Perdonare Tiziano Ferro per il suo divorzio
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L'annuncio del divorzio del cantante Tiziano Ferro dal marito, Victor Allen, ha scatenato l'omofobia di moltissime persone che a quanto pare non gradiscono che le coppie gay si separarino. E non certo per affetto verso i due.
tiziano ferro divorzia (e non lo perdoniamo)
I commenti, oggettivamente orrendi, sono il frutto del ragionamento secondo cui “devi dire grazie che ti abbiamo dato il permesso di sposarti”. E che quindi nascono dal privilegio di potere decisionale sulla vita (sessuale, romantica e privata) che le persone etero credono di avere sulle persone non etero. E questo al netto dei figli: i bambini di Ferro sono stati pubblicamente definiti “capricci”, atto di “egoismo” e “su ordinazione”.
Perché appunto: milioni e milioni di coppie etero hanno avuto figli senza essere adeguati alla genitorialità. Milioni di coppie etero hanno avuto figli che probabilmente non desideravano solo per accontentare le aspettative sociali e della famiglia ma va bene. Milioni di coppie etero, nella storia, hanno fatto ricorso a gestazione per altri (sì esatto: non lo vengono a dire a noi se ingaggiano una parente stretta per portare avanti la gravidanza) o all'adozione ma va bene. Sono etero. Una coppia gay invece non può adottare, desiderare di diventare genitori, fare i genitori. Peraltro in un Paese, gli Stati Uniti, in cui è perfettamente legale.
La sostanza è che la pancia ormai non troppo nascosta del Paese aggredisce Tiziano Ferro perché è gay. Quindi tecnicamente non avrebbe diritti, lo dice chiaro e tondo. Quindi dopo la gentile concessione dell'unione civile, il minimo che può fare è non divorziare.
love is love per tutte e tutti
Ma la distorsione dell'idea che le persone hanno dell'amore lgbt+ (come fosse diverso da quello etero) è iniziata con Love is Love. Uno slogan che non poche persone hanno visto già come problematico e fuorviante quando è stato diffuso. Ma forse all'epoca è stato funzionale. Era il 2015 e in Italia si riempivano le piazze delle città per chiedere l'approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili: un istituto diverso da quello del matrimonio, pensato solo per le coppie dello stesso sesso.
Love is Love, l'amore è amore. Ed è un sentimento profondo, alto e coinvolgente indipendentemente da chi sia a provarlo. Love is love vuole – voleva – giustificare la richiesta da parte delle persone lgbt+ e alleate di riconoscere i diritti legali che si riconoscono alle coppie etero. Quindi l'attenzione delle persone è stata spostata dal banale diritto di esistere e quindi innamorarsi e quindi sposarsi, al concetto di “amore”. L'amore, quello con la A maiuscola che va perdonato e che quindi condona l'unione di persone che, se non si amano, non è giusto che vengano riconosciute come coppia. Psicologicamente il trucchetto ha funzionato: fare leva sull'amore ha permesso che il disegno di legge di Monica Cirinnà - nonostante modifiche varie, soprattutto quella legata alle adozioni - diventasse legge.
Il fatto è che relegando le coppie gay o lesbiche a un livello di maiuscolità della A di amore, a un livello di amore massimo, che fa perdonare a loro perfino l'essere gay o lesbiche e giustificativo dell'unione legale, si toglie loro il diritto di essere umani. A forza di raccontarci che Love is love abbiamo finito per dimenticare che i matrimoni finiscono, quindi le unioni civili pure. Ma ai primi si perdona il fallimento, alle seconde no.
