Amare i propri capelli, al di là di ogni discriminazione
Per anni, nei confronti dei capelli ricci c’è stata una vera e propria forma di discriminazione, anche nota come texturismo. Basti pensare alle trame dei film di fine anni '90 inizio anni 2000, dove il glow up delle protagoniste consisteva nel togliersi gli occhiali da vista e lisciarsi i capelli. Ai tempi, infatti, la moda prediligeva (imponendoli) i capelli lisci e questo ha spinto moltissime donne ricce, soprattutto nere, a maltrattare i propri a furia di piastrarli pur di rientrare nei canoni di bellezza convenzionali – canoni che affondano le proprie radici nella discriminazione razziale.
Oggi, fortunatamente, stiamo riscoprendo la bellezza della diversità e della libertà nel decidere che cosa fare della propria chioma, preoccupandoci innanzitutto di rispettarla e proteggerla. È successo anche ad Annick Anoman (@annickanoman), che, dopo anni trascorsi a piastrarsi i capelli, si è resa finalmente conto di quanto fosse fortunata ad avere questo tipo di capello e, con questa nuova consapevolezza, ci invita a “riconoscere il valore della nostra unicità” e a “non permettere a nessuno di farci sentire inferiori”.
E a voi è mai capitato che qualcuno vi facesse sentire a disagio per i vostri capelli?