoro

Una ventiduenne laureata in moda e design a Pechino ha raccontato alla rivista Sixth Tone di aver fatto domanda per più di 30 posizioni vacanti usando canali convenzionali, scrivendo inutilmente mail e applicando tramite le pagine dedicate nei vari siti web. Poi ha iniziato a scattarsi selfie e a pubblicarli su Tinder con messaggi che dicevano: "Qualcuno è a corto di personale? Io sto cercando lavoro. Assumetemi". Una laureata dell'Università di Pechino ha detto alla stessa rivista che Tinder le è stata utile dal punto di vista professionale, perché il tizio con cui è uscita le ha dato consigli su come assicurarsi uno stage per l'azienda per cui lavorava lui. E altre persone hanno detto di aver utilizzato l'app esclusivamente per cercare opportunità di lavoro.

Nel mondo occidentale sono sempre di più le persone che utilizzano app di appuntamenti per allargare la propria cerchia di contatti professionali. E non è una pratica del tutto nuova, semmai è esplosa di recente, per via delle oggettive difficoltà di trovare lavoro e, secondo il Wall Street Journal,  soprattutto dopo la pandemia.

Ma le aziende dall'altra parte non sono all'oscuro di queste dinamiche. Nel 2017 Bumble ha lanciato l'estensione “Bizz” (da “Business”) per soddisfare le esigenze degli utenti interessati principalmente alla sfera professionale più che agli appuntamenti.

Tinder non un’eccezione quando si tratta di lavoro, infatti la stragrande maggioranza delle aziende utilizza già i social media per trovare talenti o per controllare i dipendenti. Secondo l'agenzia per il lavoro Staff.com il 92% delle aziende cerca i nuovi dipendenti tramite i social media, li “spia”, diciamo. Secondo i dati infatti i social sono uno strumento utile anche a chi il lavoro lo cerca: tra i/le dipendenti che guadagnano più di 75mila dollari l'anno, il 24 per cento usa Facebook per valutare la cultura aziendale, il 21 per cento usa Twitter, il 13 per cento Pinterest, il 12 per cento Snapchat e il 10 per cento Instagram.

la storia del fake "donald searching"

L'agenzia creativa Mother di New York si è spinta un po' oltre qualche mese fa, quando ha creato il finto profilo LinkedIn di un dirigente di nome Donald Searching, finto ovviamente anche lui. Un personaggio dall'aspetto inquietante che praticamente trollava le bacheche LinkedIn di studenti e studentesse di varie università. L'account fake scriveva commenti o inviava messaggi abbastanza molesti con lo scopo di spingere i malcapitati a visitare il profilo di “Donald Searching”. Chi lo faceva, beccava un video dal titolo "al lavoro" che offriva posti di lavoro in agenzia.

E dall'altro lato? Gli utenti che cercano lavoro non usano le app solo per incontrare recruiter e possibili superiori ma sfruttano le app dei social anche per scambiarsi consigli e creare un canale “vetrina” L'hashtag #careertok ha oltre 1,9 miliardi di visualizzazioni su TikTok e presenta video di creator che condividono suggerimenti per superare colloqui o su come fare rete. Non per nulla l'app ha lanciato il programma pilota TikTok Resumes (ormai già nel 2021 ma è ancora "pilota"), collaborando con una serie di aziende e incoraggiando gli utenti a mostrare le proprie capacità ed esperienze sotto forma di video su TikTok.

Benevolenza? Altruismo? Niente affatto: ai social interessa solo che gli utenti restino dentro il maggior tempo possibile e scambiare il tempo medio di interazione con altre aziende che programmino quindi la pubblicità, sostenendo econommicamente la piattaforma social stessa. Ma al netto di questo, che andava sottolineato, è da notare come sia sempre più importante l'aspetto del networking, più forse delle competenze vere e proprie, quando si cerca lavoro.