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Aggiornato il: 4 minuti di lettura

Il sesso è virtuale e si fa nel metaverso: i come (e i perché) di una rivoluzione

Il sesso è virtuale e si fa nel metaverso: i come (e i perché) di una rivoluzione
Il sesso sarà sempre più virtuale: entro circa 10 anni la tecnologia si sostituirà alle app di incontri e ai siti porno esattamente come app di incontri e siti porno hanno fatto con i giornaletti e i cinema.
di Eugenia Nicolosi

Da una parte la ricerca promossa dalla Società Italiana di Andrologia (SIA) rivela che un uomo su tre fa solo sesso virtuale, dall'altra parte esperte del tech rivelano che il "sesso nel metaverso" (nei mondi virtuali) sostituirà le app di incontri e i siti porno nell'arco di meno di dieci anni. E sono 400 milioni le persone attualmente attive nel metaverso. Chiaramente gli autori di Black Mirror avevano predetto anche questo (con l'episodio Striking Vipers). Ma andiamo avanti senza spoiler.

Video - La realtà virtuale per persone disabili, una meraviglia!

"Love, sex, american express"

Era il 2006 quandfo Noah Gurza, uno dei fondatori di CampusKiss.com, la più grande comunità di incontri online del Canada per studenti universitari, ha pubblicato i risultati di un sondaggio sul sesso virtuale. Avevano risposto 2.684 studenti provenienti da più di 150 università e college canadesi e già allora l'87 per cento dichiarava di fare sesso virtuale, ma la domanda chiave è "perché". Il sesso online è prima di tutto un'opzione nuova per un atto antico quanto l'umanità perché si è dimostrato utile per le persone che non hanno il coraggio di parlare al proprio partner di cosa li eccita, oppure solleva le persone pigre dall'obbligo di uscire, lo si pratica nella privacy di casa propria, spesso è gratuito (o almeno più economico di quanto non costerebbe rivolgersi a una/un sex worker) e lo si può fare ovunque, sempre. 

Infatti anche gli italiani - maschi - preferiscono fare sesso virtuale. Soprattutto quelli della Gen Z. Come anticipato, il dato emerge dall'indagine promossa dalla Società Italiana di Andrologia e condotta dall'Università IULM di Milano che ha visto coinvolti anche l'Esercito Italiano e la Croce Rossa. I risultati mostrano che il rapporto della Generazione Z con il sesso è complicato e contraddittorio: la loro sessualità pare essere sempre più sganciata dalla componente relazionale e riproduttiva e vira verso il sesso solo virtuale per un ragazzo su tre.

Una scena di Striking Vipers, episodio della sesta stagione di Black Mirror
Una scena di Striking Vipers, episodio della sesta stagione di Black Mirror 

Intanto: cosa si intende per sesso virtuale?

Il sesso virtuale è solitamente il momento in cui due o più persone interagiscono attraverso un dispositivo di comunicazione (ad esempio smartphone, tablet o computer) in modo sessualmente esplicito. È stato per lo più definito come "interattivo", nel senso che di solito è coinvolta almeno una seconda persona, anche se alcune persone considerano le attività sessuali solitarie come sesso virtuale. Può includere lo scambio di messaggi espliciti, comprensivi di foto e/o video, la stimolazione con l'uso di biancheria intima o sex toys controllati a distanza e perfino esperienze sessuali da fare attraverso il proprio avatar.

La sessualità mediata dai social e da Internet

Il grande assente è il contatto fisico, almeno per quell'11 per cento dei giovani che dichiara di utilizzare quasi esclusivamente il mondo online per trovare partner sessuali e per quel 30 per cento che utilizza chat erotiche e siti pornografici quotidianamente.

