La Procura di Padova chiede di cancellare il nome della madre non biologica da 33 atti di nascita
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La Procura d Padova ha rivolto una richiesta chiara al tribunale: rettificare i 33 atti di nascita, registrati a partire dal 2017, di bambini di coppie composte da due mamme e registrati dal sindaco Sergio Giordani.
La Procura di Padova impugna gli atti nascita
Il tema è emerso in seguito alla diffusione della circolare del ministero dell’Interno, riguardante la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite dello scorso dicembre, che stabilisce l’illegittimità di questi atti. Il motivo riguarda il fatto che, sempre secondo questa sentenza, i bambini nati all’estero attraverso la pratica della maternità surrogata possono essere riconosciuti in Italia come figli di entrambi i genitori solo in seguito all’adozione in casi particolari e l’approvazione del giudice; la semplice trascrizione all’anagrafe, quindi, non è più sufficiente.
La richiesta contro le famiglie omogenitoriali
La richiesta, quindi, è che ora si tolga dall’atto di nascita il nome della madre non biologica, e, se necessario, anche il suo cognome da quello del figlio. Tra i casi coinvolti, anche quello di una bambina che compirà a breve 6 anni; la sua registrazione risale al 30 agosto 2017 e l’udienza, per questo caso, si terrà il 14 novembre. Il rischio è che questa bambina, come altre, si ritroverà ad avere un solo genitore a livello legale, dopo anni in cui entrambe le mamme erano state riconosciute. Ciò comporterebbe gravi conseguenze sulla famiglia a livello legale e complicazioni di tipo burocratico in campo medico, scolastico e non solo.
La sentenza della Cassazione
Per la prima volta, le famiglie omogenitoriali vengono messe in difficoltà andando molto a ritroso nel tempo, costrette dopo anni di vita “normale” a iniziare il procedimento legale per un’adozione del loro già figlio. Questa richiesta fa riferimento a una sentenza della Cassazione in cui una coppia di padri era stata costretta ad adottare; si trattava però di un caso particolare, su cui anche la Cassazione aveva chiesto l’intervento del Parlamento.
Marco Mengoni in concerto a Padova
La notizia ha generato polemiche e critiche, che sono arrivate fino al palco sul quale si è esibito Marco Mengoni il 20 giugno: siamo allo Stadio Euganeo, proprio nella città di Padova. La prima data del tour estivo negli stadi del cantante reduce dalla vittoria a Sanremo e il successo dell'Eurovision: Marco Mengoni ha sentito di voler dedicare delle parole su quanto accaduto, manifestando tutto il suo supporto a quelle famiglie che stanno vivendo sulla propria pelle la decisione della procura. "In amore nulla deve essere proibito" ha detto dal palco dopo aver cantato il suo brano "Proibito", "e visto che siamo a Padova aggiungo che un’altra cosa che dovrebbe essere proibita è poter decidere cosa sia famiglia e decidere sui bambini".
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