Mikaela Shiffrin, la numero uno dello sci. Uomini compresi
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Una cannibale, per numero vittorie. Una macchina perfetta, per come eccelle in ogni specialità. In realtà una persona che fa al meglio ciò che ama di più, con punti di forza e con debolezze. Come tutti, ma più di tutti. Perché non si era mai vista una come Mikaela Shiffrin sulle piste di sci. Una fuoriclasse che, fin dalla precocissima apparizione, ha infilato uno dietro l'altro numeri che hanno scandito una carriera leggendaria. Meglio, la stanno scandendo. Perché parliamo di una donna che siamo da tempo abituati a incontrare ai cancelletti di partenza, ma che compirà trent'anni il 13 marzo. Un 2025 in cui la rivedremo di nuovo con gli sci ai piedi, dopo l'ennesimo infortunio. Quella caduta il 30 novembre nel gigante di Killington negli Stati Uniti, con una dinamica che avrebbe potuto avere conseguenze molto serie per la profonda lacerazione causata dal bastoncino all'addome. Un incidente che ha, per il momento, rimandato l'appuntamento con le 100 vittorie in Coppa del mondo, traguardo mai tagliato da nessun esponente di quello che chiamano Circo Bianco.
LA PROFEZIA DI STENMARK
Ingemar Stenmark, non uno qualunque, lo aveva previsto nel 2019: «Shiffrin supererà le 100 vittorie in coppa». Lo svedese sapeva bene di che cosa stesse parlando. Formidabile atleta degli anni Settanta e Ottanta, all'epoca deteneva il primato con 86 successi. Un record che Shiffrin gli strappa proprio sulle piste di casa, a Åre, l'11 marzo 2023, con l'ennesimo successo in slalom. Numeri mai visti, cui però Shiffrin non attribuisce un valore primario: «Non mi colpiscono particolarmente perché quando penso alla mia carriera, non la vedo in termini di numeri - ha raccontato -. Vedo momenti ed esperienze, celebrazioni o delusioni, che riassumo in un modo diverso dai numeri». Qualcuno potrebbe scambiare queste parole per freddezza, in realtà raccontano la personalità di Shiffrin. Una che, fin dalle prime gare, impressiona per la capacità di gestire la tensione in ogni situazione. Comincia a far parlare di sé nel 2010, al Trofeo Topolino, l'appuntamento italiano considerato un campionato del mondo per piccoli talenti della neve. Il 6 e il 7 marzo, poco prima di soffiare sulle quindici candeline della torta, impressiona vincendo slalom e gigante a Panarotta, in provincia di Trento. Shiffrin è originaria di Veil, una delle più famose località invernali del Colorado e degli Stati Uniti. Lo sci è nel destino, lo praticano tutti in famiglia: il papà Jeff, la mamma Eileen e il fratello maggiore Taylor. I fine settimana sono dedicati alla neve, anche quando il padre anestesista cambia città per motivi di lavoro. Il talento di Mikaela emerge subito e va oltre il Trofeo Topolino. Marzo continua a essere per lei un mese importante, al di là del giorno di nascita. L'11 marzo 2011 esordisce nel gigante di Coppa del mondo a Špindlerův Mlýn, in Repubblica Ceca. Non ha ancora sedici anni, non si qualifica per la seconda manche, è solo una questione di tempo. Il 27 novembre successivo ottiene i primi punti di coppa piazzandosi ottava nello speciale di Aspen, negli Stati Uniti, mentre il 29 dicembre arriva il primo podio: terza a Lienz, in Austria. Trascorre un anno e il 20 dicembre 2012 è il giorno della vittoria, nello slalom di Åre. È il primo mattoncino posto da questa adolescente bionda, dal corpo minuto e dalla determinazione enorme. Chi ha cominciato a conoscerla sa che per le avversarie resteranno pochi spazi di soddisfazione. Ai successi in Coppa del mondo si affiancano quelli delle competizioni internazionali. A Schladming, in Austria, il 16 febbraio 2013 conquista il primo oro a un Mondiale, in slalom, avviando una serie che, oggi, parla di sette ori, quattro argenti e tre bronzi, cui aggiungere i due ori e un argento olimpici.
