Con Caitlin Clark il basket è cambiato per sempre: ma non ancora abbastanza
Ha battuto ogni record nella storia della Ncaa, il campionato universitario, e ha raggiunto una popolarità che nessuno ha mai nemmeno sfiorato. Però il gender pay gap resta molto penalizzante anche per lei.
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È la donna che sta cambiando il basket negli Stati Uniti, capace di trascinare nei palazzetti più pubblico anche rispetto alle gare maschili: qualcosa che prima non si era mai visto. Caitlin Clark ha 22 anni, è nata a West Des Moines, una città di settantamila abitanti nella contea di Polk, stato dell’Iowa: siamo nel Midwest, ai confini con la Rust Belt, un tempo cuore dell’industria pesante statunitense e adesso alle prese con le conseguenze di una crisi infinita. A metà aprile Clark è diventata la prima scelta assoluta nel draft 2024 della Wnba, ovvero nell’appuntamento in cui ogni anno le franchigie iscritte al torneo professionistico scelgono i migliori talenti per la stagione successiva. Indiana Fever, che ha aperto la serie delle proposte di ingaggio, non ha avuto esitazioni, così come non ne avrebbero avute le altre squadre nel caso fosse toccato a loro.
Nei quattro anni con le Iowa Hawkeyes, infatti, Caitlin ha azzerato ogni record, battendo quello di punti - che resisteva dal 1981 tra le donne e addirittura dal 1970 tra gli uomini - e realizzando diciassette triple doppie, ovvero le partite in cui è riuscita ad andare in doppia cifra nei punti, negli assist e nei rimbalzi. Ci sono pochi sport nei quali i numeri raccontano la verità come la pallacanestro. Ecco perché nessuno può mettere in discussione le straordinarie doti di questa combo guard, come viene definita chi possiede le caratteristiche della playmaker e della guardia tiratrice, senza rispecchiarsi del tutto in uno dei due ruoli.
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LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO
A rendere ancora tutto ancora più clamoroso, c’è il fatto che Clark è alta un metro e ottantatré: tanto in assoluto, ma non tantissimo per lo sport di cui è protagonista. E poi c’è il fatto che di lei si parla quasi esclusivamente per le prodezze in campo, dato che al di fuori si comporta come una ragazza tra le tante, nessun atteggiamento da star (nonostante sia stata soprannominata la Taylor Swift del basket, per via della popolarità ecumenica) e massima disponibilità con i fan. Certo, da qualche tempo deve girare con un paio di guardie del corpo, ma solo per evidenti ragioni di ordine pubblico. Lei ne farebbe volentieri a meno, però gli appelli in cui si presentava per sostenere gli esami erano diventati veri e propri eventi, con la folla arrivata apposta per un autografo o un selfie: "Sono situazioni che mi fanno piacere, inutile negarlo. Mi rivedo in quelle ragazzine: anche io, qualche anno fa, stavo in fila per aspettare uno sguardo o un sorriso dei miei campioni preferiti. Per questo non mi pesa". Vero, ma è anche vero che, a livello di sport femminile, non ci sono precedenti di una popolarità simile. Pensate: i ventimila biglietti per la finale del campionato Ncaa in cui Iowa ha affrontato South Carolina sono stati venduti in sette minuti, malgrado il costo medio fosse di duemilatrecento dollari, quando appena due anni fa era di trecentocinquanta dollari. Iowa ha perso la gara decisiva per il titolo, ma questo non riduce minimamente l’appeal e la popolarità del Caitlin Clark Effect. Nella storia delle Hawkeyes, ci sono diciannove sold-out, diciassette dei quali nelle stagioni in cui in campo c’era lei. In trasferta, le squadre che le hanno ospitate hanno avuto un aumento di pubblico del centocinquanta per cento e il prezzo dei biglietti è cresciuto del duecentoventiquattro per cento.
LA TRASFORMAZIONE IN CAMPO
Tranquilla e disponibile quando non gioca, Clark si trasforma completamente nel momento in cui la sirena annuncia l’inizio della partita. Canestro dopo canestro, assist dopo assist, rimbalzo dopo rimbalzo, ha costruito un’immagine che manda in sollucchero i tifosi e che, nello stesso tempo, è pura sostanza. La mano che passa davanti alla faccia, il suo “You can’t see me” rivolto all’avversaria di turno, gesto ispirato al wrestler John Cena, è diventato iconico. Il confine con l’arroganza è sottile. In casi come questo, però, tutti interpretano il gesto semplicemente come la testimonianza della sua presa di coscienza, della consapevolezza di essere più forte anche delle malelingue, delle frasi sarcastiche che talvolta le hanno rivolto le poche rivali in grado di competere con lei. Caitlin non replica, preferisce il silenzio e ciò che sa esprimere sul parquet. Però ogni tanto bisogna pur dare un segnale, no?
APPUNTAMENTO A PARIGI
I fortunati che hanno acquistato i biglietti per il torneo di basket ai Giochi Olimpici di Parigi avranno la possibilità di vederla dal vivo a partire dal 29 luglio, quando gli Stati Uniti debutteranno contro il Giappone per cominciare il cammino che li dovrebbe condurre a vincere per la decima volta la medaglia d’oro olimpica, ottava consecutiva. Nel palmarès di Caitlin ci sono già i Mondiali Under 19 vinti nel 2019 e nel 2021 e, in precedenza, i Giochi Americani Under 16 conquistati nel 2017. Se la medaglia d’oro sembra assai probabile, la vera e assai più difficile missione che attende Clark si chiama gender pay gap, ovvero la differenza salariale tra gli uomini e le donne, che nel basket professionistico americano è ancora elevatissima. In base al contratto che ha firmato con Indiana Fever, Caitlin guadagnerà 338.000 dollari in quattro anni: il numero uno nelle scelte della Nba, Victor Wembanyama, si è garantito con i San Antonio Spurs un ingaggio da 55 milioni. Una differenza abissale e inconcepibile. Naturalmente c’è il capitolo delle sponsorizzazioni che renderà più ricca l’intesa di Clark con Indiana, tuttavia perfino il presidente Joe Biden si è indignato: "Le donne nello sport continuano a superare nuovi confini e a ispirare tutti noi, ma in questo momento stiamo vedendo che le donne non vengono pagate abbastanza. È ora di dare alle nostre figlie le stesse opportunità dei nostri figli". Caitlin Clark è pronta alla nuova sfida.
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