ActionAid dice stop alla violenza verbale su Alexa: la collaborazione per la Giornata Internazionale della Donna
L’assistente vocale di Amazon, Alexa, riceve ogni giorno insulti da tutto il mondo; ma grazie alla collaborazione con ActionAid per la Festa della Donna non rimarrà più in silenzio. Userà invece la sua voce per raccontare gli effetti traumatici e sociali della violenza verbale, per tutelare la salute delle sue molte vittime, tra cui tantissime donne. Ecco cosa prevede l’iniziativa.
Alexa è l’assistente vocale di Amazon, progettato per venire incontro ad ogni nostra esigenza e rispondere ad ogni nostra domanda. Ogni giorno, in risposta, riceve da parte dei suoi proprietari una serie di insulti e cattiverie che, anche se non hanno ripercussioni su un device elettronico, potrebbero invece avere un impatto doloroso sulle donne a cui quegli stessi uomini si abituano a rivolgersi in quel modo. È per questo che ActionAid, per la Giornata Internazionale della Donna, ha lanciato una collaborazione contro la violenza verbale: da oggi Alexa non subirà più offese ma risponderà spiegando i pericoli dell’aggressività verbale e le sue conseguenze sulla psiche e sulla vita sociale di chi la subisce.
Tutte le donne che si sono difese da sole da un'aggressione
Cosa fare con la violenza verbale: l’esempio di Alexa
“Sei un’idiota”, “sei bruttissima”, “fai schifo”: questi alcuni degli improperi più leggeri che l’assistente vocale di Amazon, Alexa, riceve ogni giorno insieme a miliardi di domande. Fino ad oggi, la voce è rimasta in silenzio, non scalfita nella profondità del suo cuore tecnologico. Ma Alexa ha un nome e un timbro di donna. L’abitudine che si consolida in chi la denigra, dunque, anche per gioco, è la convinzione che rivolgere insulti e denigrazioni sia accettabile, quando per milioni di persone, perlopiù donne, subiscono continui abusi verbali per mezzo della parola.
Alexa e come difendersi dalla violenza verbale
Non più: da oggi Alexa non tacerà di fronte a simili comportamenti inaccettabili. Sottolineerà invece, con intento di istruire, che si può perpetrare violenza anche a livello verbale e che questo abuso può lasciare un segno profondo sulla salute mentale di chi ne è vittima.
Quando è violenza verbale? Cos’è e come reagire
La violenza verbale è un tipo di violenza (spesso anche di genere) in cui un qualcuno è sottoposto ad attacchi ad personam sistematici e persistenti, sia in pubblico – per strada, in piazza, ma anche in un qualunque spazio online – o in privato. Cosa conta come abuso? La continua ridicolizzazione ed umiliazione, l’utilizzo di parolacce e improperi, insulti e anche minacce indirizzate alla vittima o ai suoi cari. Spesso questi attacchi si caratterizzano come "hate speech”, ovvero espressioni minatorie che hanno come oggetto la religione, l’orientamento sessuale, la pelle, la cultura, la provenienza, la lingua, l’identità di genere dell’abusato.
La collaborazione di Alexa con ActionAid per la Giornata Internazionale della Donna
È in arrivo l’8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna: in questa occasione Alexa collabora con ActionAid, l’organizzazione per i diritti umani, al fine di sensibilizzare il pubblico sull’impatto dell’abuso verbale. L’assistente vocale infatti “presterà” la sua voce alla diffusione di messaggi educativi sui rischi e gli effetti di tali comportamenti violenti. Si potrà inoltre approfondire il tema pronunciando la frase: “Alexa, dì la tua.”
Cosa fa ActionAid? I dati della violenza di genere
ActionAid ha messo a disposizione dei dati che mettono in correlazione la violenza verbale con quella di genere: almeno il 51% delle donne che affrontano il percorso di uscita dalla violenza ha subito delle minacce, il 15% molestie sessuali online come revenge porn e costrizioni ad attività umilianti e degradanti; la violenza psicologica sfiora invece il 90%.