Joaquin Phoenix in Her di Spike Jonze
Joaquin Phoenix in "Her" di Spike Jonze 

E qui è il turno di Sam Hall, amministratore delegato di Mixed Reality Rooms (società di sviluppo software) che in quanto esperto di realtà virtuale ritiene che il sesso virtuale andrà presto a sostiture i siti porno e le app di incontri. In una intervista rilasciata al Daily Mail parla chiaramente di come anche se oggi molte persone trovano la prospettiva di fare sesso nel metaverso scoraggiante, "presto si appoggeranno alla comodità proprio come hanno fatto con le app di appuntamenti". Tra circa 10 anni persone di ogni ceto sociale indosseranno visori VR (per la realtà virtuale) per evitare di muoversi da casa o i rischi associati al praticare il sesso di persona (se non protetto, se con estranei, in città che non si conoscono e via dicendo). Insomma il sesso virtuale sostituirà il sesso all'antica, diciamo. Anche perché come ogni altra tecnologica, anche i visori VR con il tempo saranno sempre meno costosi quindi sempre più accessibili, eliminando gradualmente le app e i siti pornografici proprio come questi ultimi due hanno fatto con i giornaletti e i cinema porno.  Le esperienze sessuali virtuali saranno sempre più coinvolgenti con immagini riprodotte eccezionalmente bene e, se pensiamo che verranno combinate con la tecnologia tattile o agli odori, l'esperienza sarà abbastanza vicina a quella reale. La realtà virtuale multisensoriale, che utilizza la tecnologia per creare esperienze immersive che coinvolgono vista, udito, tatto, olfatto e gusto, renderà il sesso nel metaverso “la norma”, secondo Sam Hall. "Possiamo aspettarci che la realtà virtuale multisensoriale vedrà il sesso nel metaverso diventare la norma per la maggior parte delle persone nelle aree tecnologicamente avanzate del mondo", dice. "Credo che il futuro del sesso nel metaverso sarà un mix di visori VR combinati con sex toys che possono essere collegati utilizzando la tecnologia già esistente, come il Bluetooth, per contribuire a creare un'esperienza estremamente coinvolgente." Anche se oggi "annusare" qualcosa in un mondo virtuale al momento sembra fantascienza, nel 2022 alcuni ricercatori svedesi hanno sviluppato un dispositivo che invia aromi al naso mentre si gioca ai videogiochi nella realtà virtuale. Per dire.

Joaquin Phoenix in Her di Spike Jonze
Joaquin Phoenix in "Her" di Spike Jonze 

farlo spesso, farlo ovunque, farlo con fantasia

Il metaverso come opzione paradossalmente porterà le persone fuori dalle loro case quando si tratta di sesso, consentendo loro di incontrarsi in diversi luoghi - ovviamente simulati, virtuali - come la cima della Tour Eiffel o la cascata del Niagara. E oltre alla mobilità virtuale ottenuta senza muoversi dal divano, il metaverso consentirà alle persone di vivere tutte le loro fantasie sessuali senza viverle realmente, cioè restando sempre in uno spazio sicuro. La tecnologia potrebbe portarci a una rivoluzione sessuale mentre il confine tra mondo virtuale e mondo reale resta tracciato sulla sabbia.

sesso virtuale e consenso

Abbiamo visto di recente che nel Metaverso - dove si può comprare casa ma anche giocare o lavorare e andar per concerti - si è verificato un caso di abuso sessuale ai danni di una sedicenne inglese. La giovane ha denunciato alla polizia locale l'aggressione subita da un gruppo di avatar: cosa succederà adesso? La legislazione inglese, come del resto quella italiana, non ha ancora definito i contorni di un reato penale che si consuma in un luogo virtuale ma chi lavora con le nuove tecnologie sostiene che questo non sia né il primo né, sarà purtroppo l'ultimo caso di molestia nei mondi del metaverso.

In questo quadro, non può non sollevare preoccupazioni anche la questione del deep fake o quella del consenso rispetto all'uitilizzo delle immagini delle persone o le loro versioni virtuali (appunto deep fake). Guardando le app dei social media, la tecnologia deep fake è stata utilizzata per esempio per creare meme, un esempio di un genere popolare di deep fake. Ma ci sono esempi ancora più selvaggi, incluso il porno. Con solo piccoli campioni di voce e immagini è possibile creare qualsiasi scenario mettendo al centro qualcuno che non ne ha la minima idea. Le persone sono già state sorprese a usare il deep fake per creare porno per il loro uso e consumo nonostante il danno che arreca alle vittime.