Matrescenza: la teoria della rivoluzione per chi diventa madre (biologica e non)
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Teorizzato dall'antropologa Dana Raphael nel suo libro Being Female: Reproduction, Power and Change, il concetto di Matrescenza viene usato per descrivere il processo di transizione che si attiva con la maternità: sembra la fusione della parola maternità con la parola adolescenza. Perché infatti è da immaginare come una fase di cambiamenti profondi, proprio come quelli che avvengono a tutto tondo in adolescenza.
Il concetto in sé è nato negli anni Settanta ma è stato riportato alla luce di recente col suo termine originale "Matrescence", da Alexandra Sacks, una psichiatra perinatale americana che tiene Ted Talk sul tema.
matrescenza: è rivoluzione (e non solo per le madri biologiche)
Ma Matrescenza non è soltanto assonante con "adolescenza", recupera in realtà lo stesso identico spirito: quello della fase di transizione. L'adolescenza rappresenta il periodo di sviluppo dall'infanzia all'età adulta e così fa la Matrescenza, che evidenzia non solo l'esperienza fisica del cambiamentio (dal concepimento alla nascita) ma anche il processo di nascita della "madre" quindi gli altri cambamenti fisici, emotivi e psicologici attraversati da chi diventa madre. E non solo in senso biologico. Come pure ha precisato la ricercatrice in Psichiatria della Columbia University Aurélie Athan, è "un passaggio evolutivo in cui una donna transita attraverso il concepimento, la gravidanza e il parto, la maternità surrogata o l'adozione, nel periodo postnatale e anche oltre".
Durante la Matrescenza, una donna non è colta soltanto da cambiamenti fisici - come il corpo che si adatta alla gravidanza, al parto e al recupero post-partum - ma anche a profondi cambiamenti emotivi, psicologici, spirituali e sociali che si intrecciano attorno al ruolo di madre, portando cambiamenti nell'identità, nelle priorità e nelle relazioni. In un certo senso, come accade parlando dell'adolescenza, Matrescenza si riferisce a un cambiamento sano ma impegnativo.
In un altro libro, La nascita di una madre: come l'esperienza della maternità ti cambia per sempre, lo psichiatra Daniel Stern suggerisce che "dare alla luce una nuova identità può essere impegnativo quanto dare alla luce un bambino". Tanto è vero che la Matrescenza spesso inizia proprio con un cambio di identità, anche parziale, davanti alla notizia che si diventerà madri. Può iniziare non appena una donna decide di concepire e può continuare durante la gravidanza, fino alla fase successiva al parto.
E già che siamo qui: esiste la "Patrescenza"? La transizione alla paternità è anch'essa un cambiamento di identità. Ma la Matrescenza, come sottolineano gli autori citati, è un evento psico-neuro-ormonale-biologico-sociale che viene sperimentato quasi esclusivamente dalle donne. È il passaggio dall'essere donna all'essere madre di qualcuno.
Come si manifesta la matrescenza?
Con l'ambivalenza: una persona incinta può essere felice e allo stesso tempo sopraffatta dalla situazione, sperimentando preoccupazione, frustrazione e paura. Potrebbe desiderare di stare da sola ma allo stesso tempo no, può immaginare il bambino o la bambina e rendersi conto, al momento della nascita, che la realtà può essere diversa e il divario tra fantasia e realtà può confondere e impaurire.
Nella fase post parto, le madri possono prefissarsi l'obiettivo di essere "perfette": un obiettivo irrealizzabile e irrealistico che può solo portare a esaurimento, depressione, sensi di colpa. Diventare madre può istintivamente richiamare l'esperienza della propria infanzia, nei tentativi di ripetere o di migliorare ciò che è stato fatto o ciò che non è stato fatto.
Onorare il processo di Matrescenza
In alcune culture il rito di passaggio della Matrescenza sottolinea la necessità di riconoscimento e sostegno da parte della società verso le donne che attraversano questi cambiamenti che appunto vanno oltre gli evidenti cambiamenti "fisici".
Un esempio è un'antica pratica che viene svolta in Cina. Storicamente in Cina (e nella Medicina Tradizionale Cinese), il primo mese dopo il parto è centrale per la salute contestuale e futura sia della madre che del bambino o della bambina: è un momento per riposare, recuperare ed essere supportate e in cui la madre viene onorata, La pratica è tradizionalmente nota come "Sitting the month": letteralmente la madre dovrebbe stare seduta per un mese, confinata in casa, lontana dal vento e dal freddo, limitando la socializzazione e incoraggiata a riposare per riprendersi completamente.
La madre sarebbe supportata 24 ore al giorno con pasti, massaggi e ovviamente assistenza per il bambino sotto la sovrintendenza delle nonne, (oggi si fa più o meno pure, ma in un hotel).
da non confodere con la depressione post partum
La differenza tra matrescenza e depressione postpartum è netta: il processo di nascita di una nuova identità di "madre" è intenso e profondo ma ansia continua, sensi di colpa e cattivo umore - o uno stato depressivo - sono più spesso indicatori di una sopraggiunta depressione post partum. Succede a una donna su 10 secondo l’Istituto Superiore di Sanità.
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