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beauty Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Storia e significato delle trecce, una tra le più antiche pettinature

Le trecce una delle pettinature più antiche
Le trecce una delle pettinature più antiche  (getty images)

Quello di intrecciarsi i capelli è un gesto di tradizione comune a differenti culture che si tramanda da generazioni, un mezzo di comunicazione e di identificazione, e in passato anche un indicatore di status sociale e uno strumento di resistenza. Oggi le trecce sono per lo più una scelta estetica, un hairstyle elegante e senza tempo che continua ad arricchirsi di significati. In questo articolo ripercorriamo la storia delle trecce e i differenti significati che hanno assunto in base alle diverse culture.

di Chiara Trimigliozzi

Una tradizione antichissima di molti popoli: le origini delle trecce

Le trecce potrebbero risalire a qualche migliaio di  anni fa e a testimoniarlo è la famosa statuetta della Venere di Willendorf, che gli studiosi stimano sia stata realizzata tra il 28.000 e il 25.000 a.C. circa, il cui capo sembra essere interamente ricoperto di trecce.

le origini delle trecce - Venere di Willendorf
le origini delle trecce - Venere di Willendorf  (getty images)
Molti anni più tardi, troviamo tracce storiche di capelli intrecciati nell’antico Egitto, durante la prima dinastia del faraone Menes. Gli egizi utilizzavano diversi tipi di trecce per differenziare i ranghi sociali, decorandole con fili d’oro o altre decorazioni. Durante l’età del Bronzo e del Ferro, poi, anche altri popoli del Medio Oriente e dell’Africa minore intrecciavano i capelli per dare informazioni sull’età, sulla ricchezza, sulla religione o sulla tribù di appartenenza.

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Furono gli antichi Greci, nel 3500 a.C. a esportare le trecce in Europa, dopo essere venuti a contatto con gli egizi e, anni più tardi, le trecce diventano un simbolo distintivo dei Vichinghi, rappresentati nella cultura popolare come uomini e donne di grande statura e con capelli lunghi e chiari intrecciati. Non è sicuro che la treccia fosse la pettinatura più comune tra i Vichinghi, ma sono stati ritrovati diversi oggetti per la cura dei capelli che suggeriscono che il popolo fosse molto attento a prendersene cura: le trecce, anche in questo caso, servivano a diversificare lo status sociale.
le trecce come pratica sociale
le trecce come pratica sociale  (getty images)

Il profondo significato delle trecce per i popoli africani

Gran parte della storia delle trecce risale ai popoli africani, dove la famosa acconciatura si carica di significati profondi che vanno oltre l’estetica e lo status sociale. Intrecciare i capelli era un vero e proprio gesto di comunità: veniva tramandato di generazione in generazione. Si intrecciavano i capelli come vera e propria arte sociale, senza chiedere nulla in cambio, e si trascorreva il tempo socializzando. L’arte delle trecce, oltre che per differenziare i ranghi e le tribù, aveva un valore spirituale: si pensava che i capelli facessero da tramite con le divinità, in quanto parte più alta del corpo, e che per questo avessero dei grandissimi poteri. Inoltre le trecce per i popoli africani avevano anche un aspetto funzionale, fungendo da protezione per i capelli afro tendenzialmente delicati e permettendo la loro crescita in lunghezza. Durante la tratta degli schiavi del 15esimo secolo, i popoli africani furono depredati dei loro beni e ridotti in schiavitù, i loro corpi disumanizzati e i capelli, una delle loro principali espressioni identitarie, completamente rasati. Le trecce in questo periodo sono state uno strumento di salvezza e resistenza per i popoli africani, per cui, una volta ricresciuti, hanno ripreso ad annodarli nelle trecce, uno stratagemma utile per disegnare mappe per fuggire dalle piantagioni e per nascondere dentro cibo o altri mezzi di sostentamento, uno strumento di sopravvivenza che ci racconta gli orrori subiti dagli africani e la loro lotta per la libertà. 

trecce nella cultura contemporanea
trecce nella cultura contemporanea  (getty images)

Le trecce nella cultura contemporanea, una varietà di stili e assimilazioni

La tradizione delle trecce è ancora viva nella cultura contemporanea, dove i diversi stili, una volta identificativi di una determinata comunità, sono stati contaminati e assimilati. Le acconciature sono moltissime, versatili e adatte a tutti i tipi di capelli, dai più corti a quelli più lunghi. Di recente, il revival Y2K ha riportato in auge le baby braids tipiche degli anni ’90 e 2000, inoltre la serie tv dello scorso anno su Mercoledì Addams ha fatto appassionare molte di noi alle trecce laterali e sui red carpet così come in passerella vediamo acconciature sempre più creative con le trecce.

La domanda che sorge spontanea è se intrecciarsi i capelli in determinati modi può essere visto come una forma di appropriazione culturale. La questione è complessa e meriterebbe un approfondimento a parte, quello che è bene tenere a mente è di non dare nulla per scontato, conoscere la storia delle trecce che indossiamo e il valore che ha assunto per certi popoli ci permette un approccio al tema con sensibilità e, nonostante l’assimilazione e la contaminazione odierna, di avere consapevolezza sulle origini delle nostre scelte estetiche.