La scelta del Boston marriage: due donne che vivono insieme (anche in amicizia)
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Oggi abbiamo molti termini per definire le relazioni romantiche tra donne: lesbica, bisessuale, omosessuale e queer, tra gli altri. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento venivano chiamate "amicizie romantiche" o quando le due donne andavano a vivere insieme, Boston marriage: E non importava a nessuno se tra le due ci fosse una relazione romantica o semplice amicizia. Da dove viene il temine?. "Marriage" significa matrimonio nel senso di istituto (non di celebrazione, che si dice "wedding"). "Boston", letteralmente, viene dalla città omonima.
Secondo il dizionario Merriam Webster il Boston marriage è una “relazione d’amore a lungo termine tra due donne” e cita il suo primo utilizzo noto a partire dal 1893. Più specificamente, "una relazione monogama intima e di lunga data tra due donne che in genere non erano fidanzate o sposate con uomini al momento della loro relazione, sebbene potessero esserlo prima o dopo la relazione". L'idea di usare la locuzione "Matrimonio in stile Boston" viene da The Bostonians, un romanzo di Henry James del 1886 che racconta anche una relazione di convivenza tra due donne non sposate. Nel romanzo c'è qualcosa di autobiografico: la sorella di Henry James, Alice James, viveva una relazione simile con tale Katherine Loring. Che fossero innamorate o no, le donne economicamente indipendenti iniziarono a lasciare la casa e la famiglia di origine senza sposarsi con un uomo, per vivere invece da sole, insieme.
la storia raccontata a metà
La storica americana Lillian Faderman si è occupata di indagare il fenomeno dei Boston marriage e lo descrive come "relazioni domestiche a lungo termine tra due donne finanziariamente indipendenti". E l'indipendenza economica è la chiave per comprendere la volontà di vivere da sole: i Boston marriage solitamente avvenivano tra due donne benestanti, indipendenti dal sostegno finanziario che necessariamente altrimenti sarebbe dovuto provenire da un uomo, dal suo lavoro o dalle sue proprietà. C'è da dire che Il fatto che relazioni romantiche o convivenze in amicizia tra donne venivano formalizzate prima che venisse in uso il termine Boston marriage: ne esiste una lunga documentazione sia negli Stati Uniti che in Inghilterra e in altri Paesi europei.
“Il mio amore ed io ci prendemmo per mano e giurammo, contro il mondo di essere, poetesse e amanti per sempre": una poesia di epoca vittoriana recità così e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare dall'epoca, non parla dell'amore tra un uomo e una donna. Questa poesia fu scritta nel 1890 dalle poetesse inglesi Katherine Bradley e Edith Cooper. Le due pubblicarono otto libri di poesie e 27 opere teatrali sotto lo pseudonimo congiunto di "Michael Field" e vissero insieme come "amiche romantiche" per quasi quarant'anni. "Che nessun uomo pensi di poter separare ciò che Dio ha unito", scrisse Bradley in una lettera, facendo eco alle parole della cerimonia che ascoltiamo da sempre in occasione dei matrimoni cristiani. All'epoca nessuno ha battuto ciglio. Infatti, nonostante le cancellazioni più moderne, esiste una lunga lista di donne che convivevano molto prima che il matrimonio tra persone dello stesso sesso fosse effettivamente legalizzato (non in Italia, siamo tra gli ultimi Paesi del mondo a non averlo legalizzato).
boston marriage: amore o amicizia?
Ora, queste erano relazioni lesbiche come le intendiamo oggi, o amicizie femminili senza sesso? Come rivelano alcune autobiografie e memorie dell'epoca, alcune di queste unioni includevano eccome un aspetto romantico o sessuale ma altre erano platoniche e, come vedremo, reciprocamente vantaggiose in molti modi. Infatti è in ogni caso curioso scoprire come funzionava esattamente questo accordo.
Un Boston marriage aveva molti vantaggi: nella migliore delle ipotesi, convivendo tra persone dello stesso sesso, si condividono necessità e prospettive, sia in termini di affinità che di praticità. Pensiamo alla mancanza, nel Boston marriage, di regole imposte dall'uomo "di casa" rispetto a finanze, responsabilità, compiti e invece alla libertà di confronto tra due donne rispetto a ogni processo decisionale in tutte le aree della vita e della quotidianità. La storica Faderman scive pure che “potenzialmente, le convivenze tra donne, favorirono le nuove, inebrianti ed entusiasmanti ambizioni delle prime generazioni di donne professioniste”.