nessuno aggredisce kevin costner perché divorzia
L'idea di coppia lgbt+ che molte persone hanno è realmente distorta: c'è chi pensa che vivano nella promiscuità e chi pensa vivano un amore così totalizzante da essere percepito come femminilizzato: perché la dolcezza, nella nostra assurda società, afferisce al femminile. Quindi nell'immaginario comune, per le coppie lgbt+ non c'è spazio per la normalità di un sentimento che nasce, si evolve, si spegne. Un amore normale, che vive di alti e bassi. Di tradimenti, di devozione, di colazione portata a letto, di litigi, grida, porte sbattute e pizzeria sotto casa perché che noia cucinare stasera. No. Secondo la visione comune, a quanto pare, le coppie gay vivono in un piano astratto in cui non accade e non può accadere nulla di quello che sappiamo perfettamente accade nelle unioni etero. O c'è l'amore con la A maiuscola oppure divorziano, quindi questo fa di loro dei pervertiti che hanno solo voluto svilire la sacralità del matrimonio eterosessuale così, per gioco, per capriccio e per divertimento. Anzi, per "egoismo". Perché voler fare le cose che possono fare le persone etero è un atto egoista, secondo chi da vero egoista, pretende di avere l'esclusività sul diritto di sposarsi, tradire, divorziare, risposarsi, ritradire, risbattere la porta.
la questione dei figli
Nel frattempo che il suo Paese di origine non gli perdona la fallibilità di ogni essere umano, Tiziano Ferro deve confrontarsi con la fallibilità del suo Paese di origine. “Non posso portare i miei figli in Italia”, scrive sui social, riportando a galla il problema dell'adozione in Italia. Qui in fatti non c’è una che sia una legge a tutela dei bambini e delle bambine di coppie dello stesso sesso. E se una coppia di donne può aggirare l'ostacolo (diciamo) purché una delle due sia la madre biologica, due uomini per diventare padri devono ricorrere alla maternità surrogata. Che in Italia è illegale.
“Non posso portare i miei figli in Italia”. Perché per gli Stati Uniti i piccoli Andres e Margherita sono suoi e di Victor Allen. I nomi di Ferro e Allen sono scritti nero su bianco nel certificato di nascita dei piccoli ma in Italia tale documento non viene trascritto e non viene riconosciuto. Il che significa che questi bambini in Italia esistono ma non hanno genitori. Sono soli.
"I miei diritti non tolgono nulla a quelli degli altri”
Lo scorso anno proprio Tiziano Ferro raccontava del mancato riconoscimento di diritti alla rivista Rolling Stone. “Se voglio far entrare i miei figli in Italia so che avrebbero diritto a metà del presidio genitoriale, anche se ci sono due persone che possono prendersi cura di loro. Se stanno male, solo io posso andare al pronto soccorso perché Victor non risulta sul passaporto, il che è aberrante. Al di là dell’essere d’accordo o meno, della morale, di un senso di colpa costruito a tavolino, ho sempre pensato che i miei diritti non tolgono nulla a quelli degli altri”.
Il post di Tiziano Ferro che annuncia il divorzio
"Come sempre, che sia gioia o dolore, consegno a voi la mia storia. Perché non saprei fare diversamente, perché di voi mi fido. Da qualche tempo è cominciata una dolorosa separazione da Victor. L'ho affrontata in silenzio, proteggendo la riservatezza di tutti. Recentemente abbiamo avviato le pratiche per il divorzio. È un momento delicato, in cui tutta la mia attenzione è concentrata sulla tutela dei miei due meravigliosi figli, che attualmente trascorrono la maggior parte del tempo a casa con me. In questo momento non posso lasciarli, e non posso portarli con me in Italia. Per questo, con grande tristezza, sono costretto a disdire gli impegni presi con voi e con Mondadori per presentare il mio primo romanzo: un appuntamento che attendevo da una vita. Voi lo sapete: ho portato avanti un tour contro il parere dei medici. Non avrei mai cancellato quei concerti, non mi sarei mai privato della gioia di ritrovarvi dopo sei anni, di cantare e ballare insieme. Questa volta, però, è diverso. Non si tratta di me e della mia salute, si tratta di due bambini piccolissimi e della loro serenità.
Chiedo immensamente scusa, ma adesso loro sono la mia priorità. Il vostro affetto mi ha sempre sostenuto nelle situazioni difficili e sono certo che accadrà anche stavolta: mi affido al vostro buon cuore. Questo momento buio passerà e torneremo a cantare e a ridere, a parlare del mio libro, della mia vita... della nostra vita. Ci vedremo comunque, anche nella distanza. Vi voglio bene, Tiziano”.
Siamo noi che chiediamo scusa a te Tiziano, per non saper spegnere l'omofobia violentissima dei nostri concittadini.
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