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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

La vittoria più importante di Gabriela Dabrowski

La vittoria più importante di Gabriela Dabrowski, quella contro il tumore al seno
La vittoria più importante di Gabriela Dabrowski, quella contro il tumore al seno  (getty images)
Nel 2024 Gabriela Dabrowski, tennista canadese specialista del doppio, ha vinto le Wta Finals e il bronzo nei Giochi Olimpici di Parigi ed è stata finalista a Wimbledon. Nessuno sapeva che aveva combattuto la battaglia contro un tumore al seno.
di Sandro Bocchio & Giovanni Tosco

Quando Gabriela Dabrowski ha deciso di raccontare la sua storia sui social, la sorpresa è stata generale. Sì, perché la tennista canadese, una delle migliori al mondo nel doppio, aveva saputo custodire il suo segreto e soltanto chi le stava accanto ne era a conoscenza. L’hanno festeggiata in molti dopo la finale di Wimbledon con Erin Routliffe, la medaglia di bronzo conquistata nel doppio misto all’Olimpiade di Parigi con Felix Auger-Aliassime, il trionfo nelle Wta Finals di novembre, ancora con Routliffe. Pochissimi, però, sapevano che il successo più importante l’aveva ottenuto sconfiggendo un cancro al seno.

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PAURE E TORMENTI

La scoperta della malattia risaliva alla primavera del 2023. Un nodulo al seno sinistro che inizialmente il medico a cui si era rivolta aveva sottovalutato: «Nulla di preoccupante», le disse. Un anno più tardi, si rese conto che la massa era cresciuta e si sottopose dunque agli esami specialistici, che le rivelarono la gravità della cosa. «Il mondo mi crollò addosso. Fui colta dal panico perché non sapevo bene che cosa sarebbe accaduto e quale sarebbe stato il mio futuro. Avrei ancora potuto giocare a tennis? E se non ci fossi riuscita, come mi sarei guadagnata da vivere?». Fu l'inizio di paure e tormenti che chiunque abbia incrociato nel proprio cammino la malattia conosce bene, anche senza essere un’atleta.

Le vittorie di Gabriela Dabrowski
Le vittorie di Gabriela Dabrowski  (getty images)

IL PRIVILEGIO DI ESSERE SOPRAVVISSUTA

Dabrowski si è sottoposta a due interventi chirurgici, ma non sono state necessarie le sedute di chemioterapia. Ha saltato soltanto un mese della stagione agonistica, tra l’aprile e il maggio del 2024, riprendendo ad allenarsi il prima possibile: «Non riuscivo neanche a sollevare il braccio sinistro. Il mio coach Patrick lanciava la pallina per me, quando dovevo servire, ma sentivo che la vita doveva andare avanti come prima». Una reazione naturale, per quanto differente sia diventata la prospettiva anche nella quotidianità: «Mi sento fortunata ad avere il lusso di poter raccontare tutto questo. È un privilegio potermi definire una sopravvissuta. Adesso vedo la vita attraverso la lente della gratitudine. Ho cominciato ad apprezzare tutto quello che ho».

Gabriela Dabrowski sopravvissuta al tumore al seno
Gabriela Dabrowski sopravvissuta al tumore al seno  (getty images)

LA FORZA INTERIORE E IL SILENZIO


La grande determinazione ha fatto sì che riuscisse a raggiungere risultati importanti pur non essendo al top dal punto di vista atletico e, soprattutto, faticando in certi momenti a trovare la concentrazione, così indispensabile nel tennis. Wimbledon, Parigi, Riad hanno rappresentato tappe fondamentali non soltanto della sua carriera, ma anche della sua esistenza. Le ha superate con l’aiuto della forza interiore e del silenzio, fino a quando ha scelto di rivelare al mondo e ai suoi fan che cosa era accaduto: «Per molto tempo non sono stata pronta a espormi alle eventuali attenzioni e domande. C’erano così tante incognite, così tante questioni a cui pensare. Volevo gestire la situazione in privato e ho informato solo le persone a me più vicine. Avevo paura che il cancro diventasse per sempre parte della mia identità. Ora so che non è più così. Quando la minaccia di perdere tutto ciò per cui avevo lavorato fin da bambina è diventata una possibilità reale, ho iniziato ad apprezzare davvero ciò che avevo. Per questo al cancro dico vaffanculo, ma anche grazie, perché adesso affronto tutto con una maggiore leggerezza».

LA DIAGNOSI PRECOCE


A convincerla che fosse tempo di raccontare cosa le era successo, è stata anche la consapevolezza di quanto decisiva fosse stata la diagnosi precoce - malgrado l’abbaglio del primo medico - e quindi il desiderio di condividere l’esperienza con le altre persone colpite da una malattia grave: «So che può sembrare spaventoso quando scopri di avere dentro te un tumore ma, se agisci subito, con i trattamenti disponibili oggi hai davvero grandi possibilità di guarire completamente». L’importanza della prevenzione, e più in generale l’attenzione alla salute delle atlete, è un tema molto sentito nella Wta, il circuito professionistico femminile: ogni anno vengono proposti alle tenniste screening che esaminano, tra l'altro, la composizione corporea, la densità ossea, la salute pelvica, la salute mentale e le questioni di ginecologia, come la fertilità e il recupero post-partum, un altro tema delicatissimo per le sportive.

Diverso è stato anche l’approccio di Dabrowski ai tornei
Diverso è stato anche l’approccio di Dabrowski ai tornei  (getty images)

UN APPROCCIO DIFFERENTE


Diverso è stato anche l’approccio di Dabrowski ai tornei: «I risultati che ho ottenuto non sono arrivati perché li volevo, ma perché mi stavo godendo quello che facevo, trovando la gioia nel risultato senza necessariamente sognarlo di notte. A Parigi non sono arrivata pensando alla conquista di una medaglia, ma semmai a come superare un paio di giorni davvero difficili». E adesso che ha metabolizzato questi due anni così duri e incredibilmente così gratificanti, vuole guardare soltanto al futuro: «Perché ora nulla mi può più spaventare».