Dire di no, ovvero stabilire dei confini sani nelle relazioni
“No amore, oggi non mi va. Oggi esco con i miei amici”. Può sembrare una frase banale, ma per molte persone non lo è. Dire di no e stabilire dei confini nelle relazioni non è per nulla scontato. Tuttavia, è la chiave di una relazione sana.
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Nonostante sembri che attualmente regni l’individualismo, la coppia simbiotica, dove non esistono confini tra il noi e l’io, è molto frequente. In alcune relazioni, infatti, non esiste lo spazio per la persona singola, ma solo lo spazio per il noi.
L’importanza dei confini
I confini nelle relazioni, che siano di amicizia, amorose, familiari o lavorative, delineano dove si situa lo spazio fisico, psicologico ed emotivo della persona e dove inizia e finisce quello della relazione.
Immagina la tua relazione come due cerchi che si intersecano. Un cerchio sei tu e un cerchio è il partner. Lo spazio di congiunzione dei due cerchi è il luogo della relazione, mentre i due spazi che non si intersecano, sono i vostri luoghi individuali.
Quello spazio di intersezione va coltivato, per non cadere nel tranello dell’eccessiva individualità che allontana i partner e non consente di condividere.
Tuttavia, anche quei luoghi individuali vanno protetti perché sono i contesti in cui si possono coltivare i propri interessi, le proprie amicizie e quant’altro, in autonomia. Tutelare quello spazio individuale è fondamentale per il proprio benessere individuale e relazionale.
In questo modo, ci si può sentire più autonomi e indipendenti e la frustrazione si abbassa.
Capita spesso, infatti, che le coppie che arrivano da me per sottoporsi a una terapia sessuale si sentano schiacciate dalla relazione. Faticano a ritagliarsi degli spazi per dedicarsi ai loro bisogni perché lo schema relazionale che si è creato non glielo consente. Non tutelare il proprio spazio può portare a delle conseguenze perché si rischia un sovraccarico che genera rabbia e malcontento.
Come stabilire dei confini sani?
Stabilire dei confini sani non è semplice. Dire di no e sancire dei limiti è difficile perché si teme di rompere un equilibrio e di ferire i sentimenti dell’altro. Le persone arrivano a sentirsi egoiste e non si legittimano a prendersi quello spazio per se stesse.
Tuttavia, come già scritto, farlo non significa essere egoisti o mettere a repentaglio la relazione. Anzi, proteggendo il benessere individuale, si garantisce anche quello relazionale. Questo perché ci si consente di vivere lo spazio relazionale con più desiderio e voglia di condivisione.
Come fare, quindi, per mettere dei confini?
Ascoltarsi
Sembra scontato, ma il primo passo è capire quali sono quei confini che si vogliono delineare. Ascoltandosi è possibile comprendere quali sono i propri bisogni e limiti in modo tale da sapere che cosa chiedere all’altra persona e alla relazione.
Ad esempio, sapere che si ha bisogno di praticare uno sport tre volte alla settimana o di meditare tutte le sere è il primo passo per comunicarlo in modo assertivo.
Comunicare in modo assertivo e chiaro
L’assertività è lo stile di comunicazione più efficace. Adottando questo stile di comunicazione vige il rispetto di sé e dell’altro. Non esiste prevaricazione o sottomissione, ma si è entrambi sullo stesso piano. I propri bisogni sono importanti come quelli dell’altro e li si comunica con rispetto e condivisione.
La chiarezza e la comunicazione aperta è altresì importante. Sono da evitare l’ambiguità e la vaghezza. Le persone a volte si aspettano che l’altro abbia una “sfera di cristallo” e che comprenda automaticamente di che cosa il partner abbia bisogno. Spoiler: nessuna persona ce l’ha. Senza comunicare apertamente ciò che si necessita non potrà mai saperlo.
Riconoscere i segnali di allarme e chiedere il rispetto dei confini
Quando il partner non rispetta quanto si è delineato come un confine, potrebbero emergere rabbia o disagio. Le emozioni sono dei segnali che vanno ascoltati. Non bisogna temere di chiedere il rispetto dei confini e dei bisogni che si sono affrontati col dialogo.
Gestire le reazioni del partner
Ciò che spesso spaventa coloro che richiedono il rispetto dei propri confini è la reazione dell’altra persona. Potrebbe accadere che chi sta dall’altra parte non comprenda o non appoggi il proprio bisogno e la propria decisione. Tuttavia, questo non dovrebbe influenzare i propri bisogni. Le persone potrebbero non condividere gli stessi bisogni, ma questo non dev’essere un motivo per non legittimarli. Non è possibile controllare le reazioni degli altri e il loro pensiero. Quindi, ad esempio, se il partner non comprende il bisogno di meditare, non è un motivo valido per non farlo. Semplicemente quella non è un’attività che rientra nello spazio condiviso della relazione, ma della propria individualità. E va bene così.
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