NUMERI DA FUORICLASSE
Ma è in Coppa del mondo che Shiffrin impressiona più di tutti. Nonostante il suo apparente distacco dai numeri questi sono impressionanti, insieme con le performance in gara, di una superiorità disarmante. Nel 2013 conquista la prima Coppa del mondo in slalom, seconda statunitense nella storia dopo Tamara McKinney nel 1984. Il 28 novembre 2015, nello slalom di Aspen, vince con 3 secondi e 7 centesimi di vantaggio sulla slovacca Veronika Zuzulová, battendo un record di distacco che risaliva al 1° marzo 1968. Nel 2016 chiude prima nei due giganti e nello slalom di Semmering, in Austria, dal 27 al 29 dicembre, eguagliando il record delle tre vittorie in tre giorni fissato dalla svizzera Vreni Schneider nel 1989. Non solo porte larghe e paletti. Si dedica anche alla velocità e, ovviamente, sale sul podio. Il 1° dicembre 2017 è terza sulle nevi canadesi di Lake Louise. Non le basta: il giorno dopo vince. Il 9 gennaio 2018 eguaglia un altro mito dello sci, l'austriaca Annemarie Moser-Pröll, ottenendo 41 successi prima dei 23 anni. Record che supera il 10 marzo, nello slalom di Ofterschwang, in Germania. La velocità, poi, comprende anche il supergigante. Una lacuna che colma con il primo posto del 2 dicembre 2018, ancora a Lake Louise. Diventa la prima atleta in assoluto (uomini compresi) a vincere una gara in sei specialità differenti: alle cinque classiche - completate dalla combinata -, occorre aggiungere lo slalom parallelo. Poco dopo, il 29 dicembre, si aggiudica lo slalom di Semmering, il numero 35 in specialità: altro record battuto. Pali stretti che regalano il quarto oro consecutivo ai Mondiali di Åre. È la prima sciatrice a riuscirci. E il 2019 si chiude con il successo nello speciale di Levi, in Finlandia. È il 41°, nessun atleta lo aveva mai fatto prima, tra donne e uomini.
LA MORTE DEL PADRE
Questa stagione ci consegna una Shiffrin mai conosciuta. Succede per un evento tragico, la morte del padre Jeff il 2 febbraio 2020 per una caduta dal tetto di casa. I due erano legatissimi, Mikaela si infila in un periodo buio, non presentandosi a diverse gare: «È stata come una ferita, ma che nessuno può vedere. Non puoi risolverla con un intervento chirurgico, non hai nessuna linea del tempo o indicazioni, hai solo dolore - avrebbe confessato -. Non avevo mai sperimentato una cosa del genere e nessuno può darti un manuale di istruzioni. Il tempo è una cosa che può essere utile». Un tempo che lei si prende fino al 14 dicembre, quando vince il gigante di Courchevel in Francia. E la marcia ricomincia fino a Åre, fino all'11 marzo 2023, quando si lascia indietro Stenmark dopo avergli strappati un altro record, quello delle vittorie in una singola disciplina: 46. Lo fa nello slalom di Killington, negli Stati Uniti, il 28 novembre 2021. Nuovi record cui, nel frattempo, ha aggiunto una serie impressionante di successi in Coppa del mondo: cinque volte prima in classifica generale (2017, 2018, 2019, 2022 e 2023), otto volta prima nello slalom (dal 2013 al 2015, dal 2017 al 2019, nel 2023 e nel 2024), due volte prima in gigante (2019 e 2023), una volta prima in supergigante (2019). E ora l'attesa del ritorno del 2025, quando in squadra troverà una presenza inaspettata, quella di Lindsey Vonn, la fuoriclasse appartenente a una generazione precedente e che ha deciso di tornare alle competizioni a 40 anni. Shiffrin punterà a quota 100, consapevole che sarà importante, ma che non sarà tutto: «Non è importante battere primati, è importante ispirare le prossime generazioni».
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