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GEN Z Aggiornato il: 3 minuti di lettura

I ventenni non fanno sesso e non vogliono vederlo in Tv (a quanto pare)

Una scena del film Fidanzata in affitto
Una scena del film "Fidanzata in affitto"  (netflix)
La generazione dei ventenni viene passata al setaccio da studi e ricerche: stavolta tocca al loro rapporto col sesso (e con i programmi che guardano)
di Eugenia Nicolosi

I ventenni non fanno sesso e non vogliono vederlo in Tv o almeno incrociando alcuni studi recenti è quello che sembra. Il primo degli studi indaga il benessere mentale della Gen Z, il secondo la loro attività davanti allo schermo e le loro preferenze rispetto a serie tv e film.

La scrittrice Lidia Ravera e il perdurare del desiderio: dobbiamo iniziare a percepirci come soggetti che scelgono e non oggetti che vengono scelti

ventenni e sesso (in via d'estinzione)

Ma andiamo con ordine: uno studio condotto a Bloomington, nello stato dell'Indiana, evidenzia un calo dell’attività sessuale tra le persone nate tra il 1997 e il 2012,  ovvero la Generazione Z.  L'Istituto Beck ci riporta che è stato il dottor Lehmiller a rilevare tramite un sondaggio che coinvolgeva duemila persone tra i 18 e i 44 anni (condotto nel 2021 dal Kinsey Institute e Lovehoney), i ventenni praticassero sesso con una frequenza inferiore rispetto a chi aveva tra i 30 e 40 anni. Tale studio ha posto in evidenza, inoltre, come questi soggetti appartenenti alla Generazione Z riportassero livelli di stress e ansia più elevati. Infatti l'Istituto parla di “associazione bidirezionale”: se è vero che il malessere emotivo incide negativamente sulla dimensione della sessualità, è altrettanto vero che praticare meno sesso può aumentare i livelli di malessere psicologico nelle persone. Da una ricerca pubblicata nel 2018, sempre l'Istituto denuncia che è emerso che chi indicava di aver praticato sesso il giorno precedente registrava il giorno successivo un miglioramento del tono dell’umore. Inoltre, l’effetto benefico era riscontrabile anche rispetto all’efficienza manifestata nel contesto lavorativo.

Secondo Lehmiller la scomparsa dell’attività sessuale tra i ventenni peggiorerebbe la capacità di gestione dello stress: la sessualità infatti è una dimensione fondamentale nella vita di un essere umano perché consente non solo di migliorare il tono dell’umore ma anche di sentirsi profondamente connessi all’altro, per questo motivo nei casi in cui non sia possibile praticare attività sessuale, è importante trovare altri modi per appagare il naturale bisogno di sentirsi profondamente in contatto con gli altri.

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Uno studio del 2021 condotto dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha riferito che il 30 per cento degli adolescenti ha detto di aver fatto sesso almeno una volta prima, rispetto al 38 per cento dei coetanei nel 2019 e oltre il 50 per cento dei coetaneri nei decenni precedenti. Si è trattato del calo più grande mai registrato dall’indagine, che ha intervistato oltre 17mila studenti ed è stata condotta ogni due anni dal 1990.

E il General Social Survey dell’Università di Chicago, che da decenni monitora i cambiamenti nelle tendenze comportamentali degli americani, ha scoperto nel 2021 che tre maschi su dieci della generazione Z di età compresa tra i 18 e i 25 anni hanno riferito di non aver fatto sesso l’anno precedente (contro una ragazza su quattro della generazione). Uno studio dell’Università della California ha rilevato che anche la percentuale di giovani adulti che hanno riferito di avere due o più partner sessuali è diminuita, dal 23 per cento nel 2011 al 10 per cento nel 2021.

In una nota degli autori, due coautori della generazione Z dello studio, Stephanie Rivas-Lara e Hiral Kotecha, hanno descritto come l'isolamento della pandemia di Covid sia stato centrale nella scelta di dare priorità all'amicizia e hanno citato studi clinici circa l’epidemia di solitudine: i giovani di oggi hanno il doppio delle probabilità di sentirsi soli rispetto agli over 65.

i ventenni che vogliono vedere meno sesso nei film

Meno sesso e più amicizia: questo è il verdetto della generazione Z sulle loro preferenze per i media secondo un studio del Center for Scholars and Storytellers (CSS) dell'UCLA . Secondo il rapporto annuale Teens & Screens del centro i ventenni di oggi vogliono meno sesso e traumi e più trame che riflettano "vite come la loro", vale a dire più relazioni platoniche e meno focus sul romanticismo. Il centro, con sede nel dipartimento di psicologia dell'UCLA, Unievrsità della California, ha scoperto che la maggior parte dei ventenni intervistati (51,5%) desidera vedere più contenuti incentrati su amicizie e relazioni platoniche, piuttosto che romantiche. Una quasi maggioranza (47,5%) ha affermato che il sesso non era necessario per la trama nella maggior parte dei programmi TV e dei film, mentre il 44,3% ritiene che il romanticismo sia abusato. Quasi il 39% desiderava vedere sullo schermo personaggi più aromatici o asessuali.

La gen z ha anche espresso insoddisfazione per diversi luoghi comuni, come l'aspettativa che in una relazione amicale tra maschio e femmina alla fine i due si innamorassero. A volte le persone possono essere semplicemente amiche tra loro (ma Hollywood non lo sa ancora forse).

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È evidente che i giovani soffrano di un'epidemia di solitudine e cercano nuovi modelli nei prodotti di consumo. Mentre alcuni narratori usano il sesso e il romanticismo come scorciatoia per connettere i personaggi, è importante che Hollywood riconosca che le nuove generazioni vogliono storie che riflettano l’intero spettro delle relazioni e magari un ritorno della sana vecchia commedia. Qualcosa che negli anni Novanta esisteva - e con cui i millennial sono cresciuti - e che loro non conoscono.

Invece cosa conoscono? Abbiamo già detto che i giovani guardano ai media come a un “terzo luogo” in cui connettersi e provare un senso di appartenenza: e con titoli spaventosi sul cambiamento climatico, le pandemie e la destabilizzazione globale, è logico che chiedano a gran voce di parlare di cose che conoscono e vivono, come l'amicizia.

Infatti disapprovano in modo schiacciante i contenuti che mettono al centro la ricchezza e fama, con solo il 10,5 per cento degli intervistati che li elenca come loro preferenza. Anche il 56 per cento dei ventenni preferisce i contenuti originali rispetto a franchise, remake o adattamenti. Tra gli argomenti che la generazione Z vuole vedere, le preferenze principali sono verso contenuti di speranza, con protagoniste persone che hanno vite "più simili alla loro", il che, secondo quanto pare, significa meno romanticismo e più relazioni sane d'amicizia.