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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Essere multitasking è una trappola (che ingabbia soprattutto le donne)

multitasking mamma famiglia lavoro donna
multitasking mamma famiglia lavoro donna  (getty images)
In una società in cui tutto scorre molto velocemente, non c’è tempo e pazienza per fare le cose una alla volta. Ciò vale nel lavoro, ma anche nella vita privata. Saper fare più cose in contemporanea è una qualità che non si può non avere, soprattutto quando sei donna, anche se non fa bene alla salute.
di Chiara Ugolini

Lavori, ma nel frattempo rispondi ai messaggi per l’organizzazione della serata. Ti fai anche un panino e intanto prendi appunti di quello che devi ancora fare entro la fine della giornata lavorativa. Ormai il multitasking è considerata una competenza che non puoi non avere. Ma, secondo una ricerca riportata dal Wall Street Journal, solo il 2,5% della popolazione è un “supertasker”, cioè ha realmente queste capacità di fare (bene) più cose contemporaneamente. Quindi tutti gli altri? Forse dovremmo accettare che se ci riesce bene ogni tanto fare più cose contemporaneamente non è solo per merito nostro, ma è anche fortuna.

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Cosa significa essere multitasking

Spesso è descritta come una qualità e consiste nella capacità di portare a termine più compiti contemporaneamente o dedicarsi a più cose nello stesso momento. Si tratta di un'abitudine che abbiamo assunto col tempo ed è spesso strettamente collegata all'abuso di smartphone e altri dispositivi tecnologici: chi non ha mai risposto a una mail o a un messaggio mentre era a cena con qualcun altro? Secondo Shelley Carson, psicologa e autrice di Your Creative Brain, infatti, "quello che spesso chiamiamo multitasking è in realtà dipendenza da Internet". In una società in cui tutto scorre molto velocemente, poi, non c’è tempo di fare le cose una alla volta, non si ha più pazienza per aspettare e le pretese sono sempre più alte. Ciò vale nel lavoro, in cui sono gli stessi datori di lavoro che affidano più compiti contemporaneamente e non accettano un no come risposta, ma anche nella vita privata in cui tendiamo a incastrare al millesimo di secondo aperitivi, appuntamenti, chiamate, cene e gite fuori porta.

No, il multitasking non è sano

Il multitasking è un’abitudine rischiosa. Secondo una ricerca dell’Università del Sussex, che ha studiato il cervello di 75 persone multitasker, ha rilevato che l’area della corteccia anteriore, quella che elabora le emozioni, era più spessa del normale. Infatti, queste persone si definivano ansiose e stressate. Anche uno studio dell’University of London ha calcolato che fare più cose contemporaneamente alla lunga riduce il quoziente intellettivo di 15 punti. Ma dopotutto come potrebbe essere diversamente? “Fare più cose contemporaneamente significa non essere mai concentrati su quello che si sta facendo in quel momento, perché si tende a pensare sempre a quello che si dovrà fare dopo”, racconta a fem Carla (nome di fantasia) psicologa e psicoterapeuta che lavora in uno studio privato di Milano.

Le donne non sono multitasking, ma devono esserlo

Se oggi essere in grado di fare più cose contemporaneamente è diventata una priorità di tutti, donne e uomini, un tempo era una caratteristica che si associava in particolare al genere femminile. Ancora vivo, invece, è lo stereotipo che mentre gli uomini diventano multitasker, le donne sono nate in questo modo. Di conseguenza, non esiste l’opzione che il genere femminile non abbia questa capacità e la pressione che ragazze e donne sentono a riguardo è enorme. La categoria multitasker per eccellenza poi sono le donne con figli, che magari devono gestire in contemporanea un lavoro a tempo pieno, la cura dei figli e l'organizzazione della casa. “Nonostante la presenza di un marito o un compagno, in molti nuclei familiari la maggior parte dei compiti relativi a casa e prole continuano a pesare ingiustamente solo sulle spalle delle donne - spiega la dottoressa -. L’energia spesa per riuscire a fare tutto è tanta e ciò comporta vivere e affrontare ogni cosa, lavoro e famiglia, con tanta stanchezza e poca lucidità”. In verità, come confermato da un'indagine riportata dall'Harvard Business Review, uomini e donne dal punto di vista cognitivo sono del tutto simili su questo fronte: cioè, nessuno dei due è innatamente multitasking.

multitasking robot
multitasking robot  (getty images)

Lo dice la scienza

Il nostro cervello, spiegano più ricercatori, è programmato per fare una sola cosa alla volta: se esageriamo siamo meno creativi e inclini agli errori, produciamo risultati modesti e imprecisi. A confermarlo anche Alan Castel, professore di psicologia dell'Ucla: "In un mondo di computer e iPhone, è raro che siamo completamente concentrati".

Anche se la capacità di svolgere più compiti sul lavoro è spesso elogiata, uno studio sul Journal of experimental psychology: human perception and performance, dice il contrario. Secondo gli autori, infatti, col multitasking una persona è in realtà meno efficiente perché ci vuole più tempo per cambiare marcia mentale ogni volta che si passa da un'attività all'altra. Questo perché il multitasking impone alla mente un lavoro extra che può essere concesso solo in pochi casi e che può farlo bene solo per un tempo limitato.In più, se il cervello si abitua a ragionare così, finisce per scegliere sempre questo modo di pensare a discapito di quello più riflessivo che fa percepire la qualità delle esperienze. Il risultato? Abbiamo l’impressione di aver vissuto di meno e di non aver goduto a pieno della giornata.

Come uscire dalla trappola del multitasking

Evitare di essere troppo multitasking è possibile. Si potrebbe iniziare tenendo lontano il telefono o spegnendo le notifiche se si sta lavorando a qualcosa di importante. Oppure scrivere il da farsi in un elenco da rispettare o programmare dei brevi riposi dopo momenti di grande concentrazione. In più è importante, ogni tanto, saper dire di no. Non succede nulla.