Storia e significato delle trecce, una tra le più antiche pettinature
Quello di intrecciarsi i capelli è un gesto di tradizione comune a differenti culture che si tramanda da generazioni, un mezzo di comunicazione e di identificazione, e in passato anche un indicatore di status sociale e uno strumento di resistenza. Oggi le trecce sono per lo più una scelta estetica, un hairstyle elegante e senza tempo che continua ad arricchirsi di significati. In questo articolo ripercorriamo la storia delle trecce e i differenti significati che hanno assunto in base alle diverse culture.
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Una tradizione antichissima di molti popoli: le origini delle trecce
Le trecce potrebbero risalire a qualche migliaio di anni fa e a testimoniarlo è la famosa statuetta della Venere di Willendorf, che gli studiosi stimano sia stata realizzata tra il 28.000 e il 25.000 a.C. circa, il cui capo sembra essere interamente ricoperto di trecce.
Il profondo significato delle trecce per i popoli africani
Gran parte della storia delle trecce risale ai popoli africani, dove la famosa acconciatura si carica di significati profondi che vanno oltre l’estetica e lo status sociale. Intrecciare i capelli era un vero e proprio gesto di comunità: veniva tramandato di generazione in generazione. Si intrecciavano i capelli come vera e propria arte sociale, senza chiedere nulla in cambio, e si trascorreva il tempo socializzando. L’arte delle trecce, oltre che per differenziare i ranghi e le tribù, aveva un valore spirituale: si pensava che i capelli facessero da tramite con le divinità, in quanto parte più alta del corpo, e che per questo avessero dei grandissimi poteri. Inoltre le trecce per i popoli africani avevano anche un aspetto funzionale, fungendo da protezione per i capelli afro tendenzialmente delicati e permettendo la loro crescita in lunghezza. Durante la tratta degli schiavi del 15esimo secolo, i popoli africani furono depredati dei loro beni e ridotti in schiavitù, i loro corpi disumanizzati e i capelli, una delle loro principali espressioni identitarie, completamente rasati. Le trecce in questo periodo sono state uno strumento di salvezza e resistenza per i popoli africani, per cui, una volta ricresciuti, hanno ripreso ad annodarli nelle trecce, uno stratagemma utile per disegnare mappe per fuggire dalle piantagioni e per nascondere dentro cibo o altri mezzi di sostentamento, uno strumento di sopravvivenza che ci racconta gli orrori subiti dagli africani e la loro lotta per la libertà.
Le trecce nella cultura contemporanea, una varietà di stili e assimilazioni
La tradizione delle trecce è ancora viva nella cultura contemporanea, dove i diversi stili, una volta identificativi di una determinata comunità, sono stati contaminati e assimilati. Le acconciature sono moltissime, versatili e adatte a tutti i tipi di capelli, dai più corti a quelli più lunghi. Di recente, il revival Y2K ha riportato in auge le baby braids tipiche degli anni ’90 e 2000, inoltre la serie tv dello scorso anno su Mercoledì Addams ha fatto appassionare molte di noi alle trecce laterali e sui red carpet così come in passerella vediamo acconciature sempre più creative con le trecce.
La domanda che sorge spontanea è se intrecciarsi i capelli in determinati modi può essere visto come una forma di appropriazione culturale. La questione è complessa e meriterebbe un approfondimento a parte, quello che è bene tenere a mente è di non dare nulla per scontato, conoscere la storia delle trecce che indossiamo e il valore che ha assunto per certi popoli ci permette un approccio al tema con sensibilità e, nonostante l’assimilazione e la contaminazione odierna, di avere consapevolezza sulle origini delle nostre scelte estetiche.
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