Inoltre, alcune donne preferivano le relazioni con altre donne a causa di insofferenza verso l'approccio maschile di superiorità: alcune donne erano semplicemente stanche di essere considerate proprietà degli uomini. E nella società vittoriana, in cui la sfera d'azione maschile e quella femminile erano rigorosamente divise (spesso con l’esclusione delle donne ovviamente), alcune di esse hanno unito le forze in iniziative di beneficenza e movimenti di riforma, trascorrendo molto tempo insieme e trovando quindi un senso di compagnia. La scelta di abitare insieme era abbastanza ovvia, a quel punto.
potevano farlo perché nessuno guardava
Parte del motivo per cui i Boston marriage erano socialmente accettati è dovuto agli stereotipi di genere vittoriani. Più precisamente agli stereotipi sulla mancanza di desiderio sessuale delle donne. Mentre l’omosessualità maschile era un vero e proprio tabù, l’aspetto sessuale delle relazioni tra donne passava in secondo piano, le donne erano considerate asessuali. La storica Stephanie Coontz scrive che "era considerato perfettamente normale che le donne eterosessuali avessero una cotta l'una per l'altra, fossero molto affettuose e così via". Tanto è vero che "una coppia di donne che ha effettivamente avuto una relazione sessuale potrebbe facilmente riuscire a stare insieme senza destare il sospetto che si trattasse di qualcosa di diverso dall'affetto femminile". Non venivano indagate, potevano fare quello che volevano. Paradossalmente, una volta che la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta ha messo in luce la sessualità e ne ha discusso apertamente, “le relazioni lesbiche e i segni di affetto hanno cominciato a essere visti con sospetto”.
Quindi, anche se forse sono passate inosservate per secoli, le donne vivevano insieme, possedevano case insieme, pianificavano i viaggi insieme, condividevano le feste familiari e dormivano nello stesso letto.
cosa facevano tutto il giorno? lavoravano
Secondo Faderman, molte delle donne in un Boston marriage erano donne all'inizio della carriera che cercavano compagnia e sostegno. Scrive che "la società generalmente concordava sul fatto che matrimonio e carriera fossero incompatibili per una donna" (che scoop!). E ci si aspettava che le donne smettessero di lavorare dopo il matrimonio, quindi se una donna voleva lavorare ma comunque voleva compagnia o condividere le responsabilità di gestire una casa l'ideale era proprio vivere con un'altra donna. Faderman scrive anche che molte di loro condividevano “l’entusiasmo del pioniere. Sono andate dove nessuna donna era mai andata prima: non solo all'università, ma anche nei seggi elettorali, nelle sale operatorie, sui pulpiti, nelle legislature, nei tribunali. Spesso è stata la decisione di vivere in un Boston marriage a renderle libere e a rendere possibili queste scalate verso l'indipendenza”. Tra i molti esempi che troviamo nella storia, Lady Eleonor Butler e Sarah Ponsonby, due aristocratiche del Settecento talmente inseparabili da essere soprannominate le "Dame di Llangollen". O ancora, la scrittrice americana Willa Cather e la sua compagna di lunga data Edith Lewis (sono sepolte insieme in un cimitero del New Hampshire). La suffragetta e pacifista Jane Addams ha avuto due Boston marriage e la dottoressa Sarah Josephine Baker, commissaria sanitaria della città di New York pure.
I Boston marriage erano particolarmente comuni nel mondo accademico. Ad esempio, delle 53 donne docenti del Wellesley College nel Massachusetts alla fine dell'Ottocento solo una era sposata con un uomo. Questa convivenza era così comune che il termine “Wellesley marriage” divenne intercambiabile con “Boston marriage”. La maggior parte degli studi sul fenomeno si sono concentrati sulle donne bianche, di classe media o alta, spesso laureate. Certamente le donne nere dello stesso periodo avevano molto meno accesso all’istruzione e ai luoghi di pubblicazione, e quindi è solo più complicato trovare esperienze o testimonianze del loro passato ma sappiamo che probabilmente anche le donne nere, nella storia, hanno stabilito convivenza e mantenuto amicizie, anche romantiche e a lungo termine.
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