Trump ha vinto: cosa succederà ora al diritto d'aborto delle donne negli Stati Uniti?
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Condanne penali, dibattiti persi, diffusione di fake news: nulla è bastato. Donald Trump è tornato al potere come Presidente degli Stati Uniti. Dopo un mandato dal 2017 al 2021, è il primo presidente nella storia americana a tornare in carica con una condanna penale pendente, legata a scandali e accuse di condotta discutibile. La sua recente vittoria nelle elezioni americane ha scatenato forti interrogativi sul futuro dei diritti, in particolare riguardo all’aborto: quale sarà il destino delle donne negli USA?
Elezioni USA: gli exit poll danno l'aborto a rischio?
Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. Dopo una campagna elettorale turbolenta, caratterizzata da scandali e accuse, il tycoon ha vinto le elezioni, riacquisendo il ruolo di Presidente degli Stati Uniti. Con un passato segnato da controversie giudiziarie, episodi di esplicita misoginia, sessismo, razzismo e omofobia, la sua vittoria solleva numerosi interrogativi sul futuro dei diritti delle donne, in particolare sul tema dell’aborto. Cosa succederà ora al diritto di scelta delle donne americane? Saranno costrette a fare marcia indietro rispetto ai progressi ottenuti? Ecco cosa possiamo aspettarci.
Chi ha vinto le elezioni americane? Trump è di nuovo presidente degli Stati Uniti
Nonostante il clima politico tesissimo, Donald Trump è stato rieletto come Presidente degli Stati Uniti. Questo ritorno alla presidenza è stato segnato dalla sua inconfondibile retorica da tabloid e da una serie di accuse e scandali. Durante la campagna elettorale, Trump ha continuato a utilizzare un linguaggio controverso e ha più volte sfidato i limiti della decenza e dell’etica con fake news e attacchi personali, specie verso i suoi avversari politici, come Kamala Harris. Nonostante questi episodi, ha conquistato nuovamente il consenso, aprendo nuove domande su come affronterà temi delicati come il diritto all’aborto.
Un presidente con una condanna a carico: il processo contro la pornostar Stormy Daniels
Il passato giudiziario di Trump non è affatto privo di ombre. Tra le cause legali che lo hanno coinvolto, spicca il caso della pornostar Stormy Daniels, per il quale è stato condannato a pagare 130 mila dollari in cambio del silenzio sulla loro relazione.
Qual è la posizione di Donald Trump sull’aborto?
In contrapposizione con Kamala Harris, schierata per il diritto delle donne all'autodeterminazione sui loro corpi, Trump si è dichiarato più volte pro-life, con l'eccezione dei casi di stupro, incesto o pericolo di vita per la madre. Come spiegato da lui stesso: “Se il Congresso dovesse approvare una legge che rende illegale l'interruzione volontaria di gravidanza e i tribunali federali confermassero questa legislazione, il medico o chiunque compia l'atto sarebbe ritenuto legalmente responsabile, non la donna”. La sua posizione, in pratica, è di permettere agli Stati di decidere autonomamente in materia di aborto, senza l’interferenza della Corte Suprema.
Questa idea, tuttavia, è strategica: ha permesso a Trump di mantenere un equilibrio tra il sostegno dell’elettorato conservatore, prevalentemente contrario all’aborto, e quello delle donne che sostengono il diritto di scelta, evitando di alienare entrambe le fazioni. Ma le cose cambieranno ora che è tornato ad essere Presidente?
Cosa è successo nel giugno 2022 al diritto d’aborto negli USA?
La questione dell'interruzione volontaria di gravidanza negli Stati Uniti ha subito un colpo importante già nel 2022, quando la Corte Suprema ha abolito la storica sentenza Roe v. Wade, una decisione che ha eliminato la protezione federale per il diritto all’aborto. Questa svolta, concretizzata con la sentenza Dobbs v. Jackson Women's Health Organization, ha lasciato ai singoli Stati la possibilità di decidere autonomamente. Un cambiamento radicale che ha già messo in difficoltà milioni di donne in tutto il paese e che, sotto la presidenza di Trump, rischia di consolidarsi ulteriormente.
Cosa succederà ora alle donne che vogliono abortire negli Stati Uniti?
Con la presidenza Trump, il diritto all’aborto continuerà a essere nelle mani dei singoli Stati, e non si prospettano inversioni di tendenza. Trump ha spesso affermato che la “volontà popolare” deve prevalere e che ogni Stato dovrebbe decidere autonomamente le proprie leggi sull’aborto.
Il futuro del diritto d’aborto negli Stati Uniti: Trump farà marcia indietro?
Rimane incerto se Trump deciderà di prendere una posizione più dura sull’aborto nel corso del suo secondo mandato. Nonostante il suo atteggiamento ambivalente, il fatto che la questione sia delegata agli Stati con maggioranza repubblicana rende probabile un futuro di crescenti restrizioni. Solo il 5 novembre 2024, un referendum in Florida, Stato governato dal repubblicano Ron DeSantis, ha visto bocciare un emendamento che avrebbe reso l’aborto legale fino alla vitalità fetale, ribadendo invece il divieto dopo sei settimane. Questo esempio mostra quanto siano ormai radicate le nuove politiche restrittive in numerosi Stati.
Cosa rischiano le donne che abortiscono?
Per molte donne americane, abortire ora significa affrontare sfide notevoli. In un contesto in cui oltre 40 milioni di donne vivono in Stati contrari all’aborto, il diritto alla scelta è sempre più limitato, anche in casi dove la gravidanza significa un pericolo mortale per complicazioni mediche o in situazioni di violenza e giovanissima età. Le restrizioni locali impongono viaggi di migliaia di chilometri per accedere ai servizi di interruzione di gravidanza, una situazione che riporta alla mente l’epoca pre-Roe, quando le donne ricorrevano a procedure clandestine per interrompere la gravidanza. "Queste barriere e divieti all'aborto creano uno scenario in cui l'accesso di un individuo alle cure dipende da dove vive e dalle risorse di cui dispone", afferma Jasmeet Sidhu, ricercatore senior di Amnesty International USA, descrivendo una vera e propria crisi dei diritti umani. La realtà per molte donne è che non tutte possono permettersi di abortire.
L'aborto negato: una crisi che riguarda i diritti umani
Milioni di donne sono ora costrette a scegliere tra viaggi impossibili e procedure clandestine, al rischio di essere perseguite penalmente, pagando il prezzo di queste politiche sulla pelle o sul loro corpo. Con la rielezione di Donald Trump e la vittoria delle ideologie conservatrici, il diritto delle donne all'aborto negli Stati Uniti è più minacciato che mai. Non è solo una questione di politiche locali o di scelta personale: si tratta di una violazione massiccia e sistematica dei diritti umani delle cittadine degli USA, un ritorno a un passato in cui il loro corpo non apparteneva a loro, ma al controllo dello Stato.
Con Trump alla guida, l’America potrebbe continuare lungo una strada di repressione e disuguaglianza. E mentre lo fa, le donne americane potrebbero trovarsi a pagare il prezzo più alto per questa “libertà” tradita.
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