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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Innes FitzGerald, la campionessa ecologista

Innes FitzGerald, la campionessa ecologista
Innes FitzGerald, la campionessa ecologista  (getty images)
Nazionale britannica di atletica leggera, 19 anni, Innes FitzGerald non viaggia in aereo per contribuire a ridurre l’inquinamento. Soprannominata “la Greta Thunberg dello sport”, con la sua scelta ha scatenato dibattiti e polemiche.
di Sandro Bocchio & Giovanni Tosco

Innes FitzGerald è la risposta a chi sostiene che gli atleti, soprattutto i più giovani, vivano in una sorta di bolla nella quale non entra la realtà. Non è così. Non per tutti, almeno. C’è anche chi è disposto a sacrificare un possibile successo importante per restare fedele ai propri ideali e alle proprie convinzioni. È il caso, per l’appunto, di FitzGerald, diciannovenne nazionale inglese di atletica leggera, specialista delle gare più lunghe e di quelle di corsa campestre, in cui ha vinto la medaglia d’oro negli Europei del 2023 e del 2024, sia nella prova individuale, sia in quella a squadre.

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PREFERIREI DI NO


A gennaio Innes ha stabilito a Cardiff il nuovo record europeo dei 3.000 indoor Under 20 con il tempo di 8’48”30 e un mese dopo si è ripetuta a Ostrava, migliorandosi ancora di 8 secondi. Ma ha fatto parlare di sé soprattutto quando, in occasione degli Europei assoluti indoor che si sono disputati a marzo nella cittadina olandese di Apeldoorn, ha chiesto e ottenuto di viaggiare in treno e non in aereo per ragioni ecologiste. Non una novità per lei, ma trattandosi di una competizione così importante la notizia è rimbalzata ovunque. Non una novità perché FitzGerald aveva compiuto una scelta assai più dirompente due anni fa. Convocata per il Mondiale di corsa campestre in programma a Bathurst, in Australia, rispose come Bartleby, il celebre scrivano del racconto di Herman Melville: «Preferirei di no». E quando i dirigenti della federazione le chiesero perché mai decidesse volontariamente di rinunciare alla competizione più importante, scrisse una lettera alla British Athletics per spiegare con fermezza e pacatezza di non voler contribuire ad aggravare l’inquinamento causato dagli aerei. «Quando ho iniziato a correre, la prospettiva di un Mondiale era soltanto un sogno. Ma l’idea di un viaggio in aereo mi riempie di profonda preoccupazione. Non mi sentirei mai a mio agio sapendo che le persone potrebbero perdere i loro mezzi di sostentamento, le loro case e i loro cari. Il minimo che possa fare è esprimere la mia solidarietà a coloro che soffrono in prima linea a causa del collasso climatico. Arrivare a una decisione del genere non è stato facile, ma poco è paragonabile al dolore che proverei nel prendere il volo. E siccome non ci sono alternative per arrivare in Australia, scelgo di rinunciare».

Il padre ecologista di Innes FitzGerald, la campionessa ecologista
Il padre ecologista di Innes FitzGerald, la campionessa ecologista  (getty images)

PICCOLI PASSI E RINUNCE


Naturalmente si sono scatenate le polemiche e le irrisioni da parte dei negazionisti o semplicemente di chi ritiene inutile il gesto di FitzGerald: «In fondo, il Mondiale si è disputato anche senza di lei», è la tesi. Vera, ovvio, ma è il punto di vista a essere sbagliato. «Sono i piccoli passi e le rinunce di tutti a fare la differenza sul lungo periodo. E io spero che tanti atleti seguiranno il mio esempio in futuro», ha replicato lei, non nuova a queste scelte. Era successo in altre competizioni, per disputare le quali aveva viaggiato venti ore tra pullman e treno pur di non salire su un aereo: lo aveva fatto nel 2002, in occasione degli Europei di corsa campestre a Torino, partendo da Exeter. Il dibattito si è riaperto dopo la decisione di raggiungere i Paesi Bassi senza volare. E Innes si è stupita del clamore: «Non ho mai avuto l’intenzione di vincere un altro premio per questa rinuncia (il riferimento è al “Young Athlete of the Year» ottenuto nel 2023 nell’ambito dei Bbc Green Sport Awards 2023, n.d.r.). Volevo solo aumentare la consapevolezza sulle questioni ambientali nel mondo dell’atletica e dello sport in generale, cercando di coinvolgere i più giovani». 

IL PADRE ATTIVISTA


Determinante nella sua educazione ambientale è stato il fatto di essere cresciuta con genitori attentissimi a questi aspetti nella gestione di una fattoria biologica nel Devonshire. Suo padre, Joe, è stato arrestato dopo aver inscenato una protesta nella via principale di Honiton, indossando un cartello con la scritta “Sono terrorizzato per il futuro di tutti i nostri figli”. Innes studia Scienze dello sport e dell'esercizio fisico a Exeter. È stata soprannominata la Greta Thunberg dello sport e, a chi le chiede cosa pensa di questo, risponde con orgoglio: «Penso che Greta sia di grande ispirazione. È riuscita a mobilitare così tanti giovani. Per me è un complimento essere associata a lei. Se riuscirò a fare qualcosa di simile a quello che ha fatto lei, sarò molto felice».

Piccoli passi e rinunce per Innes FitzGerald
Piccoli passi e rinunce per Innes FitzGerald  (getty images)

IL FUTURO È SUO


Qualunque cosa accada, FitzGerald è chiaramente un grande talento con un ampio margine di miglioramento, visto che ha iniziato a correre solo durante la pandemia. «Mi allenavo quattro o cinque volte alla settimana per mezz’ora, ma soltanto per essere in forma. Non pensavo a questa attività come qualcosa di serio. Quando sono tornata a scuola dopo il Covid, l’insegnante di educazione fisica si è accorto che ero la

più brava e mi ha convinto a iscrivermi a una società. Lì ho conosciuto il mio allenatore, Gavin Pavey (la cui moglie Joanne è stata una delle migliori mezzofondiste britanniche nei primi anni Duemila, n.d.r.), e da allora non ho più smesso di correre».