Simone Biles sul tetto del mondo, ma è comunque criticata... per i capelli
Condividi su
Simone Biles, appena divenuta la ginnasta americana più vincente di sempre alle Olimpiadi, è tornata a gareggiare con una rinnovata felicità e una forza interiore senza pari. Dopo un periodo difficile a livello di salute mentale, la giovane donna sembra davvero aver trovato il modo di convivere con la pressione e lo stress delle competizioni ed esibire comunque il suo grande talento senza freni. Questa nuova fase della sua carriera ha dimostrato che non solo è una straordinaria atleta, ma anche un esempio di resilienza e determinazione. Tutto questo, però, apparentemente "non basta" per salvarsi dagli attacchi del web. Ad essere criticata pesantemente adesso, infatti, è la sua chioma, ritenuta disordinata e non professionale. Ma perché ogni qual volta c'è una donna, e specialmente una donna nera, gli attacchi prendono di mira il suo corpo?
Le critiche fuori luogo ai capelli di Simone Biles: che cosa è stato detto
Nonostante i successi straordinari, nemmeno questa volta la ginnasta è riuscita a scampare agli attacchi dei social. In particolare, la povera Simone è stata attaccata per le sue acconciature e lo stato dei suoi capelli in pedana. Dopo aver vinto una medaglia d'oro a Parigi 2024 e aver eseguito per prima nella storia il volteggio Yurchenko doppio carpiato, la donna ha dovuto affrontare commenti negativi sui social riguardo ai suoi capelli. "Dite a Simone Biles di farsi uno chignon, così sono disordinati", scrive qualcuno su Twitter. Non è la prima volta, purtroppo, che queste critiche ad personam la prendono come bersaglio: anche il giorno del suo matrimonio, gli haters si sono scagliati contro la coda che portava.
La risposta di Simone all'odio verso i suoi capelli
In risposta alle critiche, Simone Biles ha mostrato la sua solita classe e determinazione. Ha spiegato che l'acconciatura preparata al villaggio olimpico era stata rovinata da un viaggio in autobus di 45 minuti senza aria condizionata. "Non venite a criticare i miei capelli", ha scritto nella didascalia di una foto su Instagram. "L'autobus NON ha aria condizionata e ci sono circa 90.000 gradi. Oh, ed è un viaggio di 45 minuti". Concludendo, ha aggiunto infine la frase chiave di tutta questa faccenda: "La prossima volta che volete criticare i capelli di una ragazza nera, NON FATELO".
Perché l'attacco ai capelli naturali è un gesto che affonda le radici nel razzismo?
Ebbene, Simone non si è risparmiata dal sottolineare la criticità di prendere di mira con i commenti i capelli di una ragazza nera. Ma perché? Per le persone di colore, la chioma naturale è un argomento particolarmente delicato. Per decenni, infatti, sono stati discriminati specificamente per le loro chiome afro, ritenute disordinate, sporche, e sintomo di poca professionalità tanto più divergevano del capelli fino e liscio dei caucasici. Per inseguire aderire ai canoni di bellezza occidentali, generazione di donne ed uomini neri sono dunque stati spinti a lisciarsi i capelli, nella speranza di conformarsi a regole ed essere accettati. Di recente, però, il movimento per la cura dei capelli naturali ha ripreso forza, promuovendo la riappropriazione della propria cultura d'origine ed un ritorno ad imparare come prendersi cura di questo tipo di capelli - una conoscenza che molti stavano perdendo o hanno effettivamente perduto - con il ritorno delle grandi acconciature tipiche come, ad esempio, le treccine.
Orgoglio e autenticità: la rivincita di Simone Biles
"Ero solita preoccuparmi che i miei capelli fossero considerati poco professionali", ha dichiarato infatti l'atleta qualche tempo fa, "ma ora non me ne vergogno più". Ha raccontato però di essere tra quegli autodidatti che hanno dovuto imparare a prendersi cura della sua chioma solo di recente, grazie anche ai tutorial sui social. "Alle Olimpiadi non possiamo portarci truccatori o parrucchieri", ha sottolineato.
Condividi su