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Aggiornato il: 4 minuti di lettura

Non è un metaverso per donne: cosa è e come funziona (esattamente)

I predatori sessuali sono (pure) nel metaverso.
Dopo la notizia dello stupro avvenuto nel mondo virtuale ci chiediamo: cosa è il metaverso e come funziona la violenza di genere?
di Eugenia Nicolosi
Non è un metaverso per donne: cosa è e come funziona (esattamente)

Giunge dall'Inghilterra la notizia della prima indagine per stupro nel metaverso: una giovane inglese ha infatti denunciato di essere stata aggredita da un gruppo di predatori sessuali mentre si trovava in un videogioco (non si sa ancora quale). La polizia sta ora lavorando al caso, che per quanto sia di fatto il primo reato sessuale virtuale denunciato, non è il primo in assoluto: la violenza sessuale non è rara nel mondo virtuale. Anzi, intervistati dal Daily Mail, i funzionari della polizia inglese spiegano che le violenze sessuali virtuali sono un fenomeno diffuso (anche in Italia: noi abbiamo parlato qui di predatori nel gioco Roblox).

Esiste un posto dove le donne e le ragazze sono al sicuro? È una domanda legittima visto che i casi di stupro e abuso sessuale sono in aumento nel mondo reale e anche nel mondo virtuale, in particolare nei giochi presenti nella realtà virtuale del metaverso: un mondo digitale immersivo in cui si può interagire e socializzare attraverso il proprio avatar utilizzando visori per realtà virtuale (visori VR). Nel frattempo, un portavoce di Meta fa sapere tramite una nota alle agenzie di stampa che  "Il tipo di comportamento descritto non trova posto sulla nostra piattaforma, motivo per cui per tutti gli utenti abbiamo una protezione automatica chiamata confine personale, che tiene le persone che non conosci a pochi passi da te". Ma questo basta a proteggere gli avatar dai predatori virtuali? Ovviamente ed evidentemente no.

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come funziona la violenza nel metaverso

Lo stupro virtuale o violenza sessuale virtuale, si riferisce a qualsiasi caso di stupro o violenza sessuale avvenuto online, nel metaverso, come nei videogiochi di realtà virtuale. E quanto è diffuso lo stupro digitale e soprattutto, come viene vissuto dalle vittime? Secondo la polizia inglese, la sedicenne che ha subito la violenza nel metaverso sta attraversando "lo stesso trauma psicologico ed emotivo di chi viene abusata el mondo reale poiché l'esperienza 'VR', della realtà virtuale, è progettata per essere immersiva". C’è quindi un impatto emotivo e psicologico che atterra sulla vittima: il che pone una serie di sfide per le forze dell’ordine di tutti i Paesi, dato che le legislazioni attuali non si sono ancora allineate all'avanzata tecnologica.

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Quando si parla di stupro virtuale ci si riferisce a casi di abuso sessuale avvenuti online, nel metaverso. Chiaramente non è prevista nessuna invasione dello spazio fisico (cosa che, nella legge italiana sulla violenza sessuale è dirimente perché si parli di reato).

Nel febbraio 2022, la fondatrice e vice presidente di Metaverse Research for Kabuni Nina Jane Patel ha raccontato sul suo blog di Medium di come una banda di tre o quattro avatar l'ha molestata sessualmente nella piattaforma metaverso di Meta, Horizon Venues. "In sostanza, ma virtualmente, un gruppo di avatar ha stuprato il mio avatar e hanno pure scattato delle foto mentre cercavo di scappare. La mia risposta fisiologica e psicologica è stata identica a quella che avrei sperimentato se fosse accaduto nella realtà".

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il metaverso è uno spazio sicuro?

Sempre Patel ha dichiarato poi in un'intervista alla CNBC-TV18 di essersi bloccata durante l'aggressione, come spesso avviene nella realtà. Ha inizialmente armeggiato con i controller cercando di utilizzare le funzionalità di sicurezza che consentono agli utenti di bloccare e segnalare. Poteva sentire i suoi aggressori ridere e dirle "Non fingere che non ti piaccia". Non conosceva le identità o i nomi dei loro avatar, quindi una volta finito non poteva cercarli e segnalarli o bloccarli.

Bambine e donne non sono però gli unici bersagli dei predatori. Nel dicembre 2021, il giornalista Hugo Rifkind (The Times) ha detto di essere stato molestato sessualmente mentre si trovava "dentro" Horizon Worlds, un gioco di realtà virtuale. In un articolo sul Times, ha scritto che stava andando a un concerto virtuale di Billie Eilish con un amico quando "un ragazzo calvo dall'aspetto inquietante corre verso di loro, si piega e inizia a toccare con le sue mani da cartone animato i loro inguini".
È improbabile che i legislatori (inglesi o italiani che siano) arrivino presto a definire i contorni di un reato come lo stupro nel metaverso perché l'aggressione sessuale è definita pressoché in tutto l'Occidente come il contatto fisico con un'altra persona senza consenso di questa. Ma un'altra difficoltà nasce dal fatto che la portata globale del metaverso potrebbe rendere difficile determinare quale sia il Paese che deve prendere in carico l'eventuale denuncia e l'eventuale persecuzione degli indagati.

il metaverso è l'antico "cyberspazio"

Per farsi un'idea più chiara di quanto possa essere vago il termine "metaverso", basta pensare che tecnicamente è quello che chiamavamo "cyberspazio". Metaverso non si riferisce realmente a un tipo specifico di tecnologia ma piuttosto a un ampio (e spesso speculativo) cambiamento nel modo in cui interagiamo con la tecnologia. Le tecnologie a cui le aziende fanno riferimento quando parlano di “metaverso” possono includere la realtà virtuale, caratterizzata da mondi virtuali che continuano ad esistere anche quando non stai giocando, così come la realtà aumentata che combina aspetti del digitale e mondi fisici. E non è necessario che tali spazi siano accessibili esclusivamente tramite i visori VR: anche i mondi virtuali dei videogames hanno iniziato a definirsi "il metaverso".

Molte aziende che sono salite a bordo del carrozzone del metaverso immaginano anche una sorta di nuova economia digitale, in cui gli utenti possano creare, acquistare e vendere beni. Come per esempio case. È difficile quindi oggi prevedere dove ci porterà tutto ciò perché i giganti della tecnologia come Microsoft e Meta stanno ancora lavorando alla creazione di tecnologie legate all'interazione con e tra i mondi virtuali (ma non sono gli unici). Molte altre grandi aziende così come piccole startup, stanno ancora costruendo l’infrastruttura per creare mondi virtuali migliori che imitino più da vicino la nostra vita fisica. Coca-Cola per esempio ha lanciato "Sugar Byte", un sapore nato nel metaverso che si trova solo in un minigioco collegato a Fortnite. Non ci sono regoile e non ci sono limiti, nel bene e nel male.

entrare nel metaverso: come si fa, cosa occorre

Chiunque può accedere al metaverso: un universo fatto di mondi virtuali, la cui porta di accesso è a portata di iscrizione. Basta per esempio avere un account Meta (Facebook o Instagram) per fare il log in e accedere a giochi e spazi in cui socializzare, giocare, partecipare a concerti e mostre, comprare casa, lavorare. L’accesso al metaverso di per sé non richiede specifiche attrezzature tecniche. Si può accedere al metaverso con uno smartphone, con un computer, con le console di gioco collegate a internet. Ma collegare altre apparecchiature come un microfono, visori e cuffie per realtà virtuale è utile a migliorare l'esperienza. A renderla più "vera" che mai. E anche questo, accade nel bene e nel male.