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Rifarsi il sen(n)o: sempre più adolescenti vogliono la chirurgia estetica

Un seno rifatto o altri interventi di chirugia estetica come regalo per i 18 anni (ottenuto anche prima della maggiore età): ed è allarmante la vicinanza tra adolescenti e procedure così invasive

La notizia è che sempre più adolescenti si sottopongono a interventi di chirurgia plastica e chirurgia estetica. La prima lavora sul piano medico, serve a migliorare la qualità della vita della persona (pensiamo alle procedure fondamentali per il benessere delle persone transgender o agli interventi di riduzione di seni problematici). Qui però parliamo di chirurgia puramente estetica, che invece apporta piccoli o grandi cambiamenti non utili al benessere fisico (semmai mentale, per piacersi e riconoscersi quando ci si guarda allo specchio). Naso, labbra e seno sono le aree più interessate. Ma perché le (e gli) adolescenti ricorrono sempre di più a interventi di questo tipo? Le ragioni sono molte, come sono pure molte le questioni che si sollevano. Anche di natura etica ma non solo. Per esempio, la legge prevede multe salatissime e sospensione della professione ai medici che impiantano protesi mammarie a soli fini estetici su persone minorenni. Eppure succede. 

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Naturalmente tra i motivi che spingono i giovani e le giovani a chiedere ai genitori interventi di chirurgia estetica c'è la paura di critiche e osservazioni, più o meno crudeli, che possono ricevere dalla cerchia di amicizie ma pure da persone estranee sui social media. La costante raffica di commenti negativi che vengono letti sui propri canali o su canali altrui spesso spinge le persone più giovani a modificarsi per allinearsi agli standard stabiliti dai filtri e dai ritocchi digitali (di cui abbiamo parlato qui). La maggior parte delle adolescenti allora ricorre alla chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto e per questo avere più sicurezza di sé: legano quindi la propria autostima al giudizio estetico in arrivo dall'esterno. Come le persone adulte? Non esattamente, ma lo vedremo poi.

L'allarme della società italiana di medicina estetica

In Italia la sanzione per chi impianta protesi mammarie additive alle adolescenti per soli fini estetici è di 20mila euro e si aggiunge alla sospensione dalla professione per tre mesi (legge 86 del 2012). Che però vengano ugualmente praticati questi interventi non è una novità assoluta: lo sappiamo da qualche anno che gli adolescenti apprezzano il bisturi. Infatti già due anni fa, al Convegno Hair&Nail and Anti-Aging, sono stati diffusi i risultati di alcuni sondaggi da cui è emerso che il 73 per cento degli adolescenti italiani ha subito interventi di chirurgia estetica. Ma già da piccolissime, parliamo di bambine sotto i 13 anni, si dedicano a lunghe sessioni di skin care antiage (sì, anti età) e attraversano processi di adultizzazione adottando make up da donne adulte e pure outfit da donne adulte. Quindi la storia che molte adolescenti vogliono, come regalo per il compimento dei 18 anni, rifarsi il seno è perfettamente in linea con il trend di adultizzazione precoce delle teenagers. Ma se l'applicazione delle protesi mammarie per finalità esclusivamente estetiche è consentito solo a persone maggiorenni (a meno che non siano presenti gravi malformazioni congenite certificate), l'allarme lanciato da Emanuele Bartoletti, presidente della Società italiana di medicina estetica (Sime) è preciso: a 18 anni sono comunque troppo giovani.

"La cosa che però spesso succede, e credo sia una deriva sbagliata, è che ci sono genitori che ad esempio regalano l'impianto di protesi al seno a fini estetici alle figlie proprio per il compimento dei 18 anni e questo è rischioso, perché si tratta comunque di soggetti troppo giovani". Parlando con l'ANSA, Emanuele Bartoletti, vuole lanciare un appello ai genitori. "Queste ragazze appena 18enni che spesso effettuano l'impianto di protesi al seno a soli fini estetici possono rischiare di avere dei problemi nel tempo. In età così giovane, infatti - rileva Bartoletti - o si ha una malformazione oppure non ha senso ricorrere alla chirurgia e all'impianto di protesi solo per una moda. Bisogna stare molto attenti e per questo lanciamo un appello soprattutto ai genitori, affinchè non acconsentano alle richieste delle figlie se non ci sono motivi validi. Questa è una deriva che va assolutamente bloccata". 

le adolescenti non sono abbastanza mature per la chirurgia (ma accade in tutto il mondo)

Una persona adolescente ha bisogno anche di raggiungere un livello profondo di maturità emotiva per superare quella che molti considerano una procedura correttiva “minore” ma che va a modificare in modo permanente le forme del viso e del corpo. Anche perché qualsiasi intervento chirurgico comporta dei rischi e le persone adolescenti devono avere anche la maturità e la lucidià per prestare il proprio consenso informato rispetto a tali rischi e anche ai limiti della chirurgia estetica.

Eppure, uno studio dell’American Academy of Facial Plastic and Reconceptive Surgery mostra che il 75 per cento dei chirurghi plastici registra un picco di clienti sotto i trent'anni. Non minorenni, ma nemmeno abbastanza adulte e adulti. La scoperta chiave dell'indagine è che le ragioni principali che spingono i giovani a sottoporsi a procedure estetiche sono il desiderio di "sentirsi riposati/sembrare più giovani" perché notano "cose ​​che vogliono migliorare durante le videochiamate". Non esattamente un problema di dismorfofobia, piuttosto a comandare è la paura di non essere "belle abbastanza" per gli irrangiubili canoni di bellezza stabiliti dai social. 

vogliono scattarsi il selfie "perfetto" sin dai 9 anni

L'approccio dei giovani alla chirurgia estetica è cambiato ed è un bene, diciamo: mentre in passato veniva taciuta, trattata come un segreto, oggi c'è più accettazione del fatto che le persone sono libere di fare le proprie scelte riguardo al proprio corpo. 

Il problema è però che a monte c'è una questione di omologazione agli standard di bellezza, non la volontà di distinguersi o di eliminare un difetto reale o percepito. Infatti i giovani si sottopongono a procedure come botox e filler per la pressione che ricevono dai social media. Uno studio del Nuffield Council on Bioethics parla di "industria non regolamentata", in riferimento agli interventi di micro chirurgia estetica e affronta il tema delle app per adolescenti e bambini: "Plastic Surgery Princess", "Little Skin Doctor" e "Pimp My Face" sono app a metà tra gioco e fotoritocco che simulano la chirurgia sui volti e sui corpi degli utenti. Utenti che hanno anche 7, 8 e 9 anni. Se da una parte la normalizzazione della chirurgia plastica o estetica è un bene perché gli stigmi fanno sempre male alle società, dall'altra queste app stanno contribuendo ad aumentare le ansie legate all’immagine corporea.