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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Il porno è (anche) roba da donne: i film femministi e le fantasie più cercate

a destra la regista Shine Louise Houston di Pink and White Productions
a destra la regista Shine Louise Houston di Pink and White Productions  (ethical porn)
di Eugenia Nicolosi

Partiamo da un dato: le donne guardano video porno e, come confermano le analisi del traffico diffuse dai siti di pornografia online e studi statistici, iniziano anche presto. Il 57 per cento delle ragazze di età compresa tra 14 e 18 anni guarda video porno e il 60,2 per cento delle donne adulte guarda video porno. Ok, ma che tipo di porno? Qualsiasi. Sebbene sia parzialmente vero quanto denuncia la giornalista LillI Gruber nel suo libro Non farti fottere, ovvero che la pornografia modella la sessualità diffondendo stereotipi e modalità maschiliste e oggettificanti per le donne, è anche vero cha da oltre trent'anni esiste il porno femminista.

Le donne e la pornografia: video intervista a Luciana Littizzetto

what's porno femminista? niente di quello che sembra

Un esempio di pornografia femminista è di certo la produzione di Erika Lust: regista, sceneggiatrice e produttrice svedese che crede fermamente nel fatto che un processo di produzione etico distingua film femministi dal resto. I film di Erika Lust sono caratterizzati dalla scelta delle inquadrature e dalla sceneggiatura: il messaggio che veicolano è erotico ma anche educativo perché aiutano le persone a comprendere la propria sessualità (e a viverla più liberamente). Ne parla approfonditamente nel suo libro Good Porn dove elenca i miti comuni associati al porno pensato da uomini, tra cui: "gli uomini sono costantemente eccitati e pronti", "tutte le donne amano praticare sesso orale e lo fanno sorridendo", "le lesbiche sono tutte alte, magre, bionde e pronte a cambiare orientamento sessuale quando entra un maschio nella stanza". 

Ecco, in pochissime parole, in cosa consiste la pornografia femminista (che tutti e tutte possono guardare): è un genere di film che sceglie di promuovere l'uguaglianza di genere ritraendo più varietà e meno luoghi comuni e soprattutto dando spazio alle reali fantasie sessuali delle donne e delle persone Lgbt+, non le fantasie sessuali che i maschi etero pensano che donne e persone Lgbt+ abbiano. 

La regista e produttrice di porno femminista Erika Lust
La regista e produttrice di porno femminista Erika Lust  (erika lust)

Sì: le femministe discutono e hanno discusso della pornografia fin dagli anni Sessanta. Negli anni Ottanta, periodo in cui ha avuto origine il porno femminista, il dibattito è diventato più feroce perché da una parte molte femministe della terza ondata si sono aperte alla libertà, credendo che l'uguaglianza di genere passi anche - stiamo riassumendo - dal diritto alla pornografia. Le femministe legate all'ondata precedente, invece, credono che non possa esistere una vera libertà delle donne fintanto che esistano spazi in cui vengono oggettificate sessualmente. Quindi, insomma, parlare di pornografia femminista sarebbe un ossimoro. Ma l’idea stessa che lavorare nel porno (o che i film porno) non incontri il gusto delle donne è alimentare uno stereotipo e discriminare il genere, no? 

Negli anni Settanta si è iniziato a parlare della possibilità di realizzare film definibili come "pornografici" che fossero anche femministi. Alcune femministe, in seguito conosciute come femministe sex-positive, sostenevano che lo fosse. Due delle prime femministe a crederci sono state Deb Friedman e Lois Yankowski (membri della Feminist Alliance Against Rape) che nel 1976 teorizzarono una "pornografia femminista", cioè un'erotica non sessista secondo alcune linee guida per determinare quali forme di sesso esplicito dovrebbero essere rappresentate come alternative alle fantasie maschili di violenza.

Tra le teoriche contemporanee a favore della pornografia femminista - che ormai esiste, esistono pure gli Oscar del porno femminista - c'è l'autrice, giornalista, editorialista e regista Tristan Taormino. Nel suo The Feminist Porn Book ha scritto che "la pornografia femminista è uno strumento per l'uguaglianza di genere e la giustizia sociale" perché - oltre alla divulgazione di contenuti non stereotipati - è un prodotto che viene sviluppato in modo etico, in cui gli artisti e le artiste ricevono uno compenso equo e in cui viene privilegiata la cultura del consenso. Oltre, naturalmente, all'abbandono dei cliché tradizionali e stereotipati frutto dello sguardo maschile pur rispettando l'espressione del sesso più rude che ad alcune donne piace.

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cosa piace alle donne e cosa privilegia il porno femminista?

Ciò che distingue il porno femminista dal porno mainstream sono solo le "intenzioni"? Non esattamente. La pornografia tradizionale è realizzata per il consumo di massa, il profitto e l'eccitazione delle persone. Anche la pornografia femminista è realizzata per eccitare il pubblico e per il profitto, ma anche per creare contenuti che sfidano gli standard tradizionali, come la bellezza e i ruoli di genere. Un modo per spiegare al volo la differenza è distinguere l'oggettivazione sessuale e l'azione sessuale. La pornografia femminista si concentra sulla promozione dell'azione sessuale. Ed ecco perché alle donne piace guardare le altre donne. Secondo un sondaggio di Pornhub la categoria Lesbian è la preferita tra le donne, seguita dai prodotti con protagonisti Gay.  La donne prediligono anche scenari con più partner, cercano quindi il termine sesso a tre e gangbang. Ma non solo: le donne trascorrono più tempo sui siti perché si interessano alla trama, nel senso che l'eccitazione per molte utenti inizia dall'intrigo tra i protagonisti.

La pornografia femminista può essere utilizzata eccome come una risorsa per educare le persone - gli uomini etero - su come "funziona" la sessualità femminile, su cosa piace davvero e su cosa invece gli uomini credono che alle donne piace ma invece no.