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Aggiornato il: 1 minuti di lettura

Come fare bella figura a un colloquio di lavoro

Come fare bella figura a un colloquio di lavoro
(getty images)
Perché mentire? Giudichiamo gli altri dalle apparenze. Dall’impressione - non solo la prima - che ci fanno. E noi ci giudichiamo con lo stesso metro di paragone.
Ok: il valore che si dà all’apparenza non è un vero valore. Ma anche se oggi so che verrò valutata sulla base dei fatti e non su come mi presento, so che la prima impressione è quella più difficile da scardinare. Oggi parliamo di come fare una prima buona impressione al colloquio di lavoro.
E di me mi piace dare l’impressione che più mi rappresenta. E a te?

Partiamo da qui.
di Domitilla Ferrari

Quando - ospite di Ti faremo sapere - Elisa Motterle ha iniziato raccontando cose realmente accadute durante un colloquio (dal letto disfatto nello sfondo durante un colloquio da remoto, al farsi accompagnare nell'azienda dalla mamma) quasi non ci volevo credere. Poi me ne hanno raccontate anche di peggiori. 

Dopo aver inviato il cv se tutto va bene/ovvero siamo la persona giusta per quel ruolo in quel momento… facciamo un colloquio, o più di uno. 

 

 

Come ci si prepara? Con l’esperienza. 

E se non ce l’hai? 

Sono dell’idea che ogni colloquio sia un'opportunità per imparare a farne di migliori.

 

Per capire come affrontare il primo colloquio - e tutti gli altri - ho appunto chiesto aiuto a Elisa Motterle, autrice del libro Bon Ton Pop (Harper e Collins) che mi ha spiegato anche che: «Serve ricordarsi che la prima impressione non inizia quando ci si siede al colloquio, e neppure nella hall dell'aziedna, ma nel parcheggio o alla fermata del tram: sempre avere un atteggiamento composto e rispettoso, sempre». 
 

Ecco un riassunto delle cose che ho imparato chiacchierando con lei: 
1. Attenzione al livello di formalità. Prima di dare del tu aspettiamo che sia chi ci sta intervistando a suggerircelo perché l'eccesso di confidenza non è mai benvisto, quindi partire sempre da un livello di formalità più alto.

2. Arrivare in ritardo è un brutto segno. Prepariamoci al colloquio anche studiando il tragitto. 

3. È brutto anche non fare domande. Ma mai farne troppe. È vero: bisogna dimostrarsi interessati, stare attenti, ma con attenzione al momento: mai scalzare chi ci intervista dal suo ruolo. È giusto chiedere informazioni sull'aspetto economico della posizione, ma solo se la trattativa è già iniziata, non nel momento conoscitivo.
4. Serve essersi preparati sull'azienda e su quanto stanno cercando ma anche prepararsi per le risposte alle domande più… comuni a iniziare da: “Parlami di te”.
5. Sarò nervosa anche al prossimo colloquio che farò. E ne ho fatti tanti. Tantovale non tentare di mascherare malamente il mio disagio. Ci sono un po' di tecniche utili. Respirare, tenere le mani in vista sul tavolo che fa una grande differenza nella percezione che gli altri hanno di noi, come accettare acqua e caffè.

6. Allenarsi è utile. Mai smettere di far colloqui nella vita.

 

 

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