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Come si fa a fare il capo?

Come si fa a fare il capo?
Non è vero che essere bravi e brave basta. Non è con la sola competenza che si fa carriera. Queste sono alcune delle cose che ho imparato lavorando. Per un po’ le ho trovate dolorose, poi ho capito che dovevo raccontare di più il mio lavoro e, insieme, i risultati attesi e quelli raggiunti.
di Domitilla Ferrari

Io non ho una bacchetta magica, vorrei averla, ma non ce l’ho ancora. So che serve lavorare con costanza – e insistendo – su condivisione e buon esempio, il miglior modo per ispirare le persone.

Se vuoi che il tuo team sia propositivo, devi esserlo anche tu.
Questo discorso vale per tutto, dappertutto: è come la questione dei bambini che non mangiano le verdure perché di solito a tavola nessun altro le mangia.
E, per non far annoiare nessuno, è utile aiutare chi lavora con te a cambiare punti di vista, desideri e idee, quando non devi cambiarli tu. Ma soprattutto serve coltivare la curiosità. E circondarsi di chi lo fa.

 

CONDIVIDERE

Un tempo c’era il capo, solo il capo. Gerarchicamente in cima. Poi sono arrivati i director, gli executive, i manager: a tutti e tutte è richiesto di essere team leader. Non è  vero – come dico sempre – che si diventa pessimi capi se abbiamo avuto solo brutti esempi. Da quelli si impara a non esserlo, se si vuole. Non basta resistere, conta anche imparare a dare il meglio di sé. Migliorare le proprie capacità. Come? Facendo di più. Non solo nel proprio lavoro: essere una guida, un buon capo, è un altro mestiere.

Il primo passo è condividere. Abituati come siamo a condividere ogni cosa, possibile che sia ancora così difficile condividere anche l’andamento dei progetti su cui stiamo lavorando? Dicevamo che il mondo è cambiato e sta ancora cambiando, ma siamo abituati a fare quello che va fatto. In quei tempi lì. Senza far troppe domande. Però, così non va più bene.

Alla fine: la leadership non ha nulla a che fare col ruolo che si ricopre. La gente non ti ascolta solo perché sei il capo e deve ascoltarti. Ma per fortuna tutto si impara.

Io ho imparato che non basta raccontare un progetto: le persone vanno coinvolte di più. Più che si può, soprattutto all’inizio. Come i risultati che non parlano da soli, ma vanno messi in ordine, in breve, e mostrati. In riunioni convocate apposta. Anche quando nessuno vorrebbe farle, quelle riunioni. Fare il capo è faticoso, certo.
L’esempio, poi l’iniziativa. E alla base, ovviamente, la competenza.

Essere un buon capo richiede pratica, adattamento e continua crescita.

E poi costruisci relazioni positive.