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Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Dal telefono fisso alla radio: la Gen Z è convinta di inventare cose geniali e forse è il caso di parlarne

Dal telefono fisso alla radio: la Gen Z è convinta di inventare cose geniali e forse è il caso di parlarne
(getty)
La Gen Z è davvero convinta di inventare o scoprire cose che nessuno prima di loro aveva inventato o scoperto.
Ecco perché la chiamano "generazione Cristoforo Colombo"
di Eugenia Nicolosi

Forse sono davvero la generazione più stupida di tutte, come teorizzano alcuni, forse hanno avuto cattivi maestri e cattive maestre. Ma la Gen Z non si distingue per le capacità di approfondimento o lo studio della storia (volendo forzare il termine e includere i jeans a vita bassa). 

Margaret Atwood: "'Il racconto dell'Ancella' fu profetico: l'America va verso una teocrazia che sottomette le donne"

la "gen z convinta di inventare cose" potrebbe essere una serie

Leggiamo da un popolare subreddit, di Reddit appunto: «L'altro giorno alcune ragazze della Generazione Z mi hanno chiesto se potevo scattare loro una foto e mi hanno dato la loro macchina fotografica digitale e mi hanno spiegato come usarla correttamente, come se non avessi passato tutta la mia giovinezza e le serate in discoteca a usarla». Sui social un tizio ha pubblicato un "trucco per avere pomodori infiniti" che consisteva nel piantare semi di pomodoro: pensava davvero di aver inventato la coltivazione.

Un altro genio ha proposto l'idea di un podcast 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in altre parole ha "inventato" la radio. Una ragazza ha "inventato" le quesadillas perché voleva un toast al formaggio ma non aveva pane ma solo piadine, è stato addirittura trend il junk journaling: una cosa che le ragazze degli anni Novanta facevano già ma forse senza un nome anglofono non conta.

ideona: "e se tenessimo un telefono fisso in casa?"

Di recente hanno "scoperto" che si può mettere la crema per le emorroidi sotto gli occhi per ridurre le borse ma volendo stringere, il caso più ridicolo resta quello della ragazza che proponeva uno smartphone da tenere in casa, condiviso da tutta la famiglia, utile per ricevere o attivare comunicazioni quando si è in casa. Cioè il telefono fisso.

Ogni tanto sui social qualcuno scopre l’acqua calda. La guarda, la indica, le dà un nome (quasi sempre in inglese) e la presenta come una svolta culturale.

Succede spesso con la Gen Z, o almeno con quella parte di Gen Z che trasforma ogni presunta intuizione geniale in contenuto e la scena fa ridere perché ha veramente la purezza dell’assurdo. Sappiamo che ogni generazione tende a riscopire qualcosa: i vinili, i tarocchi, i viaggi in treno per l'Europa o l'anno sabbatico. Ma il problema è che qui l'intervallo di tempo da quando quelle "cose" si usavano a quando la gen z le ha "inventate" è veramente troppo poco: gli indumenti a vita bassa, quando sono tornati a fine anni Novanta primi Duemila, si sapeva che erano di moda negli anni Settanta. Le gen z ha invece la presunzione della scoperta che quindi diventa appropriazione ingenua, più ingenua che appropriazione, e per questo fa ridere ma fa anche riflettere. 

Qualcuno li chiama "generazione cristoforo colombo" e rende l'idea

Chiedersi se qualcuno, prima, avesse già avuto questa "idea geniale" o trovato soluzioni per lo stesso problema non è, diciamo, prassi comune: il telefono fisso era esattamente un dispositivo familiare e apparteneva alla casa prima che alla persona. La famiglia, cara la nostra influencer che vive sulla luna, aveva un unico numero e un oggetto comune. Poi, molto poi, è arrivato il cellulare personale e la comunicazione si è spostata dalla casa al corpo.

Ma non saperlo non è normale, visto che molte case ancora hanno un telefono fisso, la maggior parte quindici anni fa sicuramente lo aveva ancora.  Ovunque ci si ponga la questione, la gen z viene chiamata la "generazione Cristoforo Colombo" per eccellenza: "scoprono" territori già abbondantemente abitati, piantano una bandierina e poi fanno il video da mettere sui social. Forse non lo fanno sempre per stupidità, forse lo fanno perché il feed social è progettato per distruggere la memoria a lungo termine. E forse anche il desiderio di guardare fuori dalla propria ristrettissima bolla.