Strike a pose: il voguing è politica da club
Il voguing è nato negli anni Ottanta, così come la ballroom scene americana, ma entrambi resistono ancora oggi: l'intervista a una delle "madri" della House of Ninja, presente in tutto il mondo (anche in Italia), Dolores Parisi
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Era il 2020 quando HBO ha mandato in onda Legendary, un talent che ha permesso ai collettivi di ballerini e ballerine della Ballroom scene americana di confrontarsi in performance di voguing. Ed erano gli anni Settanta e Sessanta del Novecento, quando nel problematico quartiere di Harlem, a New York, presero forma degli spazi neri e queer: le ballroom. Posti aperti di notte in cui glitter, paillettes e piume sono un contorno a delle diverse performance che tra gare, categorie e riconoscimenti hanno permesso ad alcune persone di esprimersi e raccontarsi quando nel mondo esterno non era loro concesso. Spazi che esistono ancora oggi in tutto il mondo, Italia compresa.
Non sono gare tra drag queen, ma delle battaglie di moda e danza a cui a partecipano persone cis etero, persone gay e, chiaramente, anche drag queen e drag king. Le ballroom sono il posto in cui è nato il voguing come forma d'arte e in cui, almeno in America, si fa politica.
la House of ninja
Immginiamo una società che permette alle famiglie di cacciare di casa i loro figli perché gay e queer e immaginiamo che questi giovanissimi (a volte anche tredicenni e quattordicenni) vengano accolti da un'altra famiglia, quella di elezione, in una "casa", la House, dove una "madre" si prende cura di loro finché non diventano adulti e autonomi e finché non imparano a stare al mondo da gay, da queer. Accadeva non molto tempo fa: nella New York degli anni Ottanta e Novanta le madri erano spesso delle donne transgender adulte che governavano le House (chiamate così perché ispirate alle case di moda) e proteggevano i kids, ragazzini abbandonati dalle famiglie d'origine. Tra la House of Labeja e la House of Extravaganza una delle più antiche, fondata nel 1982 da Willi Ninja (il "padrino del Voguing"), è la House of Ninja, con capitoli - distaccamenti - in tutto il mondo (anche in Italia) e di cui Dolores Parisi è madre del capitolo della west coast americana.
Nata a Bergamo, Dolores Parisi ha fatto del voguing una scelta di vita e di schieramento politico, "sono andata via dall'italia anche per il clima di giudizio oppressivo e costante", spiega, "ma anche perché la cultura delle ballroom non esisteva nel nostro Paese: è uno stile di vita nato negli Stati Uniti da dinamiche sociali e politiche che volevo approfondire e conoscere". Così nel 2008 fonda una scuola di danza a Bergamo e poi vola verso Manhattan, alla scoperta del Voguing. "Credevo fosse uno stile di danza finché non mi hanno raccontato tutta la storia", allora eccola alle due del mattino avvicinarsi alle Ballroom. La prima volta, indimenticabile, a La Escuelita (la "piccola scuola"): discoteca aperta negli anni Settanta e conosciuta come il club latino LGBT numero uno di Manhattan. "Ho aspettato due anni prima di gareggiare: temevo di essere irrispettosa inserendomi in quanto donna cis e bianca. E poi non mi sentivo abbastanza brava nel voguing". Quando poi ha mosso i primi passi l'accoglienza è stata straordinaria: "tra una gara e l'altra nelle Ball si balla tutti insieme e avevo fatto amicizia, inoltre ho anche vinto al primo giro".
"la categoria è..."
In un mondo che non consente alle persone nere e latine che sono anche queer e trans di essere star di Hollywood, vip sulle cover delle riviste o modelle in passerella non ci vuole molto perché queste inventino un gioco collettivo basato proprio sull'immedesimazione di quei ruoli inaccessibili. Così nascono le gare di voguing: divise in categorie (star di Hollywood, Runaway, Cover girl...) le House gareggiano sfidandosi a passo di danza e pose plastiche tipiche di questo stile che tutte abbiamo apprezzato quando Madonna ne ha fatto un fenomeno di costume anche per le persone bianche.
Anche in italia c'è una grande scena, Dolores ha portato la cultura delle Ballroom insieme a La b Fujiko nel 2014 invitando due dei più noti commentator del mondo, Dashaun Wesley e Javier Ninja. I commentator sono i maestri della cerimonia: aprono letteralmente le danze della Ball invitando il pubblico ad applaudire gli LSS, ovvero le Legends, gli Statement e le Stars, i titoli che le persone frequentatrici (e vincitrici) delle Ballroom guadagnano nel tempo. Ma ci sono anche le Icon e le Hall of Fame, insomma le gerarchie non mancano sopratutto se si è attivamente e culturalmente coinvolte. Poi è la volta dei giudici di gara e poi la ball inizia. Ci sono contest enormi e ballroom più rilassanti, dove sostanzialmente ci si allena e ci si diverte nell'attesa delle gare importanti o pubbliche come Legendary, voluta da HBO e alla quale Dolores ha portato il suo capitolo della House of Ninja, l'unico composto da donne cis.
Al pride con mariah carey
Giugno 2023 vedrà Dolores Parisi performare in apertura a Mariah Carey al Los Angeles Pride e poi al New York Pride, questo mese è "uno dei più busy dell'anno", racconta la ballerina e coreografa che si prepara a ospitare gli Oscar del voguing ad agosto. Sono attività possibili perché in America il Governo sostiene le associazioni che fanno promozione sui temi della salute mentale e di quella riproduttiva: "il sostegno economico pubblico permette alle associazioni di creare occasioni di incontro, donando e coinvolgendo performer e attivisti, che diventano anche occasioni per parlare di salute, di malattie sessualmente trasmissibili, di PrEp, di Hiv, di identità transgender e di salute mentale o dove fare gratuitamente esami e test con personale medico", commenta Dolores, "sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla facilità con cui negli Usa si possono organizzare eventi monumentali trovando nelle stesse associazioni e organizzazioni lgbt+ degli ottimi sponsor, al contrario in Italia è tutto sulle spalle degli attivisti e delle attiviste".
Nell'attesa che le istituzioni comprendano che le dimensioni artistiche, come il clubbing o la movida, come ai nostri piace chiamare gli spazi di divertimento notturni, sono il modo più facile di avvicinare le persone e fare in qualche modo politica, è giusto sapere che altrove invece accade anche grazie a un'italiana, Dolores Parisi, che nel frattempo è diventata una legend.
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