Referendum dell’8 e 9 giugno: una guida semplice e completa sui documenti necessari, il quorum e le schede
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Il Referendum dell’8 e 9 giugno 2025 è un momento di democrazia diretta: cinque quesiti su cittadinanza e lavoro, due giorni per votare e un solo obiettivo – esprimere un’opinione consapevole. Questa guida vi accompagna passo per passo: quando e dove votare, come funziona il quorum, cosa serve portare con sé al seggio e perché anche un singolo voto fa la differenza.
Referendum dell'8 e 9 giugno: una guida semplice
Quando si vota
Potete votare in due momenti:
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Domenica 8 giugno, dalle 7:00 alle 23:00
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Lunedì 9 giugno, dalle 7:00 alle 15:00
Organizzatevi in base ai vostri impegni, ma non aspettate l’ultimo minuto.
Chi può votare (e chi no)
Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni che risultano iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune.
Non possono votare:
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Minorenni
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Persone interdette per infermità mentale
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Chi ha perso i diritti civili per effetto di sentenza penale definitiva
Chi vive all’estero ed è iscritto all’AIRE riceverà le schede per posta.
Cosa vuol dire “referendum popolare abrogativo”
Un referendum abrogativo è uno strumento di democrazia diretta, previsto dalla Costituzione, con cui i cittadini possono chiedere di eliminare una legge o una parte di essa.
È diverso dalle elezioni politiche, perché non si vota per rappresentanti, ma per una decisione precisa su un tema specifico.
Come si vota e cosa significa Sì o No
Ogni quesito ha una scheda di colore diverso. Basta tracciare una X sul “Sì” o sul “No”.
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Il “Sì” serve per cancellare la norma indicata.
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Il “No” serve per mantenerla così com’è.
Non ci sono motivazioni da scrivere, né spiegazioni da dare: solo una croce. E attenzione a non confondersi tra schede.
Posso votare solo per alcune schede?
Assolutamente sì. Potete ritirare solo le schede relative ai quesiti su cui desiderate esprimervi. Le altre potete lasciarle al seggio.
Schede bianche o nulle valgono per il quorum, ma non incidono sul risultato.
“Devo spiegare perché voto No?” No, è una bufala
Una falsa notizia gira sui social: che per votare “No” al referendum serva motivare la scelta o fornire una giustificazione. Non è vero. È una fake news.
Al seggio, esprimere il vostro voto è semplicissimo: tracciate una X sul “Sì” o sul “No”, e basta. Non dovete argomentare nulla, né spiegare il perché della vostra posizione. È un diritto pieno e libero, senza obblighi di dichiarazione.
Che cos’è il quorum
Perché un referendum abrogativo sia valido, deve andare a votare almeno il 50% + 1 degli aventi diritto. Questo è il quorum.
Se non si raggiunge, anche un “Sì” maggioritario non avrà effetti.
Non ritirare la scheda o lasciarla in bianco: le differenze di effetto sul quorum
Facciamo chiarezza su un punto spesso confuso: non tutte le schede hanno lo stesso effetto sul quorum. Ecco cosa succede nelle diverse situazioni:
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Se non ritirate una scheda (o più schede): non contribuirete al quorum per quel quesito specifico. In pratica, è come se non foste mai entrati al seggio per quel quesito.
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Se ritirate la scheda ma non votate (scheda bianca): sì, contribuite al quorum. La scheda viene conteggiata tra quelle valide ai fini della partecipazione.
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Se ritirate la scheda ma la annullate (per errore o intenzionalmente): anche in questo caso, la scheda viene conteggiata per il quorum, ma non influirà sull’esito tra “Sì” e “No”.
Attenzione: una volta raggiunto il quorum (cioè almeno il 50% + 1 degli aventi diritto al voto), contano solo i voti validamente espressi, cioè quelli con una X su “Sì” o “No”.
In sintesi: ritirare la scheda è già un gesto attivo. Se invece non la ritirate affatto, non pesate sul quorum. Ogni scelta ha un effetto concreto, anche l’apparente “non scelta”.
Documenti necessari per votare
Al seggio dovete portare:
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Tessera elettorale valida e con spazi liberi
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Documento d’identità valido (carta d’identità, patente, passaporto)
Entrambi sono indispensabili. Controllateli per tempo.
Cosa fare se avete perso la tessera elettorale o se sono esauriti gli spazi per i timbri
In caso di smarrimento, furto o se la tessera è esaurita, potete richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale del Comune.
Molti Comuni prevedono aperture straordinarie nei giorni precedenti al voto e durante gli orari di apertura dei seggi. Ma il consiglio è: non riducetevi all’ultimo momento.
Cosa succede se sbagliate a votare
Una scheda è nulla se:
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Tracciate segni sia sul “Sì” che sul “No”
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Scrivete qualcosa sulla scheda
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Rovinate il foglio rendendolo illeggibile
Nessuna paura: se ve ne accorgete in tempo, potete chiedere una nuova scheda al presidente di seggio.
Cosa si vota: i 5 quesiti spiegati facile
Se volete approfondire nel dettaglio la questione dei singoli referendum, abbiamo l'articolo che fa per voi. Qui sotto trovate invece una guida stringata che spiega i colori delle schede e riassume, in modo molto stringato, gli effetti dei sì e del no.
Cittadinanza italiana
La prima scheda, di colore blu, chiede se volete ridurre da 10 a 5 anni il requisito minimo di residenza legale per ottenere la cittadinanza italiana.
Un “Sì” è un segnale di apertura verso le seconde generazioni che sono italiane di fatto, ma non di diritto. Un “No” significa voler mantenere l’attuale rigidità. Anche con la modifica, il percorso verso la cittadinanza resterebbe comunque lungo e pieno di ostacoli.
Jobs Act e reintegro
Il secondo quesito, sulla scheda verde, punta il dito contro il contratto a tutele crescenti, introdotto nel 2015.
Votare “Sì” significherebbe ripristinare il reintegro per chi viene licenziato senza giusta causa, mentre un “No” manterrebbe l’attuale modello che spesso non garantisce il ritorno al posto di lavoro, nemmeno se il licenziamento è ingiusto.
Indennità per licenziamenti nelle piccole imprese
Scheda arancione: oggi chi lavora in aziende con meno di 15 dipendenti e viene licenziato senza motivo può ricevere al massimo sei mensilità.
Il referendum chiede di cancellare questo tetto. Un “Sì” lascerebbe al giudice la possibilità di decidere un indennizzo più equo. Un “No” manterrebbe il limite, penalizzando oltre 3,7 milioni di lavoratori.
Contratti a termine e causali obbligatorie
Il quesito sulla scheda grigia vuole riportare l’obbligo della “causale”, cioè una motivazione precisa per fare un contratto a termine, anche sotto i 12 mesi.
Dire “Sì” vuol dire combattere l’abuso dei contratti precari. Dire “No” significa continuare a consentire contratti a tempo determinato senza giustificazione.
Responsabilità negli appalti
Ultimo quesito, scheda rossa: oggi chi commissiona un lavoro in appalto non è sempre responsabile degli incidenti sul lavoro.
Il “Sì” ripristinerebbe la responsabilità solidale, garantendo più sicurezza e giustizia per i lavoratori. Il “No” lascerebbe l’attuale sistema.
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