Insieme per sempre, Harvard spiega come: il vero motivo per cui un amore è duraturo (o finisce presto)
Tutto dipende dalla gestione del conflitto: lo studio di Harvard sullo sviluppo degli adulti spiega nei dettagli perché un amore può finire
A logorare i legami, anche quelli più passionali, sono le piccole frizioni quotidiane mal gestite: ecco cosa causa la fine di un amore.
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Uno studio di Harvard durato moltissimi anni ha determinato che sono i modi diversi di reagire allo stress, le abitudini dell'altro, dell'altra, che irritano, i rancori che non si sedano col tempo e il modo in cui ci si contende la ragione. Sono queste, in sintesi, le variabili che determinano la durata di una relazione di coppia.
l'Harvard "study of Adult Development": iniziato nel 1938
Eccoci davanti a una delle lezioni più dure che si possono ricavare dalle molte lezioni, in realtà. diffuse dall’Harvard Study of Adult Development, il celebre studio longitudinale iniziato nel 1938 e ancora oggi in corso. Il suo messaggio è netto: nella vita di coppia, a fare davvero la differenza non è l’assenza di attriti, sarebbe troppo facile. La differenza la fa il modo in cui gli attriti - che sono sani dentro una coppia - vengono gestiti a livello individuale.
Per capire il peso di questa conclusione bisogna partire da che cosa sia stato, concretamente, questo studio. L’Harvard Study of Adult Development è uno dei più lunghi studi longitudinali mai realizzati sullo sviluppo umano. Nato alla fine degli anni Trenta, ha seguito per decenni centinaia di persone, osservandone la salute fisica, la salute mentale, la vita affettiva, il lavoro, l’invecchiamento.
Il progetto iniziale univa due gruppi molto diversi tra loro: da una parte giovani studenti e giovani studentesse della prestigiosa università dell'Ivy League, dall’altra ragazzi e ragazze provenienti dai quartieri più marginali di Boston. Nel corso degli anni, il team di ricerca ha raccolto una quantità impressionante di dati: interviste, questionari, cartelle cliniche, colloqui psicologici, informazioni familiari, osservazioni sul matrimonio, sulle amicizie, sull’isolamento e sulla qualità dei legami.
Proprio questa continuità nel tempo ha reso lo studio così influente e ricco, dal momento che restituisce il racconto di intere vite. Ed è da questo racconto che emerge un dato sulle relazioni di coppia (etero, queer): le relazioni non crollano solo per eventi eccezionali, anzi. Molto più spesso si consumano lentamente.
l'amore che dura non è quello in cui non si litiga mai
A pesare sono le differenze caratteriali che non si lasciano correggere, i piccoli fastidi che si ripetono, le incomprensioni che diventano stile di relazione. In altre parole, non sempre il problema è che cosa succede, come tradimenti, trasferimenti, l'arrivo di problemi economici o logistici, ma come si vive insieme ciò che di problematico succede.
Lo studio, letto insieme a decenni di ricerca psicologica sulle relazioni, suggerisce che le coppie che reggono non sono quelle senza difetti o divergenze che sono piuttosto funzionali a un arricchimento reciproco e occasioni di crescita personale, sono quelle che non trasformano ogni differenza in una minaccia al legame. Persone cioè che non eliminano gli attriti fingendo che non ci siano problemi, voltandosi dall'altra parte, silenziandosi per il bene della coppia, ma che imparano ad affrontarli.
Il punto decisivo insomma diventa la gestione del conflitto. Le relazioni più stabili e durature non sono quelle in cui non si litiga mai ma quelle in cui entrambe le persone, o contemporaneamente o a turno, sanno abbassare la tensione per evitare che il disaccordo si trasformi in un giudizio sull'altro.
Questo e il desiderio di recuperare contatto emotivo dopo lo scontro. Al contrario, quando ogni lite viene letta come prova definitiva di incompatibilità, il conflitto cambia natura: non riguarda più un problema specifico, ma l’identità dell’altro. Non si discute più di un comportamento: si mette in discussione il temperamento dell'altro e la sua propensione o meno al cambiamento. È a quel punto che il rancore smette di essere episodico e diventa la struttura del ragionamento.
ascoltarsi a vicenda, perché nel tempo si cambia
Una relazione si indebolisce anche quando i partner smettono di guardarsi come persone in evoluzione. Nel corso del tempo cambiano i desideri, le necessità e pure il modo in cui si sentono le emozioni e si vive una relazione. Quando si pensa di sapere già tutto dell’altro, si smette di ascoltarlo e si interagisce con una versione semplificata e immobile, spesso non vera perché una propria proiezione. Il che è un disastro.
E una relazione in cui nessuno aggiorna più l’immagine dell’altro diventa prima piatta e poi fragile perché non ci si riconosce a vicenda. Da questa prospettiva si potrebbe dire, semplificando, che a volte va bene preferire la pace all’avere ragione, ma che i litigi servono a conoscersi.
Non tutto merita uno scontro soprattutto quando al centro dello scontro c'è l’ego. Le coppie che funzionano, in sostanza, non cercano di vincere a tutti i costi ma cercano di non perdere il legame per questioni che, nel quadro generale, contano meno del rapporto stesso a patto che il rapporto - evidentemente - non sia sempre la stessa persona a farlo e che entrambe non smettano di "vedere" o "sentire" l'altra persona, anche quando litiga.